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(vedi anche edizione 2008)

Caprauna è situato nel Piemonte, ai confini con la Liguria, in Provincia di Cuneo. Il primo settembre si festeggia il Patrono, Sant'Antonino. Tra gli edifici religiosi: Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonino Martire; Chiesa della Confraternita di San Bartolomeo; Santuario dell'Assunta.

Confina con i comuni di: Alto, Ormea, Borghetto d'Arroscia, Aquila di Arroscia, Armo e Pieve di Teco.

[modifica] Dove Mangiare

  • Ristorante Anselmo, Piazza S. Antonino, 1

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca Civica

[modifica] Memorie Storiche

Nel Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale (1836) Goffredo Casalis così descrive il comune:

CAPRAUNA (Capraunia, Caprania), com. nel mand. di Ormea, prov. e dioc. di Mondovì, div. di Cuneo. Dipende dal senato di Piem., intend. prefett. ipot. di Mondovì, insin. di Garessio, posta d'Ormea.

Di là dall'Appennino fra il col di Frasso, e il pian dell'Orso, trovasi il piccolo comune di Caprauna. È lontano 34 miglia dal suo capo di provincia, e 69 dalla capitale.

Appartenne alla contea di Alto.

Vi corrono tre vie: la prima, da levante, conduce ad Alto tre miglia discosto; la seconda, da ponente, scorge ad Ormea distante otto miglia; la terza, da tramontana, mette ad Aquila sei miglia lontano; queste vie non sono carreggiabili, e nemmen comode per chi le pratichi a piedi.

Sul rivo detto Fossato Croso vi soprastanno due ponti di cotto, l'uno e l'altro della lunghezza di circa diciassette metri, stati costrutti a spese del comune: il Fossato Croso colà del tutto privo di pesci scaturisce a poca distanza da Caprauna; solca le terre di Alto e di Nasino, e dopo un corso di otto miglia si scarica nel fiume che va a metter foce nel mare vicino ad Albenga.

Vi sorgono tre monti: uno, da borea, chiamato Le Pene; l'altro, da ponente, detto Capraunetta; il terzo, da ostro, appellato di s. Bartolommeo. Le vie che guidano ad essi, non si puonno praticare che a piedi per otto o nove mesi dell'anno. Non allignano su quei monti che pochi castagni, roveri, e faggi, il cui legname serve alla costruzione delle case del comune. Vi si trovano cave di pietra da calce.

Le produzioni territoriali consistono in segale, legumi, avena, e castagne. Il terreno in generale è sterile, qua e là sostenuto da muriccioli; laonde per la coltura della campagna i terrazzani debbono impiegare gravi fatiche, e notabili dispendi: sono eglino perciò ridotti, per evitar la miseria, a recarsi durante l'inverno sul littorale, ove si occupano alle ricolte delle olive, e a fare canestri. Per la scarsità dei pascoli si mantiene solamente il numero di vacche e di pecore necessario alla sussistenza degli abitanti.

L'aria di Caprauna è sana, e forse più temperata che quella di Ormea.

La chiesa parrocchiale è sotto l'invocazione di s. Antonino. Sono in essa due cappelle, una sotto il titolo della Madonna della Neve, l'altra sotto quello di s. Bartolommeo. Al paroco è assegnata un'annua rendita di 300 lire; ed una di 200 è destinata pel mantenimento, e pei ristauri della chiesa.

Negli anni 1792 e 1798 passarono per questo comune alcuni corpi di truppe, ma non vi succedette alcun fatto d'armi.

Pesi di Genova, misure e monete del Piemonte.

Popolazione 470.

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