25 Luglio 2010 alle 12:26

Vecchio impianto idrovoro di Marozzo (Casa della Memoria)

di felixpedro (Lagosanto, Emilia-Romagna. Categoria A)

Lagosanto - Vecchio impianto idrovoro di Marozzo (Casa della Memoria)


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Archeologia industriale 303 83 3 Luglio 2010 7 Luglio 2010 Non Ammessa

Nel 1850 il Polesine di S. Giorgio, cioè il comprensorio del Consorzio 2° Circondario, era per due terzi acquitrinoso e vallivo.L’Amministrazione consortile, constatata ‘l’impossibilità di tenere asciutti i propri terreni mediante lo scolo naturale, decise di ricorrere ai moderni sistemi che poteva offrire la più avanzata tecnologia dell’epoca.Basandosi sui risultati conseguiti in Olanda, con la grande opera di prosciugamento artificiale del Lago di Harlem e delle sperimentazioni eseguite con macchine a vapore nel vicino Polesine veneto, un gruppo di tecnici di chiara fama, guidati dall’Ingegnere Cesare De Lotto, mise a punto un primo progetto, datato 1854, per il recupero della parte orientale del comprensorio. Sulla base dei principi informatori dello studio De Lotto, nel 1872 si
concepì l’imponente opera di bonifica delle Valli Gallare, Volta e Tassoni, mediante la costruzione di un potente stabilimento idrovoro a Marozzo di Lagosanto.
Lo stabilimento, azionato da macchine a vapore, poteva sollevare e scaricare nel Po di Volano, per mezzo di grandi ruote a schiaffo, tutte le acque provenienti dai 12.500 ettari di terreno bonificato, interamente posto sotto il livello del mare. L’opera venne eseguita ad intero carico dei possidenti e costò complessivamente L. 1.040.000, di cui L. 231.300 pagate in oro per la fornitura delle macchine a vapore e di quattro ruote – pompa, costruite dalla fabbrica olandese Stork & C. di Hengelo e trasportate per via d’acqua
fino a Marozzo. Il macchinario per l’azionamento passò successivamente dalle motrici a vapore ai motori Diesel e ai motori elettrici. Quello per il sollevamento dell’acqua passò dalle ruote a schiaffo alle turbine e alle centrifughe.Nel 1979 eccezionali eventi piovosi evidenziarono il grave stato di dissesto dell’impianto: alle insufficienze degli apparati elettromeccanici, si aggiungevano le profonde alterazioni subite nel tempo dalle strutture murarie, sia immerse che aeree. Era quindi urgente assumere provvedimenti per evitare l’ormai incombente pericolo di infiltrazioni d’acqua, che avrebbe portato al totale
dissesto dell’opera.Il 27 settembre 1986, dopo un’ininterrotta attività durata ben 115 anni, lo stabilimento ottocentesco è stato sostituito da un nuovo idrovoro.

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1 commento a “Vecchio impianto idrovoro di Marozzo (Casa della Memoria)”

  1. Contest Archeologia industriale scrive:

    Foto non ammessa - un’idrovora non viene considerata l’industria.

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