12 Agosto 2009 alle 18:43

il castello di Forza d’Agrò

di gianniB (Forza d'Agrò, Sicilia. Castelli e Fortificazioni. Categoria A)

Forza d'Agrò - il castello di Forza d'Agrò


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Forza d’Agrò (Fuzzagrò nel vernacolo locale) è un comune di 860 abitanti della provincia di Messina, situato su un cocuzzolo alla quota di 420 m s.l.m.
Scifì è l’unica frazione di Forza d’Agrò. La contrada Fondaco Parrino costituisce lo sbocco a mare del territorio con una spiaggia frequentata nei mesi estivi, benché minacciata dall’erosione del mare.
Il primo insediamento risale al X secolo, con il nome di Vicum Agrillae, mentre l’attuale denominazione risale al XIV secolo.

I monumenti più rilevanti sono la chiesa madre, dedicata alla Santissima Annunziata (secolo XVI) ed il castello (XIV secolo), del quale rimangono soltanto dei ruderi.

Come un balcone sul mare Jonio, dal suo belvedere è possibile ammirare la costa da Messina a Siracusa, con Taormina e Castelmola, la baia di Giardini-Naxos e l’imponente mole del vulcano Etna.

Le immagini del centro sono note in tutto il mondo, perché Francis Ford Coppola vi ha ambientato scene presenti in tutti i film della saga della famiglia Corleone, a partire da Il padrino.
Numerosi ritrovamenti archeologici, effettuati negli anni scorsi, nei pressi del castello della Forza testimoniano che il sito era frequentato sia in età preistorica che in epoche successive come il periodo greco, ellenistico e romano. Il sito di Forza d’Agrò sorgeva infatti sulla linea di confine tra la sfera di giurisdizione della polis greca di Messana e quella di Naxos. In epoca saracena e normanna, il villaggio era ubicato in contrada Casale, nella parte occidentale del monte Calvario. Distrutto da una frana, venne riedificato attorno al 1300 nel sito ove oggi noi lo ammiriamo. Nel 1117, il villaggio era denominato Agrilla e Re Ruggero II il Normanno lo proclamò terra inalienabile donandolo all’Abate del monastero dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò che vi esercitò per secoli il mero e misto imperio. L’amministrazione del villaggio era affidata ai giurati che duravano in carica un anno e venivano sorteggiati estraendo i nomi da una lista di persone gradite all’Abate. Tra le cariche esistenti all’epoca si ricordino: il Iudice, che amministrava la giustizia ne villaggio, il Capitano Giustiziere che amministrava l’ordine pubblico, il Baglivo che aveva poteri di polizia campestre ed infine la commissione dei Deputati che aveva una miriade di poteri tra cui la manutenzione e la cura del castello. Gli abitanti di Forza d’Agrò erano obbligati a coltivare i campi dell’Abate e a donare ai monaci del convento, nei giorni di Natale e Pasqua due galline e una capra. Nel 1282, durante la Guerra del Vespro, Re Pierto D’Aragona ordinò ai forzesi di inviare trenta arcieri nella vicina Taormina agli ordini di Giovanni Chelamidi. Nel 1433 Forza d’Agrò è citata in alcuni capitoli che la città di Messina presentava a Re Alfonso per la provvigione dei frumenti. Verso il 1500 venne riedificato il castello che, nel 1595 venne restaurato ad opera dei deputati del paese. Nei primi mesi del 1649 il paese venne danneggiato da un sima che provocò tra l’altro il crollo della quattrocentesca chiesa Madre della Santissima Annunziata, la quale venne subito riedificata. In occasione della Rivoluzione di Messina contro gli spagnoli (1674-1678), Forza d’Agrò rimase fedele alla Spagna e per questo venne occupata dai francesi che la privarono dei numerosi privilegi attribuiti dai normanni e la fecero passare sotto la dipendenza militare di Savoca. Nel 1812, in Sicilia venne abolito il feudalesimo. Nel 1860 venne annessa al Regno d’Italia. Nel 1948 la frazione rivierasca si Sant’Alessio si staccò dal comune di Forza d’Agrò diventando comune autonomo col nome di Sant’Alessio Siculo.

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