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Le origini della città si fanno risalire all’alto medioevo; tuttavia, i numerosi reperti archeologici (rinvenuti nella contrada detta, appunto, “Città”) fanno supporre che Rivello sia l’erede della città lucana - esistente già dal periodo preromano - di Sirinos.
Notoria è la divisione, a partire dal medioevo, della città in due distinti quartieri, quello superiore, i cui abitanti, detti bardav’ti, erano legati uno alla chiesa di rito latino (San Nicola di Bari) e quello inferiore, i cui abitanti, bardasci, erano fautori della parrocchia di rito greco (Santa Maria del Poggio).
Resistono ancora, nella toponomastica (”Fonte dei Lombardi”, “Piazza dei Greci”), riferimenti alle due etnie contrapposte, che hanno dato vita alla città: longobardi, sicuramente stanziatisi a seguito delle invasioni barbariche, e greci, probabilmente provenienti, a seguito del suo abbandono, dalla non lontana Velia da cui si dice derivi il nome moderno (Rivello ovvero Re-Velia).
Difatti, il motto del comune recita ancor oggi “Iterum Velia renovata Revellum”.
Feudo dei Sanseverino, dei Ravaschiero e dei Pinelli, Rivello si riscattò, nel corso del XVI secolo, divenendo città libera. L’ultimo feudatario, Oronzo Pinelli, fu costretto a una fuga rovinosa tramite il passaggio segreto che, dal castello, posto sulla sommità della collina Motta, poi volutamente distrutto, conduceva verso la campagna.
Le notevoli testimonianze architettoniche e le numerose opere artistiche testimoniano il ricco passato di Rivello, le attività maggiormente fiorenti erano quelle dell’artigianato orafo e del rame.
http://it.wikipedia.org/wiki/Rivello
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