17 ottobre 2012 alle 11:53

Monoliti di luna

di alexZalex (Massa, Toscana. Piazze. Categoria C) - In Gara

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Visite: 203. Candidata il 10 ottobre 2012 01:06

Risultato voto a scrutinio: 74.43 (Scrutinio: 30°; Totale: 87°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 9/11 (82%); 2° = 10/12 (83%); 3° = 17/24 (71%); 4° = 34/47 (72%);
Voto Popolare. Complessivo: 35. Mensile: 12.

Piazza Bad Kissingen, Massa

L’idea di trasformare piazza Bad Kissingen da semplice parcheggio a luogo di incontro per i cittadini, di farne sede degna di una grande opera d’arte e insieme il biglietto da visita di un territorio che vive tra le montagne e il mare è dello stesso Sindaco Roberto Pucci. Nel corso del suo secondo mandato sindacale, quando nel 2001 si cominciò a pensare dove collocare l’opera, la prima in marmo che avrebbe realizzato il maestro Pino Castagna con la direzione artistica di Massimo Bertozzi, quello fu il luogo prescelto. Nessun altro sito apparve tanto perfetto e capace di coniugare le idee artistiche del maestro Castagna con le esigenze tecniche che avrebbe richiesto l’installazione di un opera monumentale come quella pensata dallo scultore.
Con fondi patrimoniali dell’ente furono acquistati e accantonati presso i laboratori di Campolonghi Italia i primi blocchi informi di bianco Carrara che sarebbero stati l’ossatura e la parte centrale dell’opera del maestro che ha fatto della sua arte un mezzo per dialogare con l’ambiente che lo circonda, l’aria, la luce, lo spazio. Cooperativa Cavatori Gioia e Marmi Carrara hanno donato gli altri blocchi necessari al completamento del monumento che è stato lavorato nel laboratorio Campolonghi Italia sotto l’egida del maestro Castagna e dell’ingegner Alessandro Porta.
Osservando il bozzetto dell’opera che è stata posata su una base di cemento armato e acciaio cor-ten, seguendo le indicazioni e le idee artistiche del maestro Castagna, l’architetto Massimo Sergio Rossi, su incarico dell’Amministrazione comunale, ha progettato e curato i lavori di ristrutturazione di piazza Bad Kissingen sviluppando il progetto per accogliere una scultura ambientale che sarebbe stata una nuova evoluzione dell’impianto costruttivo dei “muri” proprio del maestro già dai primi anni Ottanta.
Due sono allora diventati i fili conduttori del progetto di ristrutturazione di piazza Bad Kissingen. Da una parte l’asse prospettico di viale Roma che trova nella scultura di Castagna una sorta di fine ideale, una porta visiva prima di accedere al mare; dall’altra il mare stesso, lo spazio libero, aperto sull’orizzonte. L’idea dell’architetto è stata di realizzare una terrazza sul mare, una sorta di balcone su cui affacciarsi prima di scendere in spiaggia o da cui guardare, da un’altra e nuova prospettiva, le vette bianche delle Apuane. La nuova piazza Bad Kissingen è così rialzata di circa un metro dalla linea di superficie ed è chiusa ai lati da due filari di palme che seguono idealmente la linee di viale Roma.
Per la pavimentazione sono stati utilizzati due materiali naturali: una pietra di Trani di colore beige dello spessore di tre centimetri a finitura bocciardata e antiscivolo per contornare la scultura e quindi, man mano che ci si avvicina al mare, per armonizzare l’area alle tipiche costruzioni balneari, il legno yellow bolon resistente alla salsedine e alle intemperie, posato con disegni ad onda per ricordare il moto ondoso e incostante del mare . Anche le luci sono state studiate per garantire ed esaltare l’effetto scenico della nuova piazza e mettere in risalto la scultura.
Il maestro Castagna voleva che l’opera fosse immersa in una luce lunare, quindi illuminazione è fissata nell’impiantito con luci radianti e faretti che la colpiscono dal fondo smaltato color blu notte della vasca d’acqua. Le fontane a raso, lato mare, completano l’effetto scenico della nuova piazza con getti d’acqua dal basso verso l’alto fino a due metri e ben 32 combinazioni di giochi d’acqua regolati da un computer. Fioriture stagionali chiudono il lato monti della piazza che è delimitata da piante aromatiche, con arbusti della vegetazione mediterranea, agave, oleandro e pitosforo. L’ingegner Michele Dell’Amico ha seguito l’installazione dei monoliti che compongono l’opera e che sono issati, per garantire staticità e l’effetto instabile voluto dell’autore, su doppi assi d’acciaio inossidabile di diverso diametro in rapporto al peso del blocco. L’architetto del comune Lamberto Menconi, responsabile del procedimento amministrativo, ha seguito l’iter burocratico di realizzazione dei lavori. (Dal sito del Comune di Massa, 2009)

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1 commento a “Monoliti di luna”

  1. bernardosardano scrive:

    favolosa Alex!!!!

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