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Foto Cantù:
2012, 2009, 2008
La chiesa di Cantù

Cantù è situato in Lombardia in Provincia di Como. Il 9 febbraio si festeggia il Patrono, Sant'Apollonia. Tra gli edifici religiosi: Chiesa Parrocchiale di San Paolo; Santuario Madonna dei Miracoli (o Madonna Bella); Cappella della Madonnina.

Confina con i comuni di: Figino Serenza, Cucciago, Mariano Comense, Alzate Brianza, Carimate, Capiago Intimiano, Cermenate, Brenna, Senna Comasco, Vertemate con Minoprio e Orsenigo. E' a circa dieci chilometri da Como.

Indice

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale Ugo Bernasconi, Piazza G. Marconi, 1
  • Biblioteca dell'Istituto statale d'arte per l'arredamento, Via F. Andina, 8

Editoria

  • Giornale di Cantu' :giornale d'informazione,settimanale,notizie di cronaca locale di Cantu' e del territorio. [1]

Complessi Bandistici

  • Corpo Musicale La Cattolica Cantù

Informazioni Utili

Icona asso t.gif Associazioni Lapidi.gif Lapidi Commemorative

Bibliografia

  • Cantù e il suo territorio dal 1721 al 1950. Storia di un paesaggio rurale, Tiziano Casartelli, Ed. Nodolibri (2006)

Memorie Storiche

Il libro Antiquario della Diocesi di Milano (1828) così riporta:

CANTU'. Borgo egli è questo, detto anche Canturio, dei più antichi e celebri della nostra diocesi. Ebbe varie zuffe coi vicini Comaschi, nelle quali rimase perfettamente vittorioso l'anno 1125. Fu Cantù aderente al partito della nobiltà nella guerra civile del secolo XIII, e diede ricovero all'arcivescovo, ai Capitani ed ai Valvassori nel 1222, ed anche pochi anni dopo. Anzi il legato stesso del papa, l'abate di Chiaravalle, ed i sindaci del popolo di Milano qua vennero da Como al 13 luglio 1268 per trattar la pace coi nobili, benché inutilmente. Dopo che l'arcivescovo Ottone divenne signore di Milano proseguì Cantù ad essere fedele alta nobiltà, e lo stesso vescovo di Como nella vigilia del Natale del 1284 entrò con truppe in Cantù per presidiarlo contro i Torriani fautori del partito popolare. Quindi Cantù fu assai privilegiato, e nel 1258 liberato da qualunque carico mediante il tenue sborso di lire 200. Da molto tempo ha perduto questi privilegi. Rimarrà sempre la triste memoria delle troppo lunghe cittadine contese, che tanto danno recarono alla patria.

La chiesa maggiore di s. Paolo fu onorata da s. Carlo colla plebania e collegiata insigne, che prima esisteva nel vicino Galliano. Ivi si vede ancora l'antichissimo battistero della soppressa chiesa di s. Vincenzo, di cui abbiamo negli Opuscoli eruditi latini e italiani del padre Allegranza una sensatissima descrizione. Vi fu custode ossia proposto nel 1007 Eriberto d'Intimiano, che diventò nostro arcivescovo nel 1018. Veneravasi in detta chiesa il corpo di s. Adeodato confessore, di cui si vede l'inscrizione sepolcrale del 525: si celebrava la festa della translazione, che ebbe luogo nel suddetto anno 1007. Presso il sepolcro di detto santo si trovarono pure i corpi di Ecclesio e Manfredo preti, e Savino diacono di buona memoria; tutti poi i detti corpi santi dopo il 1631 furono collocati nella chiesa di s. Paolo. Sulla fine dello scorso secolo nel demolire l'altare dell'antichissima chiesa di Galliano si rinvennero molte reliquie di santi martiri dei primitivi secoli, e tra le altre dei pannolini inzuppati del sangue di s. Vincenzo, che furono trasportati con le suddette reliquie nella chiesa prepositurale, dove ottengono pubblica venerazione.

Giova anche riferire che fioriva in Galliano la famiglia Ravacotta, della quale era il maestro Landolfo medico insigne nel 1289, creato da Rodolfo re de' Romani suo cappellano, e decorato dell'insigne prepositura di Wertheim.

L'insigne monastero di s. Maria in Cantù fu fondato nel 1093 dal B. Alberto (quello stesso che fondò il celeberrimo monastero di Pontida), dandogli la regola di Clugnì, donde questo monastero fino ai nostri giorni riconobbe per suo superiore l'abate di Clugnì, dal quale venne delegato il vicario generale della curia arcivescovile di Milano per l'opportuno regime. I Francescani soppressi sul finire dello scorso secolo qui esistevano fino dal 1288. Due altre parrocchie furono erette a comodo del borgo, cioè s. Michele e s. Teodoro. L'oratorio di s. Cristoforo vanta molti secoli d'antichità. Era questo borgo feudo della principesca famiglia Pietrasanta fino dal secolo XV, delle di cui memorie sono piene le nostre storie: nell'atrio della basilica ambrosiana si vede un sepolcro costrutto da dieci secoli, nel quale fu tumulato un Pietrasanta.

Nei fondi qui annessi si trovò nel passato secolo una lapide che porta l'iscrizione: Jovi Servatori.

In Corografia dell'Italia (1832) così viene descritto il comune:

CANTURIO, volgarmente CANTU', borgo di Lombardia, prov. di Como, dist. di Mariano, rinomato ne' bassi tempi, per le guerre che i Milanesi ed i Comaschi vicendevolmente vi si faceano. La torre di questo borgo serviva di vedetta verso il Milanese, e ne dava avviso al castello Baradello, da cui è distante cinque miglia, per tosto informare i Comaschi. Fu preso nel 1527 da Giangiacomo Medici, il quale poscia con tale conquista potè poi impadronirsi dei principali luoghi della Brianza, tutti sparsi di castelli dominati da feudatarii. In questo borgo vi sono non poche manifatture di ferro e di picciole chioderie; si fanno merletti di refe ad uso specialmente de' contadini. La sua chiesa è plebania traslata dal vicino Galliano, ed ha sotto di sé nove parrocchie figliali. Vi si annoverano più di tremila abitanti divisi in tre parrocchie. Sta 4 miglia a maestro da Mariano e 6 a scirocco da Como.