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L’ingresso del centro storico bitontino si apre con la cosiddetta Porta Baresana, la più imponente tra le cinque porte che si aprivano nella cinta muraria (Porta la Maya, Porta Robustina, Porta Pendile o Santa Maria la Porta e Porta Celina o Porta Nova).
Essa era collegata al Torrione Angioino e alle altre torri che circondavano la città tramite possenti mura. E’ detta Baresana perché guarda verso Bari e presenta attualmente un assetto seicentesco (1612 si legge sullo stemma civico) con la struttura tipica dei palazzi rinascimentali. Sono evidenti le varie fasi di intervento.
Il Torrione, o Maschio Angioino, è tra le superstiti testimonianze del sistema difensivo della città, facente parte di una piazzaforte con 28 torri e cortine attraversate da cinque porte urbiche.
La sua costruzione, realizzata dagli Angioini a difesa di Porta Baresana, risale alla fine del XIV secolo. Più ampia e meglio munita rispetto alle torri facenti parte della cinta muraria, finì con l’assumere il nome di “Castello”.
Nel corso dei secoli, la Torre di Porta Baresana, sede anche di castellano e delle milizie di presidio, adibita pure a carcere, è stato il caposaldo della difesa cittadina.
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1 commento a “La Porta e il Torrione.”
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