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Foto Saronno:
2012, 2009, 2008

Saronno è situato nella Lombardia nella Provincia di Varese. Tra gli edifici religiosi: Chiesa prepositurale di San Pietro e Paolo; Chiesa di San Francesco.

Confina con i comuni di: Uboldo, Gerenzano, Origgio, Caronno Pertusella, Rovello Porro, Cogliate, Ceriano Laghetto e Solaro.

Indice

Biblioteche

  • Biblioteca Civica, Viale Santuario, 2
  • Biblioteca del Collegio arcivescovile Castelli, Piazza Santuario, 10
  • Biblioteca dell'Istituto Maria Immacolata, Piazza Santuario, 7
  • Biblioteca dell'Ufficio formazione professionale permanente. Presidio ospedaliero di Saronno, Piazzale Borella, 1
  • Biblioteca-Archivio del Santuario, Piazza Santuario, 2

Editoria

  • La settimana di Saronno: giornale d'informazione,settimanale,notizie di cronaca locale di Saronno e del territorio. [1]

Teatri

Teatro Giuditta Pasta di Saronno

Società sportive

  • Saronno Softball

Complessi Bandistici

  • Corpo Musicale Cittadino

Lapidi Commemorative

Informazioni Utili

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Memorie Storiche

Il libro Antiquario della Diocesi di Milano (1828) così riporta:

SARONNO. Borgo antichissimo, secondo alcuni, deducendo la di lui antichità dall'essersi rinvenute di tempo in tempo parecchie iscrizioni romane in quel terreno. È posto in una salubre, amena e fertile pianura. Avrebbe bisogno però che non un torrente ne lambisse l'abitato, come è infatti, ma bensì un fiumicello almeno. Matteo II Visconti, sesto vicario imperiale, signore di Milano, amando questo luogo, lo circondò di mura, come una città. Vi fabbrico altresì un castello con una forte rocca l'anno 1355, e così pure un palazzo, dove vi morì, non senza opinione di essere stato avvelenato dai fratelli Barnabò e Galeazzo. Fu trasportato il cadavere nella chiesa di s. Eustorgio di Milano, con 'intervento di tutto il clero e delle confraternite, e fu così strepitosa questa funebre funzione, che già i primi vessilli erano entrati in Milano, quando ancora in Saronno non era alzato il cadavere. Galeazzo Visconti poi l'anno 1362 fece smantellare da' fondamenti il castello, le mura e la rocca di Saronno. Temeva che gli avventurieri inglesi, ch'erano nello Stato di Milano, non vi si stabilissero.

La chiesa parrocchiale fu eretta nel secolo XVII con vago disegno, e nel 1726 fu insignita della prepositura. Nel 1822 vi fu posto un nuovo organo, che importò la spesa di circa lire ventimila di Milano. Nel 1827 soffii questo borgo un terribile incendio. In questo disastrosissimo avvenimento i nostri pompieri si coprirono di gloria. Il convento dei Francescani Conventuali esistette qui fino al 1810. È da notarsi che vi fu lettore Fra Lorenzo Ganganelli, che fu poi papa Clemente XIV. Si attribuisce la fondazione a s. Antonio, mentre passò da Saronno andando a Varese a stabilirvi colà i Conventuali. Sino all'anno 1570 si mantenne in quella chiesa la cappella parrocchiale sotto l'antico titolo di s. Pietro.

L'anno 1525 Francesco II Sforza duca di Milano infeudò questo nobile borgo a Giovanni Antonio Biglia, che fu governatore d'Asti. L'imperatore Carlo V ne confermò l'investitura. L'illustre casa Brasca ha in Saronno ampli possedimenti. Il mercato che ivi si fa ogni mercoledì è dei più considerevoli.

Fuori del borgo si vede il celebre santuario di Maria Vergine detta dei Miracoli. La chiesa è di una mirabile struttura, fu incominciata l'anno 1498. Il disegno è di Vincenzo dell'Orto detto il Seregni. Vi sono pitture insigni del Luvino, e d'altri celebri pittori. È bella la torre, e la facciata poi sorprendente. La disegnò l'anno 1583 il celebre Pellegrini, e fu eseguita da Lelio Buzzi. L'immagine dì Maria si venera sull'altar maggiore, dove fu collocata, dopo solenne trasporto, da s. Carlo nel settembre del 1581. Viene officiata la chiesa da otto residenti corali sotto l'inspezione di un prefetto.

Abbiamo alle stampe una descrizione di questo santuario, che dovrebbe essere migliorata, aumentata, ecc. Fra le iscrizioni che si leggono in quella chiesa vi sono le due seguenti: [...]

Nel 1822 fu ricostruita, con disegno del celebre marchese architetto Gagnola, la cappella della passione, e vi si erogò una ragguardevole somma. Vi lavorò lo scultore Pacetti.