Risultato voto a scrutinio: 27.51 (Scrutinio: 1809°; Totale: 12168°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 8/14 (57%); 2° = 10/14 (71%); 3° = 14/31 (45%); 4° = no;
Risultato Ripescaggio: 10.59 (Posizione: 1806°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 13/38 (34%-P= 31%); 2° = 21/38 (55%-P= 50%); 3° = no; 4° = no;
Piccolo comune collocato in Val Grande, la valle principale della Valsesia.
Di più antica e diversa fondazione, era l’ultimo paese della valle stabilmente abitato fino alla fine del 1200. Il borgo si allargò in tutta l’area circostante il bacino del fiume Sesia con l’arrivo dei coloni da Alagna. Nel loro espandersi cominciarono a risalire la Valle Vogna fino ad incontrare i walser provenienti da Gressoney che nel frattempo avevano dato vita alla colonizzazione dal colle Valdobbia.
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2 commenti a “Melchiorre d’Enrico, Giovanni e Tanzio da Varallo dipinsero qui…”
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Bella foto claclik, ma soprattutto…. che titolo colto!

PS: e che dipinsero di bello questi tre signori ?
A loro è attribuito il meraviglioso affresco della Chiesa di San Michele che è considerata monumento nazionale.
Io l’ho visto e ti assicuro che, nella sua grandiosità, ti lascia a bocca aperta.
“…Maestosa è la decorazione a fresco che occupa l’intera facciata della chiesa con una suggestiva scena del Giudizio Universale di gusto nordico e - posta alla base del vecchio campanile – la figura di un San Cristoforo di dimensioni gigantesche, come era abitudine raffigurare nel Medioevo (si pensava infatti che la grande effige del santo, guardata da lontano, fosse in grado di proteggere contro i pericoli quotidiani la comunità ed i viandanti che si mettevano sotto la sua protezione).”
(http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Michele_%28Riva_Valdobbia%29)