19 Agosto 2009 alle 14:07

IL CASTELLO DI MUSSOMELI

di seby31 (Mussomeli, Sicilia. Castelli e Fortificazioni. Categoria B)

Mussomeli - IL CASTELLO DI MUSSOMELI


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Il castello di Mussomeli fu costruito tra il 1364 e il 1367.Appare piuttosto certo che ad iniziare l’opera sia stato Manfredi III Chiaramonte dopo aver ottenuto la Signoria di Castronovo e Mussomeli. Nel 1374 il castello ebbe l’onore di ospitare il re Federico III (re di Sicilia),la regina e il suo seguito. Ma trascorrono pochi anni, appena I7, e Ia fortezza è di nuovo al centro di avvenimenti eccezionali. La stella dei Chiaramonte ha iniziato il suo declino, Manfredi è ormai vecchio e malato, è il 10 luglio del 1391 e il cugino Andrea Chiaramonte si appresta a riunire nelle sue mani gli stati della famiglia. In Sicilia gli Aragonesi consolidano il loro predominio e il matrimonio di Maria (figlia di Federico il semplice) con Martino d’Aragona, ha per conseguenza il ritorno dell’isola alle dipendenze dirette del regno spagnolo. Ma prima che tutto si compia, i Chiaramonte tentano l’impossibile. Manfredi organizza una riunione di baroni siciliani per resistere agli Aragonesi e Andrea ne è protagonista. La storica assemblea avviene, secondo alcuni, in una chiesa di campagna nel territorio di Castronovo. Secondo altri nel castello di Mussomeli. Parecchi baroni, quasi tutti siciliani, che si dichiarano antiaragonesi, giurano fedeltà.Ma dopo quel solenne patto, ingannandosi a vicenda, uno alla volta passano dalla parte dei Martini che solo otto mesi dopo ,è il marzo del 1932 ,sbarcano a Marsala devotamente accolti dagli stessi baroni. A rendere omaggio agli Aragonesi non c’è Andrea Chiaramonte. Si è rifugiato a Palermo da dove, per aprire un negoziato, invia messaggeri a Martino il vecchio .Il Duca non asseconda la trattativa. Anzi, nelle lettere con le quali lo richiama all’ordine, non gli si rivolge mai con il titolo di conte. Il Duca di Momblanco continua ad avanzare verso Palermo e prepara il suo colpo basso: assegna a Guglielmo Raimondo Moncada tutto ciò che è di Andrea, dalle contee di Malta e dell’isola di Gozzo alle terre di Naro, Delia, Sutera, Mussomeli, Favara, Misilmeri. Una vera e propria confisca alla quale Andrea reagisce chiudendosi in difesa a Palermo. Ed è qui che il Duca pone l’assedio, mentre il suo esercito si ingrossa, accorrono tutti i baroni, e si puo dire che tutta la Sicilia era ormai a favore degli Aragonesi e ai danni d’uno solo». Andrea Chiaramonte si arrende, viene perdonato, e il 17 maggio compare di fronte alla regina Maria per rendere omaggio. Ma e un falso perdono. Perchè ventiquattr’ore dopo è arrestato con un pretesto, condannato, e giustiziato il 1° giugno 1392 a piazza Marina a Palermo, proprio di fronte a Palazzo Steri, simbolo del prestigio chiaramontano. Crolla quindi la leggendaria famiglia,è l’inizio di una stagione in tono minore per il castello di Mussomeli che va in mano ai Moncada.Sembra però che Guglielmo Raimondo Moncada non abbia nemmeno il tempo di prendere possesso del castello per una serie di rivolte indipendentiste che vanno avanti fino all’inizio del 1400 ,e la fortezza passa di mano in mano:a Giaimo de Prades,e poi al valenciano Giovanni Castellar,a Giovanni Perapertusa ,a Federico Ventimiglia e infine,dopo altri atti di compravendita,a Pietro del Campo e ai suoi discendenti.L’ultimo dei del Campo è Andreotta,il quale si ritrova con un castello gravato da interessi e lo affitta nel 1546 a due banchieri genovesi i quali si impegnano a versare la somma pattuita ai creditori e una piccola percentuale ai del Campo.Il maggiore creditore,Don Cesare Lanza,finanziò Andreotta fino al 1548,anno in cui fece mettere all’asta la baronia.Andreotta ricorre al vicerè,denunciando di essere stato vittima di usura,alla fine una transazione conclude la vertenza:don Cesare Lanza avrà il castello,ad Andreotta restano quattro dei 28 feudi che costituiscono lo stato di Mussomeli.La causa che ne segue fra i Campo e i Lanza è secolare,mentre Don Cesare prosegue nella sua avanzata e promuove a contea Mussomeli,che diventa il principale stato dei Lanza fino all’abolizione della feudalità.Dopo che Ottavio Lanza,figlio di Don Cesare sul finire del 500 e gli inizi del 600 decide di abbandonare il castello,la fortezza diventa carcere,poi la abbandonano anche i detenuti. Da allora il tempo si ferma sul castello:feudale e congelato per tre secoli,senza l’offesa di una trasformazione manieristica,barocca. Guarda dall’alto il paese che cambia,la carrozze,i treni,la luce elettrica,resta fra le poche realtà del medioevo siciliano non cancellate dai passaggi successivi.
Qualche muro crolla col tempo,pietre e marmi vengono rubati,crolla il solaio della sala dei baroni:così lo vede un turista d’eccezione che arriva nei primi del 900,il kaiser Guglielmo II Hohenzollern,e così lo trova poco dopo l’architetto Ernesto Armò cui il principe di Trabia affida il restauro che porta alla versione attuale.

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