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la gru testimone dei lavori in corso
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Corvara è paese dalla storia millenaria: il castello di Corvara è infatti citato già nel 1077 in un documento di Arrigo IV. A testimonianza della strategicità del luogo, il castello fu una importante podesteria della Liguria orientale nel sec. XII; roccaforte prima degli Estensi e poi dei marchesi Malaspina, passato avventurosamente ai Fieschi, il castello é ancora menzionato nel 1273, durante la spedizione di Oberto Doria contro La Spezia.
Nel 1365 il paese segue lo stesso destino della sua regione: la Liguria é invasa dalle truppe dei Visconti, ed anche Corvara viene così occupata.
Un dato statistico che sfocia nella curiosità può rendere l’idea dell’importanza di questo paese in quei secoli: al tempo della seconda crociata, Corvara fornì alla Repubblica di Genova, per armare le galere, ben 100 uomini, tanti quanti ne fornì ad esempio un centro come Chiavari. Per dare un’idea delle proporzioni, Levanto ne mandò appena 20 e Portovenere 26.
Al giorno d’oggi, in realtà, ben poco resta dell’importante centro medioevale: due robuste case torri, che dovevano formare con le mura di cinta un blocco difensivo, ed un cadente muraglione, unico resto del castello, sovrastante il paese.
Quello che il tempo non ha invece cancellato, sono le antiche iscrizioni ed i bassorilievi che testimoniano ancor oggi il glorioso passato di Corvara. Il Giustiniani, storico della Repubblica di Genova, così scrisse, nel 1535: “la Crovara é luogo antico, qual per li passati anni ha dato qualche travaglio alla Repubblica, ed al presente é sotto posto a quella, ed ha qualche privilegii… e comprende la Crovara 100 fuochi e vi si vedono le rovine di un castello ed un acquedotto lungo circa due miglia”. Mentre del castello quasi nulla resta, l’acquedotto é ancora in gran parte perfettamente visibile.
Vale la pena infine di fare una visita anche alla chiesa di S. Michele Arcangelo, risalente al 1300: sul campanile, che una volta fungeva da torre difensiva, è posizionata una testa di animale.
Tornando al presente e rivolgendoci com’è doveroso al futuro, è ormai noto che presto al posto dell’antico centro medievale sorgerà un complesso residenziale con il beneplacito delle Belle Arti e quindi nel pieno rispetto dell’antica topografia e del paesaggio, in un contesto armonioso che sappia unire i fasti del passato alle necessità del giorno d’oggi.
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