GUIDA  Gardone Riviera/Vittoriale di Gabriele D'Annunzio

Da Wiki.
Il motto del Vittoriale:
IO HO QUEL CHE HO DONATO
La cittadella del Vittoriale
Scorcio del Vittoriale degli Italiani
Fontana all'ingresso
Parco più bello d'Italia -2012

Indice

Descrizione

Il Vittoriale degli Italiani fu la villa-museo dove Gabriele D'Annunzio trascorse gli ultimi anni della sua vita e successivamente donò al popolo italiano. Il Poeta morì il primo marzo 1938, ultimo giorno di Carnevale. Era un martedì e pioveva. Aveva vissuto a Gardone Riviera per 17 anni, giungendovi nel 1921.

Vittoria Mutilata aveva denominato i trattati di pace alla fine della Prima Guerra Mondiale, in quanto l'Istria, a lui cara e che all'epoca contava di una popolazione all'80% di lingua Italiana, venne abbandonata in mano straniera.

La tomba del D'Annunzio

Il Vittoriale custodisce migliaia e migliaia di oggetti, statue, ceramiche, vetri, tappeti, cimeli che ricordano i momenti eroici della sua vita; sono raccolti nelle seguenti stanze dai nomi simbolici:

  • Veranda di Apollino
  • Officina
  • Stanza della Leda
  • Zambracca
  • Stanza del Mappamondo
  • Stanza della Cheli
  • Bagno Blu

Il Vittoriale o la Cittadella è cinta da mura e si estende su circa nove ettari.

Mausoleo

Nella parte più alta del parco del Vittoriale, detta Monumentale, si trova il Mausoleo dove sono sepolti in cerchio i Legionari Fiumani e al centro la tomba di D'Annunzio.

L'architetto Maroni costruì il Mausoleo sul colle più alto del Vittoriale. Visibile nella foto il triplice giro di mura: Vittoria degli umili (il primo), Vittoria degli Artieri (il secondo) e Vittoria degli Eroi (il terzo). In cerchio le arche dove sono sepolti (alcuni simbolicamente) i legionari di Fiume fra cui lo stesso Maroni. Le Arche sembrano volere fare da guardia al sarcofago posto in alto e dominante la zona dove dal 1963 (centenario della nascita di D'Annunzio) sono custodite le sue spoglie. Sopra al masso dell'Adamello che fa da altare, un grande crocifisso dello scultore simbolista Leonardo Bistolfi (originale del 1901). Appesa al centro la lampada in bronzo resta accesa perennemente.

Uscendo dall'interno del Mausoleo e girandosi verso il lago quello che si vede è di grande effetto. L'ultima impresa condotta da Maroni dopo la morte di D'Annunzio è la progettazione del Mausoleo; a partire dal 1939 si approntano il modellino e le fondamenta. I lavori si concludono solamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il Mausoleo sostituisce definitivamente il Mastio o il Colle delle Arche, allestito a partire dal 1928 con la traslazione dei sarcofaghi romani donati dalla città di Vicenza e le salme di alcuni legionari.

Giancarlo Maroni (1893 - 1952) è l'architetto del Vittoriale, alpino irredentista medaglia d'argento al valor militare. Si diploma in architettura a Milano e nel 1921 il legionario di Riva del Garda Giuseppe Piffer lo presenta a D'Annunzio, da poco trasferitosi a Gardone Riviera. Oltre che al Vittoriale il Maroni lavora anche all'esterno: nel 1922 realizza e progetta il Grand Hotel Sole D'oro di Riva e tra il 1925 e il 1930 progetta e porta a compimento la grandiosa e splendida tutt'ora funzionante Centrale Elettrica di Riva. Nel 1937 diventa soprintendente del Vittoriale carica che mantiene fino alla morte nel 1952.

Piazza Dalmata

Piazza Dalmata prende nome dal pilo sovrastato dalla vergine con lo scettro della Dalmazia. Questa è la piazza principale del Vittoriale: in questa piazza infatti si affacciano la Prioria (la casa dove D'Annunzio viveva) e Schifamondo, la nuova ala dove avrebbe voluto trasferirsi ma che fu ultimata solo dopo la Sua morte; oggi ospita l'Auditorium al cui soffitto è sospeso l'aereo SVA 10, utilizzato per il volo su Vienna.

