GUIDA  Antey-Saint-André/Ru du Pan Perdu

Da Wiki.

Antey-Saint-André/Ru du Pan Perdu

  • Si tratta di un antico acquedotto, probabilmente risalente al XIV secolo, che portava le acque del Torrente Marmore verso i campi della media Valle. La lunghezza originale del "ru", dalla piana di Antey-Saint-Andrè al Torrente Grand Valey di Saint-Vincent era di circa una dozzina di chilometri (la costruzione avvenne con manodopera specializzata alle dipendenze dei Signori di Cly) ed è stata realizzata con pilastri rettangolari addossati alle pareti rocciose e con lati di circa due metri a reggere possenti archi.
Curiosità:
Il "ru" fu descritto da numerosi viaggiatori inglesi (anche se errarono nel collocarne la costruzione al periodo romano) che lasciarono traccia di queste rovine nei loro diari di viaggio:
- Edward Whymper (conquistatore del Monte Cervino) nell’anno 1863 scrisse:
... La Val Tournanche è una delle più affascinanti vallate della Alpi italiane; per un artista è un paradiso, e se lo spazio a mia disposizione fosse stato maggiore, avrei indugiato volentieri sui suoi boschetti di castagni, i suoi ruscelli luminosi e gorgoglianti e i suoi torrenti mugghianti, le sue valli nascoste e le sue nobili rupi. Il percorso sale ripidamente da Châtillon, ma è ben ombreggiato, il caldo sole d´estate è temperato da una brezza fresca e da schizzi che scendono dal gelido corso d’acqua. Si vedono dal sentiero, in più punti sul versante destro della vallata, gruppi di archi che sono stati costruiti attaccati alle rupi. La guida – di cui non conosco l´autorevolezza – ripete che sono le rovine di un acquedotto romano. Essi hanno l’audacia della concezione romana, ma il lavoro non ha l’usuale solidità dell’architettura classica. Gli archi mi sono sempre parsi essere le rovine di un lavoro incompiuto, e vengo a sapere da Jean-Antoine Carrel che vi sono altri gruppi di archi, che non sono visibili del sentiero, tutti aventi la stessa apparenza. Ci si può chiedere se quelli visti nei pressi del villaggio di Antey siano romani. Alcuni di essi sono semicircolari, mentre altri sono più acuti. Ecco qui uno questi, che potrebbe essere stato costruito del quattordicesimo secolo, o addirittura in epoca ancora più recente; un arco policentrico, con conci medi e corsi di muratura grezza. Varrebbe la pena sottoporre questi archi all’attenzione di un archeologo, ma si incontrerebbero non poche difficoltà nell’avvicinamento...
- la scrittrice Jane (Henry) Freshfield che, nella sua opera "Alpine Byways Or Light Leaves Gathered in 1859 and 1860", scrisse:
-...Avevamo già attraversato la Val Tournanche, ma nella direzione contraria, così il paesaggio ci apparve in un nuovo aspetto, e passammo attraverso dei bei boschi di noce e castagno che ci hanno dato un piacevole riparo dal sole. Mio figlio nel frattempo trovò la sua strada con Couttet passando dalla scorciatoia che attraversa i prati, vicino al fiume. Ci raggiunsero in un'ora circa, quando la nostra attenzione fu attratta dagli straordinari resti di un bel'acquedotto romano, che si aggrappa alla parete perpendicolare di roccia, apparentemente molto difficile da raggiungere. Poco prima di raggiungere il borgo di Antey, il magnifico Matterhorn è apparso, sorgendo maestosamente, a chiusura della la cima della valle. Un bel primo piano di rocce, ripide e rivestite di ricco fogliame, e dei pittoreschi gruppi di chalet marrone scuro, formavano una combinazione di colori, ...
- il Reverendo Samuel William King che scrisse:
...In due ore ci portammo ad Antey. Una tremenda tempesta è stata per un po' di tempo dietro di noi; la cima della Valle era nera come la notte, l'aria pesante e afosa, e ci siamo affrettati nella speranza di sfuggirle. Ho avuto solo il tempo, quindi, di esaminare con il mio cannocchiale i singolari resti di un acquedotto romano costruito sulle rocce alla nostra destra. Molti degli archi sono ancora aggrappati alla rupe in punti successivi, e ad una grande altezza, e sono testimonianza di un notevole lavoro degno di un attento esame. Non abbiamo trovato locande ad Antey, ma in un cabaret, un po' più in basso, a lato della strada, abbiamo ottenuto del vino e dei cubetti di pane di segale grezzi...