20 Agosto 2009 alle 09:28

San Salvatore Telesino

di gianniB (San Salvatore Telesino, Campania. Panorami. Categoria A)

San Salvatore Telesino - San Salvatore Telesino


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San Salvatore Telesino è un comune di quasi 4.000 abitanti della provincia di Benevento.
Centro agricolo sulle pendici meridionali del massiccio del Matese. Sorge alle falde di un rilievo conico (259 m), ed ha una struttura piuttosto regolare vicino alla statale Telesina ( statale 372), nel territorio inoltre vi si trova parte delle terme condivise con il comune di Telese Terme. Fa parte della Comunità montana del Titerno. Nel territorio comunale sono compresi i resti (tratti di mura), dell’antica Telesia, città sannitica ricordata (217-214 a.C.) per essere stata coinvolta nelle guerre puniche.
Nel I secolo a.C. vi fu dedotta una colonia romana e nel periodo longobardo fu sede di un gastaldato. Le incursioni saracene dell’ 847 ed un terremoto determinarono l’abbandono di Telesia.
Il paese nacque in seguito a tali convulse vicende poiché un gruppo di profughi furono accolti dai monaci del monastero benedettino dedicato al Santo Salvatore che conferirono ai telesini un lembo di terra su cui edificare il nuovo abitato. Il nuovo borgo assunse così la denominazione di Casale di San Salvatore a testimonianza della sua dipendenza monastica. Per diversi secoli il Casale di San Salvatore rimase alle dipendenze di questa importante abbazia che ebbe come abate Alessandro Telesino, autore di una pregevole storia sull’epopea normanna.
La badia risale al X secolo, e comprende una chiesa a tre navate con lungo transetto, impreziosita da raffinati affreschi dell’abside. Tra i numerosi ospiti illustri dell’Abbazia, figurò l’Arcivescovo di Canterbury, Sant’Anselmo, a cui la credenza ascriveva la facoltà di trovare sorgenti d’acqua; il santo ne diede prova scoprendo, nel giardino della chiesa, il pozzo che reca il suo nome. In epoca feudale nel territorio comunale si svilupparono altri centri: Massa Superiore munito di castello e citato nel cedolario angioino del 1320, e Rocca Nuova.
Venne completamente distrutta dal terremoto del 1349.
Poco dopo questi luoghi furono donati a Giovanni Monsorio, maggiordomo di Ferdinando I d’Aragona. Ultimi feudatari furono i Carafa.

fonte: it.wikipedia.org/wiki/San_Salvatore_Telesino

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