Lo zoccolo del Pilo Dalmata è composto da 2 pietre di macina provenienti da un antico frantoio locale, sulle quali sono incastonate ,come una corona, otto teste barbute cinquecentesche. Una lunga scritta ricorda i 9 anni dell'entrata in guerra dell'Italia (XXIV Maggio 1915) e i sette anni dalla battaglia avvenuta, il 27 Maggio 1917, alle foci del Timavo. A questa battaglia quale prese parte anche D'Annunzio, tra le cui braccia morì il comandante dei Lupi di Toscana il maggiore Giovanni Randaccio.

L'Auditorium

Lo stemma del D'Annunzio

L'ala nuova del Vittoriale, detta Schifamondo ospita l'Auditorium; di questi, al centro del soffitto è sospeso l'aereo SVA, che D'Annunzio utilizzò per il volo su Vienna il 9 agosto 1918.

Il volo su Vienna
La squadriglia San Marco (chiamata Serenissima), composta da 11 velivoli, partì da Campo San Pelagio (Provincia di Padova) in direzione di Vienna. Quattro velivoli per problemi furono costretti a fermarsi prima. I restanti 7 velivoli, ad una quota di circa 800 metri, lanciarono sulla città 50.000 volantini tricolori in lingua italiana, inneggianti al vento di vittoria ormai prossimo. Poche ore dopo la squadriglia era di ritorno.

Il 9 Agosto 2008, novanta anni dopo, a Gardone viene ricordata l'impresa del Volo: alcuni arei SVA dello stesso tipo di quelli dell'Impresa, volano su Gardone gettando la riproduzione dello stesso volantino che fu lanciato su Vienna.

Il Pilo del Piave

Poco dopo l'ingresso si arriva nella piazzetta dedicata alla vittoria del Piave. In cima al Pilo del Piave, in pietra del Garda, si trova la Grande Vittoria in bronzo, opera di Arrigo Minerbi. E' una copia dell'originale del 1917, donata a D'Annunzio nel 1935 dalla città di Milano.

La Grande Vittoria

Nudo femminile che si stringe tra le braccia sollevando le ali; è impedita nel volo dalla catena che le stringe le caviglie. Sono simbolicamente rappresentati: la disfatta di Caporetto (le caviglie incatenate) e il riscatto della vittoria finale (le ali verso il cielo).

Il Pilo del "Dare in brocca"

Il Pilo del "Dare in brocca"

Subito dopo il Pilo del Piave, vi è un altro simbolo di riscatto allusivo alle vittorie Italiane della Prima Guerra Mondiale: è il Pilo del Dare in Brocca.

In termini marinareschi: "dare in brocca" significa "colpire nel segno" ed appunto al bersaglio centrato allude il medaglione in marmo, con tre frecce disegnato da Guido Marussing. Il pilo veniva utilizzato per issare bandiere e gonfaloni

Il Nuovo Museo "D'Annunzio segreto"

Il 2 ottobre 2010 è stato inaugurato un nuovo museo "D'Annunzio Segreto". Per l'occasione sono state issate due nuove bandiere: una bandiera del Vittoriale e una del Principe di Montenevoso (a D'Annunzio piacevano le bandiere e lo stanno a dimostrare i vari pili che si trovano all'interno della Cittadella del Vittoriale).

In Piazza dei Caduti è stata inaugurata una scultura del maestro Ugo Riva. L'opera è posta sulla torretta del Monumento ai Caduti di Gardone Riviera: con le sue ali aperte è rivolta verso l'ingresso del Vittoriale ed è stata donata in comodato d'uso dal Vittoriale al Comune di Gardone Riviera, in segno di amicizia e fratellanza.

Le altre due opere del maestro Ugo Riva sono poste sopra l'ingresso del Nuovo Museo: Il Grande Angelo e L'altro Angelo.

All'interno del Mmseo ben cinque vetrine, l'angolo del viaggiatore, una vetrina dedicata alle donne. All'ingresso: libri appunti, lettere, penne, calamai, bottiglie di inchiostro, tampone con carta assorbente e tanto tanto altro ancora come gigantografie di foto inedite.

