18 Settembre 2009 alle 17:20

…a protezione della città

di gianniB (Maiori, Campania. Castelli e Fortificazioni. Categoria B)

Maiori - ...a protezione della città


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Il Castello di Maiori sorge sulla sommità del colle che domina le contrade Accola e Carpineto. L’antico manufatto costituiva una rocca, una fortezza eretta come baluardo e rifugio della popolazione con le frequenti scorrerie dei predoni longobardi e, in seguito, dei pirati barbareschi. Secondo il Cerasuoli (che pubblicò nel 1865 un volume sulla città di Majori) fu iniziata pochi anni dopo la morte di Sicardo, duca longobardo di Benevento, avvenuta nell’anno 840. Il predetto Sicardo aveva, l’anno predicente (839), devastato e saccheggiato le contrade della Costiera di Amalfi. La costruzione della rocca si era sviluppata intorno a un’antica chiesa dedicata a San Nicola de Thoro-plano. Tuttavia l’edificio, nella forma che presenta attualmente, fu fatto erigere, o fu restaurato e ampliato, dai duchi Piccolomini (di famiglia Senese), i quali nel 1461 erano stati nominati da Ferdinando I d’Aragona feudatari del Ducato d’Amalfi. La costruzione definitiva fu iniziata nel 1465 e ultimata nel 1468. Costò alla città seimila ducati. Leggiamo come veniva descritto il castello, verso la fine del secolo XV, dallo storico Michelangelo Gizzio di Ravello, autore del saggio De tuitione Regii Demanii status Amalphiae ( La difesa del Regio Demanio dello stato di Amalfi): “..et in nobili et fortissima Terra Majoris, quae propter turres in maritimis constructas, ceneis tormentis munitas, et fortissimo castro in eminenti ori parte ipsius Teraae, quod Sancti Nicolai dicitur… ovvero: …e nella nobile e fortissima Terra di Maiori, la quale grazie alle torri costruite sul mare, munite di cannoni, e grazie ad un unitissimo castello, che si trova nella parte più alta della medesima Terra, che si chiama di San Nicola, è resa quasi inespugnabile…
La fortificazione, come si è detto, racchiudeva all’interno un’antica chiesa trinavata con annesso campanile, dedicata a S.Nicola de Thoroplano. Vale la pena di menzionare che Thoro plano sta ad indicare un poggio, un’altura dal rilievo dolce, in contrapposizione al fronteggiante Thorus clivus, colle ripido, che oggi viene comunemente chiamato Torina o Tuoro, e corrisponde alla zona posta a monte delle contrade “Campo” e “Paie”. Conviene ricordare che anche alle pendici del Torina (Thorus clivus) era stata costruita nel secolo IX una imponente rocca, protetta da un torrione e da un campo trincerato, dedicata a San Michele Arcangelo; la posizione di questa rocca permetteva l’esercizio di un sistema di segnalazioni con il Castello de Thoro-plano, in caso di emergenza. Tornando a quest’ultimo, è opportuno aggiungere che all’interno del perimetro fortificato si trovavano caserme e ricoveri, capaci di ospitare una folta guarnigione, nonché centinaia di cittadini rifugiati; vi erano inoltre magazzini e cisterne; né mancava una sorgente che sgorgava sul lato di ponente, dirimpetto a Fossa Lupara (Santa Caterina), che assicurava l’approvvigionamento d’acqua in caso di assedio prolungato. L’edificio, come si presenta attualmente, conserva ancora la forma originaria, con un perimetro poligonale rettangolo che si sviluppa per circa 550 metri. Le cortine menate, munite di feritoie e contrafforti, sono intervallate da nove torri celle cilindriche alte circa otto metri, con un diametro di cinque metri.
FONTE: notizie raccolte da Gaetano Vitagliano.
…e la mia storia con il castello de Thoro Plano
…non conoscevo l’esistenza di questo castello pur avendo passato tanto tempo nella città di Maiori. Poi una sera mentre scattavo alcune foto di Maiori di notte dal mare verso la montagna…ho visto un castello bellissimo colorato da luci alternativamente di bianco e di giallo ambra (?) la cui foto trovate già inserita tra le mie. Mi ero ripromesso di tornare di giorno per fotografarlo. L’ho fatto oggi…e ho scoperto un mondo nascosto in quel castello…una storia antica dall’840 ad oggi e non solo…. Sono arrivato in macchina seguendo le indicazioni…poi la strada finisce (?)…dove andare? Una scalinata sulla sinistra “via castello”…provo a salire…uno…cento…quanti scalini?….Mi fermo perché il fiato mi manca e le gambe tremano…mi giro e vedo il mondo sotto di me…ecco Maiori nella sua bellezza che occupa tutta la valle tra i due monti, un triangolo colorato di mediterraneo, case dalle forme geometriche uniche. Scatto..scatto…riempio le schede di stupende immagini, le mangio come un’affamato mangia una pagnotta dopo un mese di digiuno… continuo a salire guardando ogni tanto indietro…e mi ritrovo davanti alle mura, un cane mi accoglie festoso davanti al cancello in ferro battuto della porta d’ingresso, …chiuso con una catena e lucchetto. Un cartello: “proprietà privata -suonare il campanello”…suono…dopo un poco tra due merli della torre di destra si affaccia un vecchietto “chi è?” domanda….”..senta volevo fare qualche foto….” replico… poi con le mani sporche di uva che stava vendemmiando mi accoglie …”…è straniero?” domanda guardandomi mentre stringo la mia Canon tra le mani…”no, sono di Salerno…”….”allora sei un Longobardo!”…non comprendo subito la strana affermazione, ma poi penso alla storia sul castello che avevo letto sull’atavica vicenda tra amalfitani e longobardi. Mi fa entrare e mi mostra la sua stanzetta dove dorme, una stanza circolare di cinque metri di diametro, e una cella nella torre sud che ha una finestra direttamente su Maiori al di sotto, che spettacolo! Solo il letto, antico, e poi un museo di oggetti sparsi dappertutto…”guardi questa è un’ascia preistorica l’ho trovata coltivando il terreno..e queste sono punte di frecce romane…” …continuo a scattare…meravigliato…vedo una lapide del 1203 con un nome….dico “ma è una lapide funeraria” “sì è di una mia antenata….” …il vignaiolo allora era… il proprietario del castello…mi dice che deve pigiare l’uva e se voglio posso girare da solo….lo ringrazio ….entro in locali pieni di polvere e di storia, oggetti di vita e di guerra….solo a girare tra qualcosa che è quasi rimasta com’era. Salgo sulle torri, mi siedo sulle panchine, percorro i camminamenti, guardo e scatto…immagini uniche, che parlano di bellezza, di storia…..poi esausto…scendo, lo ringrazio e lui richiude il catenaccio contento della mia visita. “Ciaooo, ritornerò” gli dico, e comincio a ripercorrere quegli scalini, stavolta in discesa è meno faticoso…arrivo giù e incrocio 5 turisti francesi, sorrido …pensando agli scalini che dovranno percorrere…e alla bellezza che incontreranno…e quasi… li invidio. by gianniB
Ringrazio per la sua gentilezza il Sig.r Crescenzo De Martino, discendente e proprietario del castello – tel.089.852600 orario visite 8-13 e 16-20

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