23 febbraio 2012 alle 17:35

Un passaggio sull’orrido

di Stefano26 (Racines, Trentino-Alto Adige. Ponti. Categoria A) - In Gara

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Visite: 78. Candidata il 22 febbraio 2012 12:29

Risultato voto a scrutinio: 55.96 (Scrutinio: 108°; Totale: 1143°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 20/28 (71%); 2° = 19/29 (66%); 3° = 28/55 (51%); 4° = 58/111 (52%);
Voto Popolare. Complessivo: 0. Mensile: 0.

Le “cascate dell’ orrido” in Val Racines: una delle bellezze naturali più impressionanti dell’ Alto Adige. Non è esclusivamente lo scroscio delle cascate e le formazioni rocciose che rendono cosi uniche queste cascate, ma una caratteristica geologica: è l’ unica gola al mondo formatasi nel marmo bianco puro! Il ruscello di Racines ha scavato il morbido, bianco marmo fino a 15 metri di profondità. Il marmo viene estratto in Val Racines come un tempo, e la tradizione arriva fino all’ età dell’ Impero Romano. Nel museo archeologico di Bolzano è esposta per esempio, la celebre Pietra Mitra, ritrovata a Vipiteno. Un rilievo in marmo, dell’ epoca romana, che mostra il Dio del sole “Mitra”, il cui culto era diffuso nel 2. e nel 3. secolo. Le “cascate dell’ Orrido” sono accessibili da oltre 100 anni ed il club alpino austriaco ha poi creato al suo interno una passeggiata. In questa occasione fu battezzata la gola con il nome „Kaiser-Franz-Josefs-Klamm“, ricordata da una piccola targa commemorativa. Oggi le cascate sono chiamate esclusivamente “cascate dell’ Orrido”.
Una passeggiata tra le cascate è un’ esperienza davvero emozionante e adatta per tutta la famiglia, specialmente nei caldi giorni estivi. La strada comincia nel paese Stanghe, dove una grande indicazione indica la strada per accedere alle cascate, aperte da inizio maggio e fine ottobre. All’ ingresso c’ è da pagare un piccolo contributo per la manutenzione stradale, e per pochi minuti si cammina lungo l’ ancora tranquillo ruscello. Presto, il flusso si fa più forte e selvaggio. Nel marmo scalini, passerelle e ponti di legno portano nella gola, dove nel profondo l’ acqua s’ infuria e ruggisce. Non si può sfuggire alla bellezza della gola: in alcuni luoghi, il marmo mostra il suo colore bianco puro, di solito oscurato da elementi o riflessi verdognoli. La forza travolgente delle acque è spesso paragonabile ad uno specchio lucido e brillante. Il punto più alto della camminata è la cosiddetta “chiesa”, a dir poco misteriosa, che a 15 metri di profondità, attraverso il ruggente flusso della cascata, si rovescia nel profondo.
Dopo circa un’ ora di cammino si conclude la traversata della gola alla locanda Jaufensteg. Per tornare indietro si può seguire lo stesso sentiero dell’ andata o percorrere il sentiero delle rovine Reifenegg. Nel castello, costruito nel 1220, sembra sia sepolto un preziosissimo tesoro, fino ad ora mai ritrovato.

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