Il Teatro

Il Teatro

Chiamato da D'Annunzio "Parlaggio", la sua costruzione iniziò nel 1934, ma il Vate non lo vide mai ultimato. Il teatro attuale fu inaugurato definitivamente nel 1953.

D'Annunzio fu uno dei promotori e sostenitori per il recupero dei teatri all'aperto quali luoghi ideali per rappresentazioni di drammi classici. Capiente di ben 1500 posti, con una splendida vista sul lago, ospita tuttora nei mesi estivi una prestigiosa stagione teatrale.

Piazza Esedra

Subito dopo il Masso del Carso si giunge in una piazza semicircolare, con al centro il Tempietto, che conservò le spoglie del Poeta fino al 1963(ora sono custodite al Mausoleo).

Piazza Esedra è anche la piazza delle memorie d'Annunziane in quanto a destra e a sinistra del Tempietto sono murati bassorilievi dello scultore-vetraio veneziano Napoleone Martinuzzi, con le vedute della città di Zara e Spalato copia di quelli cinquecenteschi collocati all'esterno della Chiesa di Santa Maria del Giglio a Venezia.

A completare il ricordo dei Luoghi cari al D'Annunzio, alcune lapidi donate nel tempo dai comuni di Pola, Zara, Pescara.

Nell'arco sinistro di Piazza Esedra, sotto il portico, fa mostra di sé un'elegante Torpedo Isotta Fraschini, auto con la quale il Poeta amava correre lungo le strade che costeggiano il lago. A fianco dell'Isotta Franchini c'è la Fiat tipo 4, con la quale D'Annunzio tra 11 ed il 12 settembre si diresse alla conquista di Fiume.

Giardini

I giardini del Vittoriale

Il giardino è oggi accessibile da un ingresso a destra della Prioria, ma il D'Annunzio vi aveva accesso diretto da una scala che dall'interno della casa giungeva al Cortile degli Schiavoni e da qui oltrepassava un portale sul cui architrave è inciso il motto in latino: ROSAM CAPE SPINAM CAVE ("Cogli la rosa temi la spina").

I 6 massi sacri furono trasportati al Vittoriale dai luoghi di battaglia dove più duramente si è combattuto durante la Prima Guerra Mondiale. Il D'Annunzio diceva che i massi dovevano essere disposti "con ritmo" a perpetua memoria di quella tragedia e a monito di umiltà e comprensione umana.

Sotto diversi alberi di magnolie si trova l'Arengo. In occasioni di particolari commemorazioni, D'Annunzio si riuniva in questo luogo con i Legionari Fiumani. Si tratta di diciassette colonne, alcune sormontate da proiettili donati dal generale Armando Diaz. D'Annunzio sedeva in centro su un sedile di pietra (il Trono), decorato con 2 leoni di Venezia. Circondano il "Trono" un semicerchio di altri sedili più semplici, dove si sedevano i commilitoni. Su uno dei due gradini del "Trono" è inciso in latino: NON NISI GUARDIA CANTO ("Non canto se non cose grandi"). A fianco del "Trono" è posto un bronzo di Vittoria Alata coronata di spine, opera del 1922 dello scultore vetraio veneziano Napoleone Martinuzzi.

La Fontana del Delfino

Sulle mura perimetrali del frutteto, le aquile in pietra richiamano quelle delle cento fontane di Villa d'Este di Tivoli.

Nave Puglia

La Vittoria angolare sulla prua della Nave Puglia

La nave Puglia è un incrociatore donato al Poeta dal governo italiano. Tra il dicembre 1915 e il febbraio 1916 l'incrociatore Puglia scortò con altre 500 navi l'esodo dell'esercito serbo e gran parte della popolazione serba dalla loro terra in Italia, incalzati dalle armate austro-ungariche.

Fu smontata quasi completamente per essere trasferita a Gardone in ben 20 vagoni ferroviari. Fu montata nei giardini del Vittoriale tra il 1925 e 1938. Nel 1932 fu montato il grandioso bronzo della Vittoria angolare modellato da Renato Brozzi. La Vittoria poggia sopra un fascio di frecce, puntate verso l'Adriatico; sotto le frecce il motto: "Così ferisco"..

