GUIDA  Busano/Memorie Storiche

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Nel Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale (1834) Goffredo Casalis così descrive il comune:

Busano (Buxanum), com. nel mand. di Rivara, prov. dioc. e div. di Torino. Dipende dal senato di Piem., intend. gen. prefett. ipot. di Torino, insin. di Rivara, posta di Rivarolo.

Qui Emerico signor di Barbania, di Rocca di Corio, non che di Rivara e di Busano, nel 1019 edificò un monistero di benedittine sotto il titolo di s. Tommaso ad instanza della B. Libania figliuola di lui, diretta da s. Guglielmo fondatore dell'abbadia Fruttuariense. Quella beata fu di tal monastero la prima badessa, e vi terminò la sua mortale carriera. Busano rimase quindi nella giurisdizione spirituale dei monaci di Fruttuaria.

La cronica di questi afferma, che s. Leodegario vescovo di Autun, espulso di Francia, soffermossi in queste solinghe parti, e qui eresse due chiese ai due santi Ilario vescovo di Poitiers, e Ponzio abbate di Nizza marittima, del quale s. Ponzio ancor serba il nome un luogo vicino. Afferma innoltre la cronica che s. Leodegario vi depositò un braccio del detto s. Ponzio, e che la beata Libania recavasi da lui a confessarsi, non essendo ancora stabilita in quel tempo la clausura per le monache. Ma quest'ultimo fatto vuolsi a tutt'altro personaggio attribuire che a quel s. Leodegario, il quale fu martirizzato in Francia da Ebroino maggiordomo del re di quella nazione nel secolo VII.

Nel 1206 erane badessa Berta sorella di Matteo detto il grande, padre di s. Bonifacio vescovo d'Aosta, e stipite dei conti di Volpiano, di Cuorgnè e di Massè.

Trovandosi il monistero in cattivo stato, il beato Guido di Valperga vescovo d'Asti ne trasferì le monache al convento di Belmonte, unendole a dodici altre prese dal monistero di sant'Anastasio d'Asti, e collocò altrove i benedittini, che lo abitavano allora.

La pace di Cherasco nel 1631 fece passare Busano dal dominio dei duchi di Monferrato a quello dei duchi di Savoja. Questo villaggio fu già nel contado di Rivara. La metà della giurisdizione ne venne conceduta ai Moli in retrofeudo dai signori Valperga di Levone.

Busano è discosto un miglio da Rivara, tredici da Chivasso, quattordici da Ivrea e da Torino. Di qua partono tre vie comunali: una da levante conduce a Favria; un'altra, da mezzodì, a Front; una terza, da tramontana, a Valperga.

Vi passa il torrente Viana che ha le fonti sulla montagna denominata Soglio. Esso è povero di pesci: tragittasi col mezzo di pedali: fu per altro progettato di erigervi un solido ponte in legno.

La chiesa parrocchiale e sotto l'invocazione di s. Tommaso apostolo. Nel centro del paese evvi una piazza, e vedesi la chiesa della confraternita della SS. Trinità. Il cimitero è a levante dell'abitato, in sulla via che mette a Favria.

Il paese trovandosi in sito più basso che le acque, onde ne sono irrigate le terre, vi serpeggiano nell'autunno le febbri intermittenti.

I prodotti sono frumento, meliga e vino. Nella bella stagione venti operai vi sono occupati nel fabbricare mattoni e tegole, il cui commercio si fa coi circonvicini villaggi. Gli abitanti sono mediocremente robusti di corpo, e svegliati d'ingegno. Popolazione 750.