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Foto Castellammare di Stabia
(vedi anche edizione 2008)

Castellammare di Stabia è situato nella Campania nella Provincia di Napoli. Il 19 gennaio si festeggia il Patrono, San Catello. Tra gli edifici religiosi: Duomo, intitolato alla Madonna dell'Assunta e a San Catello; Chiesa di Santa Maria dell'Orto; Santuario della Madonna della Libera. Da Vedere: Villa Ersilia (sulla collina del Solaro); Villa Comunale.

Confina con i comuni di: Torre Annunziata, Gragnano, Vico Equense, Pompei, Santa Maria la Carità e Pimonte.

Indice

[modifica] Ritratto della Città

Le antiche tradizioni fanno risalire le origini al 950 a.C., cioè a quando Ercole conquistò la penisola sorrentina. Tuttavia si pensa che già due secoli prima la città esistesse. Dominata dagli Osci, dai Greci, dagli Etruschi e dai Romani, ebbe una funzione difensiva, da qui deriva il nome che rimanda ad un castello, luogo fortificato. Con la seconda guerra punica, nel 218 a.C., la città si schierò a favore dei romani. In seguito, con la guerra sociale, il territorio, che si era schierato contro i Romani, fu distrutto da Silla nell'89 a.C.

Nel 79 d.C. l'eruzione del Vesuvio che toccò Pompei ed Ercolano, coprì con strati di lava anche Castellammare che fu ricostruita dai cittadini, lungo la costa, lì dove i terreni erano ricchi di vigneti, agrumeti, castagni e alberi. Da ciò, Castellammare divenne nuovamente meta turistica, soprattutto per le bellezze paesaggistiche, per il clima e per le acque, utilizzate per le stazioni termali.

In seguito alla caduta dell'impero romano, la città subì molte invasioni barbariche che misero in ginocchio il territorio. Per tentare di sventare tali attacchi gli abitanti costruirono un Castello sul mare, da cui la città prese il nome.

Con l'avvento degli Angioini il comune fu circondato da mura di cinta e l'approdo delle navi nel porto fu reso più agibile. Inoltre Carlo II d'Angiò fece costruire una casa che fu dimora di riposo per se e la sua famiglia e che chiamò Domus sana, tradotto attualmente con Quisisana.. Successivamente agli Angioini il territorio fu occupato dagli Ungheresi e gli abitanti appoggiarono la regina Giovanna II nella sua lotta contro i d'Angiò. Per questo motivo la regina conferì alla città il titolo di fedelissima nel 1420.

Nel 1520 Carlo V salì al potere e fece rafforzare tutte le mura cittadine. Tuttavia subì molti attacchi nemici e riuscì a riprendersi soltanto con l'avvento dei Borboni che portarono la città ad un livello di prosperità economica e urbanistica. Nel 1783 re Ferdinando fece erigere il Regio Cantiere Navale, primo nel regno di Napoli e fu fortificata ancora una volta tutta la città.

Con lo sviluppo di Castellammare, però, risultò inutile la presenza di cinte murarie che, pertanto, furono abbattute, risparmiando una torre. Francesco I, successore di Ferdinando fece, poi, costruire il Regio Teatro Francesco I, che nel 1859 divenne Palazzo Perna, la cui facciata è simile a quella del Teatro San Carlo di Napoli.

Attualmente la città è meta turistica per la presenza di terme ed è uno dei maggiori centri industriali della penisola.

[modifica] Da Vedere

Castello
E' la struttura da cui deriva il nome della città. E' a pianta trapezoidale, con un torrione e due baluardi. Fu abbandonato nel XVII secolo in quanto non c'erano più attacchi esterni, anche se fu ristrutturato nel 1931.
Palazzo Farnese
Costruito su tre piani, in stile rinascimentale, attualmente è sede del municipio.
Grotta di San Biagio
Posta ai piedi della collina di Varano era in passato cripta per i cristiani. Tuttavia, fu trasformata in seguito in basilica cristiana dalla quale si accedeva tramite una scaletta in pietra. Presenta una serie di dipinti lungo le pareti.
Antiquarium Stabiano
Formato da undici sale, è ricco di dipinti dell'epoca romana e vasi preromani e campani.