Il promontorio che sostiene la nave Puglia divide le due vallette chiamate dal D'Annunzio: "Acqua pazza" e "Acqua savia". La Puglia fu la prima nave da guerra della flotta militare italiana varata nel cantiere navale di Taranto il 22 settembre 1898.

Nel sottocastello della nave è allestito un museo con parte degli arredi originali e 10 modelli di navi da guerra appartenenti alla collezione privata di S.A.R Amedeo di Savoia Duca d'Aosta.



Laghetto delle danze

Laghetto delle danze

L'area chiusa per decenni, è stata risistemata e aperta al pubblico a Marzo 2013. Dalla nave Pugla oppure dal frutteto, attraverso due comodi sentieri risistemati si può scendere al Laghetto delle danze. Confluiscono nel laghetto due torrentelli denominati da d'Annunzio "dell'Acqua Pazza" e "dell'Acqua Savia" Il laghetto a forma di violino e nei progetti originari, avrebbe dovuto ospitare su una piattaforma centrale spettacoli di danza.

Le teste di Ferro

Ponte delle Teste di ferro

Questo tratto del parco del Vittoriale è stato riaperto al pubblico dopo circa 20 anni di chiusura. L'inaugurazione avvenuta a marzo coincide con i 150 anni della nascita di Gabriele d'Annunzio.

Il ponte delle teste di ferro è sormontato da proiettili della Prima Guerra Mondiale, donati personalmente al D'Annunzio, dal Capo di Stato Maggiore Generale Armando Diaz.


Fontana del Delfino

Lasciati i giardini e percorso Viale di Aligi si giunge alla Fontana del Delfino, che con la sua forma semi-circolare richiama un po' Piazza Esedra. Vicino alla fontana si trova un obice Ansaldo da 105 mm della Prima Guerra Mondiale e un'ara tardo-romana donata al D'Annunzio dalla città di Vicenza.

MAS 96

Il MAS 96

A pochi passi dalla Fontana del Delfino sulla sinistra si trova la rimessa in cui è custodito il MAS 96, a memoria della beffa di Buccari del febbraio 1918: il MAS 96 penetrò nella baia nemica di Buccari e lasciò delle bottiglie beffarde con il tricolore ed all'interno il testo di un messaggio.

A bordo del MAS 96 c'erano Luigi Rizzo, Costanzo Ciano e Gabriele D'Annunzio. D'Annunzio era temuto dagli austriaci al punto che avevano messo una taglia di ben ventimila corone d'oro sulla sua testa.

La sigla iniziale del MAS era Motoscafo Anti Sommergibile, ma D'Annunzio la cambiò con il motto Memento Audere Semper.

Il MAS giunse sul lago di Garda nel 1923, come dono del Consiglio dei Ministri tramite il Ministro della Marina ammiraglio Paolo Thaon di Ravel. Per lungo tempo fu ormeggiato nella darsena ricavata presso Torre Ruhland, la torre neogotica di Villa Alba ribattezzata in seguito Torre San Marco dal D'Annunzio. Sul lago di Garda D'Annunzio con il Mas effettuava gite, ma soprattutto gare di velocità.

Lapidi Commemorative

Come Arrivare

  • Come arrivare in auto:
    • Provenienza da Milano: uscita Brescia Est; proseguire sulla SS45 BIS direzione Salò.
    • Provenienza da Venezia: uscita Desenzano; proseguire SS572 E 45 BIS direzione Salò, 4km e si arriva a Gardone Riviera.

Riferimenti

  • Telefono:0365/296511 - 296523
  • Fax:0365/296512
  • Sito: [1]
  • Email: [2]

Galleria Foto

Il Vittoriale

Mausoleo

Piazza Dalmata

L'Auditorium

La Prioria

Nuovo Museo "D'Annunzio segreto"

Il Pilo del Piave

Piazza Esedra

Nave Puglia

Laghetto delle danze


Teste di Ferro

MAS 96

Giardini