GUIDA  Chamois/Storia

Da Wiki.

Chamois/Storia

  • I primi coloni della zona, probabilmente, vi si insediarono in modo stabile durante i primi secoli del basso Medioevo, quando la progressiva espansione demografica che seguì l'anno Mille provocò il dissodamento ed il popolamento di ampie aree, prima disabilitate o sfruttate soltanto stagionalmente per la transumanza. Nel corso del XIV secolo è stata un Feudo dei Signori di Challant -Montjovet. Divenne competenza di Chatillon nel XVII secolo ed il Vescovo di Aosta, Albert-Philibert Bailly, ne decretò l'erezione a sede parrocchiale, sotto il patronato di "San Pantaleone", distaccando il suo territorio dalla Chiesa madre di Antey-Saint-Andrè (dalla quale dipendeva). Gli Chamoisiens ricostruirono e ingrandirono la preesistente Cappella della Frazione Corgnolaz (già restaurata nell’anno 1632) ed il nuovo edificio venne consacrato dal Vescovo Amédée Milliet d'Avillars nell’anno 1707. Il territorio venne inoltre aggregato al mandamento del Castello di Cly , ubicato nell’attuale Comune di Saint-Denis , e nell’anno 1751 il Marchese Giacomo Bergera, Barone di Cly, la affrancò dai residui censi feudali a lui dovuti. Nella seconda metà dello stesso secolo furono fondate le prime scuole pubbliche ed all'inizio del 1900 si contavano ben quattro scuole. Altre iniziative di interesse collettivo furono:
- nell’anno 1873 la fondazione della latteria sociale nella Frazione Corgnolaz, la cui attività è durata fino all’anno 1973;
- nell’anno 1896 la fondazione della latteria sociale nella Frazione Crépin (tuttora esistente);
- nell’anno 1885 la costruzione del Municipio (sostituito da una nuova sede nell’anno 1973);
- l’istituzione a fine 1800 della cooperativa cattolica interparrocchiale di consumo Antey-Saint-André - Chamois (detta "la Boutique des Prétes"), la cui attività cessò verso la fine del primo trentennio del XX secolo:
La popolazione iniziale, che contava circa quattrocento abitanti a metà XIX secolo, nel corso degli anni andò diminuendo sino a toccare l’attuale minimo di un centinaio di persone la cui metà circa è dedita al settore terziario ed il turismo in particolare (seguono, come attività principali, l'agricoltura spesso svolta part-time e l'industria. L'artigianato è praticato soprattutto come attività secondaria; oltre alla scultura, l'intaglio sul legno e l'intreccio di cesti in pegno di nocciolo).