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca Comunale Gaetano Filangieri, Corso Vittorio Emanuele, 90
  • Biblioteca del Clero della Chiesa del Gesù, Via del Gesù, 62
  • Biblioteca del Convento di S. Francesco a Quisisana, Quisisana
  • Biblioteca dell'Istituto salesiano San Michele, Via Salario, 12 - Scanzano

[modifica] Dove Mangiare

  • Ristorante Gouache, S.S. 145 Sorrentina Km 11, Telefono 081/3946700

[modifica] Informazioni Utili

Immagine:icona_train_t.gif Come Arrivare Immagine:icona_palazzi_t.gif Ville e Palazzi Immagine:Icona sport t.gif Impianti Sportivi Immagine:icona_asso_t.gif Associazioni

[modifica] Bibliografia

  • Castellammare di Stabia. Luogo d'arte, cultura e tradizione, Ed. Longobardi (1997)
  • Castellammare di Stabia. I luoghi della memoria, Giuseppe D'Angelo, Ed. Longobardi (1994)
  • Castellammare di Stabia nella storia, nell'arte, nel costume, G. Lauro-Aiello (1966)
  • I luoghi della memoria. Il centro antico di Castellammare di Stabia, Giuseppe D'Angelo, Ed. Longobardi (1990)

[modifica] Memorie Storiche

Andrea de Jorio nell'Indicazione del più rimarcabile (1835) così ricorda Castellammare:

Castellammare - Per quanto riguarda l'antico, questa città ricorda Stabia distrutta con Ercolano, Pompei, ed altri villaggi, nella eruzione del 79 dell'era cristiana. Nel 1745 il Re Carlo III, mentre da 7 anni proseguivano gli scavi in Ercolano, intraprese anche quello dell'antica Stabia. Si rinvennero non poche cose; ma siccome il sistema di quel tempo era di ricoprire il luogo di terra dopo la estrazione degli oggetti, perciò ora nulla degli antichi edifizii è rimasto visibile. Qualche traccia che tuttavia è sotto al coltivato, si può scorgere nel vallone detto del ponte. Si conosce però benissimo che la più gran parte degli edifizii di Stabia esisteva precisamente nella collinetta sita a sinistra di chi entra nella città, e sotto il territorio Gerace. Il moderno Castellammare poi è deliziosissimo ne' mesi di està; e a chi volesse una semplice idea della località sua, e di qualche vicinanza, come Gragnano ec., potrà bastare un sol giorno. Vi si può pernottare, per indi scorrere il resto della costiera.

Mentre il libro L'Italia meridionale o L'antico reame delle Due Sicilie (1860) così descrive il comune:

Castellammare, innalzata sulle rovine dell'antica Stabia, sede vescovile, capoluogo di distretto e di circondario della provincia, con 25,000 abitanti. È il cantiere della Reale Marina, ed ha una ricca ed operosa marina mercantile. La città è commerciante e molto industriosa; e sono da notare le fabbriche di suole e pelli colorate, di saponi, di cotoni, di spille. Ed è rinomata per l'amena posizione, per le fonti di acque minerali, per le impareggiabili bellezze delle sue vicinanze e di tutta la marina fino a Sorrento, cui mette capo una strada aperta or sono pochi anni con mirabile perizia sulla dirupata costa, e toccando le importanti e popolose terre di Vico Equense, Meta, e il Piano di Sorrento, deliziose per il mite aere, pe' giardini di aranci e di mirti, pe' boschetti di ulivi e le folte piantagioni di carrubi e melegrani e i festoni delle pampinose viti, e pe' sorridenti villaggi e le campestri dimore.

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