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Foto Pantelleria:
2012, 2009, 2008

Pantelleria è situato in Sicilia in Provincia di Trapani. Il 16 ottobre si festeggia il Patrono, San Fortunato.

Indice

Dove Mangiare

  • Trattoria La Favarotta, Contrada Kamma fuori Favarotat. Tel. 0923-915347. Non ha giorno di chiusura.
  • Trattoria Zinedi, Contrada Zinedi. Tel. 0923-914023. Non ha giorno di chiusura.

Biblioteche

  • Biblioteca parrocchiale Cossyra, Kamma

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Pantelleriabau, Via San Nicola, 29

Bibliografia

  • Pantelleria, la perla nera del Meditteraneo: natura, storia, arte, turismo, Pino Correnti (1988), seconda edizione
  • Pantelleria. Colori, note, folklore. Guida turistica con cenni storico-culturali-geografici. Parte essenziale con traduzione in inglese per stranieri, Rosanna Gabriele (1989)
  • Pantelleria, Laura Magni - Massimo Di Felice, Ed. Clupguide (1996)

Memorie Storiche

Nel Dizionario del 1858 di Antonio Busacca la città viene così descritta:

Pantelleria - Capo circondario. Isoletta nel mare Africano, dista 160 miglia da Palermo, e da Marsala 80, ha 36 miglia di circuito ed a due ricoveri di barche. È nell'Intendenza distretto e diocesi di Trapani. popol. 8000. Exfeudo della famiglia Requisenz col titolo di principato. Esporta cotone. Territorio sal. 10000.

Mentre la Corografia dell'Italia (1834) così riporta:

PANTALARIA o PANTALERIA ed anche PENTELLARIA, isoletta del mare Mediterraneo situata 55 miglia a libeccio dalla punta Saurella in Sicilia, e quasi 60 a levante dal Capobono in Africa, al 9° 31' di long. e 36° 50' di lat.. Ha circa 20 miglia di circonferenza, ed era altrevolte molto abitata, ma per le piraterie dagli Africani esercitatevi nel XVII secolo, conta in oggi nullapiù di 4,800 abitanti, i quali tutti sono considerati abili nuotatori e marangoni. Coltivano essi la bambagia, le viti, gli ulivi, i capperi ed altre piante fruttifere: non manca loro che i cereali, i quali però gli sono somministrati dalla Sicilia.

Oppidolo è la sua terra principale, e dipende dalla prov. e dist. di Girgenti in Sicilia. Quel borgo si estende in semicircolo attorno ad un porto chiuso da alcune rocce; è difeso da un fortificato castello, che ora serve di prigione di Stato, e dai ridotti di Sanleonardo e di Santacroce; quindi è considerata piazza di guerra di 3.a classe. Vi sono due cale pel ricovero delle navi che vi approdano.

Il centro dell'isola è alquanto montuoso, ed una delle sue più alte sommità porta le tracce di un cratere di vulcano. Da molti presumesi che in epoca remotissima sia surta dal mare, come avvenne della Ferdinandea nel 1831. Rimarchevoli in quest'isola sono due grotte; una cotanto fredda, che in breve tempo l'acqua postavi in un vaso vi si agghiaccia; l'altra caldissima, e perciò chiamata grotta delle Stufe.

Dagli antichi chiamavasi Cosir, e quivi Ottaviano Augusto mando in esilio la sua figliuola Giulia, e da Nerone venne in quest'isola esiliata e poscia fatta morire Ottavia, figliuola di Messalina. Nel 1147 quest'isola fu tolta agli Arabi da Ruggeri primo re di Sicilia, i quali la possedevano sino dall'anno 820: da quell'epoca in poi sempre appartenne al governo della Sicilia. Nel 1053, presso quest'isola, perì una flotta Tunisina, la quale con numeroso esercito andava in soccorso dei Musulmani di Sicilia, che per ogni lato possentemente assaliti erano dai Normanni diretti dai valorosi figliuoli e nipoti del conte Tancredi d'Altavilla.