Risultato voto a scrutinio: 9.86 (Scrutinio: 962°; Totale: 9013°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 5/13 (38%); 2° = 7/14 (50%-P= 45%); 3° = no; 4° = no;
Risultato Ripescaggio: 10.53 (Posizione: 1118°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 21/38 (55%-P= 50%); 2° = 13/38 (34%-P= 31%); 3° = no; 4° = no;
L’Abbazia di San Nilo (dedicata a Nilo da Rossano), e conosciuta anche con il nome di Santa Maria di Grottaferrata, è un monastero esarchico gestito da monaci basiliani.
Nel 1004 un gruppo di monaci di rito italo-bizantino giungeva sui colli Tuscolani. Li guidava un santo anziano, San Nilo, nato a Rossano in Calabria, da famiglia greca (la Calabria allora era bizantina). S.Nilo aveva già fondato vari monasteri in Calabria e in Campania.
Sui colli di Tuscolo vi erano i ruderi di una grande villa romana, forse appartenuta a Cicerone, fra i quali un piccolo edificio a doppio ambiente in blocchi di peperino (“opus quadratum”) già sepolcro di epoca repubblicana utilizzato dal V secolo come oratorio cristiano, denominato, per le finestre con doppia grata di ferro, “Crypta ferrata” (da qui Grottaferrata).
La tradizione dice che nella Cripta apparve al santo e a San Bartolomeo, suo discepolo, la Madre di Dio, chiedendo che vi fosse edificato un santuario a lei dedicato, da cui avrebbe sparso le sue grazie su tutta la contrada. Ottenuto in dono quel territorio da Gregorio, conte di Tuscolo, i monaci inizarono la costruzione della chiesa e del monastero.
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