GUIDA  Napoli/Monastero di San Gregorio Armeno

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Il Monastero di San Gregorio Armeno è un vasto complesso monumentale, molto importante dal punto di vista storico e artistico. Il campanile della chiesa, posto sopra l’omonima strada, famosissima per l’artigianato del presepe, è parte di uno degli scorci più pittoreschi e famosi della città. La chiesa è anche nota con il nome di Santa Patrizia, le cui spoglie sono all’interno della chiesa, e San Liguoro, storpiatura dialettale di Gregorio.

Indice

Storia

La prima struttura ad essere creata fu il convento che, secondo una leggenda molto verosimile, sorse sull’antico tempio di Cerere.

Il monastero fu fondato nell’VIII secolo dalle monache basiliane che fuggivano da Costantinopoli a causa delle guerre fra iconoclasti ed iconodulici.

La struttura, attestata dal punto di vista archivistico già nel 930, fu dedicata ad uno dei santi più importanti della tradizione orientale, San Gregorio, al quale si deve la nascita del primo stato cristiano del mondo, l’Armenia, che nel 301, ben prima di Costantino, adottò il cristianesimo come religione ufficiale.

Il monastero era anche popolarmente noto come convento di Santa Patrizia, in quanto le monache erano seguaci di quest’ultima santa e recarono con sé, a Napoli, le spoglie di Patrizia. A tutt’oggi la chiesa è nota con il nome di Santa Patrizia.

Nel 1009, il convento fu unito con quello di San Pantaleone, fondato da Stefano II anch’esso nell’VIII secolo, assumendo la regola benedettina. La fusione delle due strutture religiose avvenne tramite un cavalcavia che passava sulla strada, realizzando un ballatoio fra le due fabbriche. Nel Seicento, sopra il ballatoio fu eretto il caratteristico campanile della chiesa.

La chiesa fu costruita nel 1580 da Giovan Battista Cavagna e Giovan Vincenzo della Monica. Ulteriori rifacimenti furono intrapresi da Dionisio Lazzari nel 1682.

La chiesa

La chiesa è a navata unica con cappelle laterali e cupole, su presbiterio quadrato, sormontato da cupola e abside piatta.

Esterno

La facciata, severa ed elegante, è aperta da un grande porticato bugnato in piperno. Il primo livello è coperto in piperno ed il bugnato si ripropone agli angoli della struttura. Nel secondo livello si aprono i tre finestroni del coro; il terzo e ultimo livello, più stretto dato che la facciata è a salienti, ha una sola più piccola finestra.

L’atrio, a tre campate, ha una pregevole decorazione in stucco sulle volte; notevole è il portale principale, in marmi rossi. Il timpano semicircolare ha delle sime agettanti ai lati e rientranti in prossimità della chiave di volta. Notevole è la porta lignea intagliata, cinquecentesca.

Il campanile di San Gregorio Armeno, che con un grande cavalcavia attraversa l'omonima strada, è una delle "cartoline" più celebri di Napoli. Sopra l'arco, ci sono tre livelli, aperti da finestre decorate da diversi ed eleganti timpani barocchi, arricchiti da decori, volute, valve. Il campanile è coronato da una guglia a bulbo ribassata.

Interno

Notevole soffitto ligneo, intagliato e dipinto da Teodoro d’Errico (1580). Si noti lo sfarzoso coro delle monache, decorato da Nicolò Tagliacozzi Canale, e chiuso da sontuose gelosie, disegnate dal Canale, e che si ripetono anche lungo il matroneo. Preziose sono le cantorie disegnate sempre dal Canale, le cancellette dorate, e i due organi barocchi della navata.

A Luca Giordano si devono La gloria di San Gregorio della cupola del presbiterio, i peducci e gli affreschi della controfacciata e della navata.

Nelle quattro cappelle laterali di destra segnaliamo una Annunciazione di Pacecco De Rosa (1644), la Madonna con i SS. Antonio e Pantaleone di Antonio Sarnelli (1755), San Gregorio Armeno di Francesco De Maria e la Vergine del Rosario di Nicola Malinconico. Nella terza cappella anche le volte sono affrescate dal De Maria, insieme con Nicolò De Simone; oltre al già citato San Gregorio, nella terza cappella ci sono anche due preziose tele di Francesco Fracanzano (Il Santo gettato nel pozzo e il Santo invocato da Tiridate). La quinta cappella è quella di Santa Patrrizia, dove si conservano le reliquie della santa. L’altare maggiore è opera di Dionisio Lazzari, con una bella tela di Giovan Bernardo Lama. Nella IV cappella a sinistra, San Benedetto di Francesco Fracanzano, nella III Decollazione del Battista di Silvestro Buono. La seconda cappella reca un crocifisso del XV secolo, nella prima c’è una Natività di Giovanni Angelo Criscuolo.

Il monastero

Fondato nell'VIII secolo, la struttura attuale si deve all'opera di Giovanni Vincenzo Della Monica (1574) e di Francesco Antonio Picchiati (1644). All'ingresso si noti la sontuosa scala; sulle pareti ci sono i mirabili affreschi di Giacomo del Po, Bardellino e Alafani.

L'ambiente seguente è l'atrio, dal quale si dà direttamente nel chiostro. Al centro c'è una grande fontana marmorea barocca, realizzata per la Badessa Violante Pignatelli, affiancata da statue settecentesche che raffigurano Cristo e la Samaritana, opera di Matteo Bottigliero (1733). Tutto l'hortus conclusus è coltivato con agrumeti. Meravigliosa è la scenografica decorazione rococò del complesso: sopra alle logge del chiostro vero e proprio, si può ammirare una grande terrazza sul quale si affacciano le finestre del primo piano. Anche il secondo piano è provvisto di un grande balcone. Le finestre sono tutte architravate. Una cornice a beccatelli corre all'estremità della struttura, dal gusto più prettamente laico che claustrale.

Dal chiostro si accede a due cappelle. Nella prima è conservata una tela anonima raffigurante l’Adorazione della Vergine. La seconda è la Cappella dell'Idria, unica testimonianza del convento medievale, tuttavia ridecorata nel 1712 con marmi rococò e con 18 tele di Paolo de Matteis raffiguranti Storie della Vergine. Sull'altare maggiore è l'icona orientale della Madonna dell'Idria.

Si procede per il Coro delle Monache, con affaccio sulla chiesa, dove si possono ammirare i notevoli stalli lignei. Fra gli altri ambienti, segnaliamo il Corridoio delle Monache (che passa all'altezza del matroneo) arricchito di vari altari recanti opere di diversi periodi storici; infine, è il Salottino della Badessa, finissimo esempio di arte rococò.

Riferimenti

Indirizzo
Via San Gregorio Armeno, 1 - 80138 Napoli (NA)
Telefono
081-5520186; 081-5517076
Orario
Chiesa: feriali dalle 9.00 alle 12.00; festivi dalle 9.00 alle 13.00
Chiostro: tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.00

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