GUIDA  Accadia/Festa di S. Sebastiano con accensione dei falò

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In onore di San Sebastiano è tradizione ad Accadia in provincia di Foggia, accendere i falò e riunirsi attorno al fuoco per degustare piatti tipici preparati dai residenti e offerti alle porte dell’antico e terremotato Rione Fossi, che fanno corollario alla festa religiosa, con una intensa partecipazione popolare dei vari rioni e frazioni del comune.

Dopo la solenne processione del Santo, si benedicono tutti i falò che partecipano al palio per incentivare la tradizionale ospitalità degli accadesi verso i turisti e i visitatori. L’amministrazione comunale concede un contributo economico ai falò che partecipano al palio e organizza canti e balli animati da gruppi folk oltre alla degustazione dei gustosi piatti tipici quali verdure miste a fagioli, patate lesse con olio, aglio e peperoncino, ceci con polenta, pizzette, frittelle, salsiccia cucinati in maniera tradizionale accompagnati da ottimo vino primitivo.

La sera, subito dopo la Santa Messa nella Chiesa dei SS. Vito e Antonio dove termina la processione che parte il pomeriggio alle 17 dalla Chiesa Madre dei SS. Pietro e Paolo, il sindaco in carica dà il via al Palio e l’intero paese e le campagne vicine sono coinvolti nella festa patronale di San Sebastiano che inizia con i colorati fuochi d’artificio e culmina, nel pieno dei festeggiamenti, con l’accensione dei falò. Alle 19 circa il primo gigantesco falò, sistemato dinanzi alla Torre dell’Orologio ed alla Fontana pubblica, a forma di tempietto in stile neoclassico, viene acceso. Alle 20 anche l’altro gigantesco falò in Viale Roma, nei pressi del Municipio, prende fuoco.

L’intero paese, le campagne vicine, i turisti e visitatori fino a notte inoltrata si ritrovano ad ammirare i giganteschi falò sistemati ad Accadia, a socializzare, a degustare piatti tipici offerti dall’Amministrazione Comunale e ad allietarsi con danze e canti paesani.

A notte inoltrata sono premiati i tre vincitori dei falò che meglio son riusciti ad incentivare l’affluenza del pubblico. Il primo premio tra i contendenti del Palio di San Sebastiano è metà maiale.

Secondo la leggenda San Sebastiano, alto ufficiale dell’esercito dell’impero di Diocleziano, approfittando della sua carica, diffuse il cristianesimo e sostenne i cristiani incarcerati. Infatti si narra di un miracolo avvenuto nel carcere, dove lui era andato per convincere due giovani cristiani a preservare la loro fede anche sacrificando la vita. Una donna muta da sei anni, lì presente che si era prostata ai suoi piedi e invocato la grazia divina dopo aver visto che il viso di Sebastiano si era irradiato di luce, al solo tocco delle mani del Santo sulle sue labbra, aveva ripreso a parlare. Tutti i presenti all’episodio si convertirono e morirono per la nuova religione, compresa la donna che fu bruciata. San Sebastiano fu legato ad un palo e trafitto da dardi e abbandonato in attesa che le bestie selvatiche mangiassero le sue carni ma Santa Irene, che si era accorta che Egli era ancora vivo, lo curò. Ripresosi, Sebastiano, con molto coraggio, andò da Diocleziano per intimargli di smetterla con le persecuzioni ma l’imperatore ordinò la sua flagellazione a morte che avvenne nel’ippodromo del Palatino nel 304, per poi buttare il suo corpo nella Cloaca Maxima.

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