GUIDA  Albenga

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Foto Albenga:
2012, 2009, 2008

Albenga è situato in Liguria, in Provincia di Savona. Il 29 settembre si festeggia il Patrono, San Michele. Tra gli edifici religiosi: Cattedrale. Da Vedere: Palazzo Peloso Cepolla (XVI secolo).

Confina con i comuni di: Cisano sul Neva, Ortovero, Alassio, Ceriale, Arnasco e Villanova d'Albenga.

Indice

Infrastrutture del Territorio

Vie e Piazze

Il centro storico di Albenga è caratterizzato dalla presenza di tre importanti piazze, Piazza San Michele che ospita la Cattedrale, il Municipio ed il palazzo Peloso-Cepolla, Piazza IV Novembre e Piazza Dei Leoni.

La Via B. Ricci è caratteristica per la presenza di numerosi palazzi medioevali e della casa-torre Lengueglia-Doria.

Dove Mangiare

  • Ristorante pernambuco, Viale Italia, 35. Tel. 0182-53458. Chiuso mercoledì, mai in estate.

Biblioteche

  • Biblioteca capitolare, Via Episcopio, 5
  • Biblioteca Civica, Via E. d'Aste, 7
  • Biblioteca del Liceo scientifico statale Giordano Bruno, Via Pontelungo, 83
  • Biblioteca del Seminario vescovile, Via G. Galilei, 36
  • Biblioteca dell'Istituto internazionale di studi liguri - Sezione ingauna, Piazza S. Michele, 12

Complessi Bandistici

  • Banda Musicale Ns. Signora di Pontelungo

Informazioni Utili

Icona train t.gif Come Arrivare Icona asso t.gif Associazioni

Bibliografia

  • Albenga: topografia medievale, immagini della città, Costa Restagno J. (1979)
  • Il Battistero di Albenga, V. Sciarretta (1966)
  • Storia della città di Albenga (rist. anast. Albenga, 1870), Girolamo Rossi, Ed. Atesa
  • Albenga fior di storia. Dalle torri medievali alle serre tecnologiche, A. Torcello, Ed. GGallery (1994)
  • La cornice sul mare. Entroterra di Albenga e Loano, Alberto Girani, Ed. Sagep, collana "Conoscere la Liguria" (1997)

Memorie Storiche

Nel Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica (1840) così viene descritto il comune:

Albenga (Albinganen.). Città con residenza di un vescovo nel genovesato, chiamata anche Albegna ed Albium Ingaunum. La sede vescovile è suffraganea di Genova. Questa antichissima città della Liguria occidentale negli stati Sardi è situata in amena pianura sulla Rotella, tra Savona e Ventimiglia. Sotto i romani assai florida nel commercio, era Albenga la capitale degli Ingauni, e per questo è detta Albingaunum, ovvero Albium Ingaunum, siccome vicina ai monti chiamati dagli antichi Albi Ingauni, al nord-ovest del golfo di Genova. Fu soggetta alla repubblica romana, indi sotto i Cesari, governandosi a guisa di repubblica colle proprie leggi, ottenne il privilegio di coniar moneta. Nel 1175 venne incendiata dai pisani, che guerreggiavano coi genovesi. Col soccorso di questi ultimi in breve fu però riedificata.

Credesi che il vangelo sia stato predicato ad Albenga dall'apostolo s. Barnaba, nel tempo medesimo, in cui l'annunciava ai genovesi: onde si ha quivi per tal santo un culto speciale. Sino dal IV secolo fu Albenga innalzata al grado di città vescovile soggetta all'arcivescovo di Milano; ma Alessandro III, Bandinelli, nel 1159, ne l'ha staccata per assoggettarla a Genova. Clemente III e Celestino III approvarono successivamente tale disposizione, che però non ebbe effetto se non sotto Innocenzo III (an. 1213), epoca in cui Ottone arcivescovo di Genova fece valere il proprio diritto. Onorio III Papa, nel 1216, conferi il vescovato di Albenga a Sinibaldo Fieschi, genovese, de' conti sovrani di Lavagna, insieme colla carica di vice-cancelliere di S. Romana Chiesa, il quale da Gregorio IX, nel 1227, fu creato prete Cardinale di s. Lorenzo in Lucina e legato della Marca, indi per morte di Celestino IV, dopo circa diciannove mesi di sede vacante, fu eletto Papa in Anagni col nome d'Innocenzo IV, il dì vigesimoquarto di giugno 1243. Sotto questo Pontificato Albenga, avendo sostenute molte guerre, si diede spontaneamente alla repubblica di Genova.

Il vescovo di Albenga, ed il capitolo mandano ogni anno al Papa cento venti palme in due mazzi, cioè uno il vescovo, l'altro il capitolo. Porta quelle palme in Roma un individuo della famiglia Bresca di s. Remo, il quale ha la privativa di provvederne il palazzo apostolico fino al numero di cinquecento. Questa concessione ebbe origine da Sisto V, nel 1586, nell'erezione dell'obelisco vaticano (Vedí). Vedendo uno della famiglia Bresca di s. Remo che gli argani delle macchine aveano preso fuoco, rompendo il silenzio rigoroso comandato agli astanti da Sisto V, grido: acqua alle corde. Ciò impedì la rovina dell'obelisco, e la morte inevitabile di gran numero di persone; sicchè il Pontefice volle che il Bresca scegliesse un premio, oltre quelli che gli diede. Pensando Bresca che la sua patria era fertile nel produrre le palme, domandò ed ottenne di fornirne il sagro palazzo per la benedizione e dispensa, che ne fanno i Pontefici nella Domenica delle palme: privilegio, che dura anche oggidì. In riguardo alle vicende successe al vescovo di Albenga nel Pontificato di Benedetto XIV, V. Genova.

La cattedrale d'Albenga è dedicata a s. Michele Arcangelo, ed officiata da quindici canonici, e tre dignitari, l'arcidiacono, l'arciprete ed il prevosto. Vi erano cinque conventi di uomini nella città ed uno di femmine sotto il titolo di s. Chiara ove riposa il corpo di san Calocero (Vedi), che sostenne il martirio fuori della città lungo la spiaggia marittima il 18 aprile dell'anno 122. Di contro alla città sorge una piccola isola detta Isolotto di Albenga, da cui s. Ilario cacciò serpenti, allorchè, ritornando dal concilio di Seleucia alla Gallia, vi fu gettato dalla tempesta. In questa isola Massenzio rilegò san Martino di Tours.

Albenga può gloriarsi di aver dato nella sua diocesi la culla al beato Leonardo da Porto Maurizio, nato nel 1676 dalla famiglia Casanuova, fattosi nel 1695 religioso de' minori riformati di s. Francesco, riuscito zelantissimo missionario, morto in Roma l'anno 1751 nel suo convento di s. Bonaventura alla Polveriera. Fu beatificato da Pio VI nel 1796. V. Leonardo Da Porto Maurizio.