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In questo paese di collina, la sensazione è quella d’un centro antico, confermata persino dal nome: Antillo da Ante illius, che dà appunto l’idea del “prima di quello”, quasi prima degli altri. E chi fa invece derivare il nome dal greco Antelios, “esposto al sole”, può trovare una conferma alla propria teoria nella luce che in questa valle splende tutto Fanno. Al di là dei nomi, la luce e l’antico sono di certo le principali caratteristiche di Antillo.Proprio qui vicino, in un incavo della Montagna grande che protegge il paese, avrebbero trovato rifugio gli abitanti della zona sorpresi dal Diluvio universale. Già sotto la dominazione romana, comunque, attorno all’unica chiesa, eretta sul monte Schia inonore di S. Giorgio, si radunavano i primi abitanti, che poi si spostarono in quella cheè oggi contrada Pinazzo e nei terreni circostanti il torrente Agrò che dà nome all’intera Vallata, dove sono stati infatti trovati dei reperti risalenti all’epoca romana e bizantina. Quando, in seguito, il territorio passò agli Arabi, i monaci Basiliani eressero un monastero sul monte Schia. Per molti secoli, dai tempi della dominazione normanna, Antillo legò le proprie sorti a quelle di Savoca, da cui divenne autonoma a partire dal I° gennaio 1846, con Decreto di Ferdinando II, Re delle Due Sicilie.
Visitando il paese, nell’atmosfera di serenità ed equilibrio con la natura, si può capire perché proprio lì, tra fonti limpide, ulivi e agrumeti, è nata l’idea di porre l’imponente Campana della Pace: una possente campana benedetta dal Papa Giovanni Paolo II, che attende di essere collocata sul Pizzo Monaco per far sentire i suoi rintocchi per i dispersi di tutte le guerre.
(Cit. http://www.consorziovaldagro.it )
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