8 Luglio 2013 alle 00:00

sono una bianchi

di adistasi594 (Roma, Lazio. Categoria D)

Roma - sono una bianchi


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La bicicletta nei Comuni Italiani 622 95 10 Giugno 2013 16 Giugno 2013 31.72 (600°)

caserma dell’aeronautica francesco baracca a centocelle roma bicicletta bianchi denominata aquilotto prodotta nel 1951

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4 commenti a “sono una bianchi”

  1. Autore scrive:

    cortesemente mi potete sostituire sino con sono grazie

  2. marivodo (Senior) scrive:

    Fatto

  3. sangiopanza scrive:

    Dal regolamento: “Sono ammesse anche bici elettriche”. Questa non è elettrica. Questo è un vero e proprio motorino, come si facevano negli anni ‘50. Che nasce come tale, come si deduce dal serbatoio della miscela che è parte integrante del telaio. I pedali servono esclusivamente per la messa in moto, dopodichè non hanno alcuna funzione. Per cui, a differenza delle bici elettriche, intendendo come tali quelle cosiddette a pedalata assistita, dove il movimento dei pedali è indispensabile a continuare il movimento, questo è da considerarsi un veicolo a motore.

  4. Autore scrive:

    sicuramente avrai ragione ma prima di posare la foto ho fatto una piccola ricerca q questo è quello che ho trovato.
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    NSU Motosulm del 1931, antesignano dei bicimotore
    Il bicimotore o velomotore, è un veicolo a due ruote con ciclistica identica o simile alla bicicletta, dotato di un piccolo motore ausiliario, anch’esso a volte definito con l’identico termine.

    Le prime biciclette a motore risalgono all’età pionieristica del motociclismo, all’epoca denominate bicicletti a motore, ma conobbero una grande diffusione e popolarità in tutta Europa, nell’immediato secondo dopoguerra, allo scopo di soddisfare le esigenze di locomozione popolare, imposte dalla febbrile opera di ricostruzione, sopperendo alla carenza di mezzi finanziari e materie prime, fortemente ridotti dal conflitto mondiale.

    La necessità di fornire mezzi di locomozione personale di semplice fabbricazione, particolarmente economici nell’utilizzo e dai contenuti prezzi d’acquisto, orientò molte aziende verso la costruzione di piccoli motori ausiliari, dotati di trasmissione a rullo, da applicare alle normali biciclette. Tali propulsori venivano venduti sfusi oppure già applicati alla bicicletta.
    Nel tentativo di offrire un prodotto comunque economico, alcune case realizzarono dei bicimotore con telaio leggermente irrobustito e specialmente conformato per ospitare convenientemente il motore e il serbatoio del carburante, sempre mantenendo, per ogni evenienza, la possibilità di essere azionati tramite i pedali.
    Dal 1946 ai primi anni sessanta, il bicimotore rappresentò l’anello di congiunzione commerciale tra la bicicletta e la motoleggera, per essere poi velocemente sostituita dal ciclomotore, che ne rappresenta ancor oggi la naturale evoluzione tecnica, o dall’utilitaria.
    Moltissime le case motociclistiche che realizzarono questo tipo di veicolo, ma i modelli di maggior successo, costruiti su licenza in vari paesi europei, furono il francese Velosolex e gli italiani “Cucciolo”, “Mosquito” e “Aquilotto.
    mi attengo adesso alla decisione dei senior giudicanti grazie buona domenica.

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