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Altavilla Silentina è un comune italiano di 6.751 abitanti, della Provincia di Salerno in Campania. Il borgo medioevale è situato su una collina ammantata di olivi con considerevoli differenze in elevazioni, partendo dai 275 metri s.l.m. della soglia della “Porta San Biagio”, che era l’ingresso della città medioevale, fino ad arrivare ai 313 metri s.l.m. del castello Normanno e dell’attuale Piazza Umberto I, dove è situato il municipio. L’elevazione della collina su cui il paese fu fondato si attesta a di 424 m s.l.m.
Altavilla capoluogo è abitato da circa 2000 abitanti e si estende su due dorsali della stessa collina, avendo il centro storico verso sud-ovest, mentre la parte nuova del paese costruita dopo la seconda guerra mondiale si estende verso nord-est. Il capoluogo è posizionato strategicamente avendo a est il monte Pizzuto (1403 m s.l.m.) della catena dei monti Alburni, a ovest la piana del fiume Sele e il Mar Tirreno. Gode di una vista panoramica sulla Piana del Sele e che include l’isola di Capri, i Monti Lattari delle costiera amalfitana e vista panoramica sulla città di Eboli e sulla parte centro-nord della pianura del Sele. Altre importanti città vicine sono: Eboli situata a 20 km, Battipaglia a 24,7 km e Paestum 25,4 km. Il territorio comunale di 52 km quadrati è situato parte in pianura e parte in collina ed è bagnato dal fiume Calore Lucano che ne delimita la gran parte del confine a Nord ed ad Ovest. Verso il nord le maggiori città sono Salerno che dista 48 km, Napoli a 110 km, e Roma a 328 km.
Il territorio di Altavilla è stato abitato fin dalla preistoria come testimoniano alcuni antichi insediamenti e reperti del VII a.C. trovati in località San Lorenzo. Nei pressi del territorio di Altavilla si pensa sia localizzato il campo di battaglia dove Spartaco e i suoi 60.000 schiavi ribellatisi a Roma subirono la loro ultima e definitiva sconfitta nel 71 a.C. ad opera del Generale romano Pompeo. Una località al di la del fiume porta ancora oggi il nome ‘Pompeo’.
Un altro evento degno di nota nella storia del paese si ebbe nel 1799. Quando l’eco della rivoluzione francese raggiunse anche il Sud d’Italia, ad Altavilla fu proclamata la repubblica. La popolazione di Altavilla si schierò con i giacobini della repubblica partenopea e anche nella piazza principale di Altavilla si piantò l’Albero della libertà. Un gruppo armato di sanfedisti provenienti dalla vicina Eboli si prese carico di prendere con le armi la ribelle Altavilla. Il loro capo si era trincerato dietro gli alberi della foresta adiacente al paese e con un cannone da campagna comincio a colpire l’abitato. Gli abitanti, poco atti alle armi, cominciarono a disperarsi e ricorsero all’aiuto di Sant’Antonio di Padova, la cui statua era venerata nella Chiesa del Convento dei Francescani. Gli Altavillesi vestirono la statua del santo in modo goffo con sciabola a tracolla e giberna, con schioppo e cappello a due punte e la collocarono in mezzo alla piazza. Tale vista provocò il riso beffardo del capo sanfedista che disse sprezzante: “Lo farò saltare in aria questo ’struppone furmiculusu’” e sparò. Il suo cannone si spezzò in tredici parti e sbigottito scappò tra le bestemmie e gli sguardi attoniti dei suoi compagni. Gli Altavillesi gridarono al miracolo e istituirono una speciale devozione per il santo di Padova: è da allora che ogni anno il 13 giugno, giorno liturgico della sua festa, la statua del santo visita le famiglie del paese entrando di casa in casa. La processione del santo inizia la mattina alle 8 e termina verso le 11 di sera con grande partecipazione di popolo.
FONTE: it.wikipedia.org/wiki/Altavilla_Silentina
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