GUIDA  Rieti/Mille Miglia

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Il 15 maggio 2009 i reatini non hanno fatto mancare il loro affetto e la loro presenza per la storica «Mille Miglia», la sfilata di auto d'epoca che rievoca la competizione vera e propria andata avanti fino agli anni '50. Enzo Ferrari la definì la corsa più bella del mondo. L'iniziativa di quest’anno è stata denominata “Terra di Mille Miglia”.

Le vetture, prima di giungere a Rieti, hanno attraversato le città di Leonessa e Terminillo godendosi anche uno scenario suggestivo nella zona di Ghiaccio Crudele, passando fra due “muri” di neve di oltre 4 metri.

Il percorso (indicato dalla famosa freccia rossa, marchio storico della corsa, su cartelli stradali e, a terra, lungo i tratti più critici del percorso cittadino) era seguente: SP10 (Via del Terminillo), SP10a, Piazzale di Campoforogna, SP10a, centro sportivo, SP10a (contromano), Piazzale Cinema 3 Faggi, SS4bis, Via Palmiro Togliatti, Via delle Acque, Via Pietro Nenni, Viale Morroni, Viale Ludovico Canali, Piazza Marconi, Via Cintia, Piazza Vittorio Emanuele II, Via Roma, Porta Romana, SS4 (Via Salaria).

Nella Piazza Vittorio Emanuele II gli equipaggi sono stati accolti per il saluto della Città dall'Assessore allo Sport Giuliano Sanesi. Nel punto di controllo di Piazza del Comune la città ha offerto ai partecipanti della storica manifestazione dei dolci di cioccolato, preparati dalla pasticceria Napoleone, raffiguranti lo stemma della città.

Fra le strette vie del Centro d'Italia hanno sfilato ben 375 gioielli d'epoca. Dalle immancabili Ferrari d'altri tempi alle Maserati, passando per le Alfa Romeo, le Fiat, le Mercedes, le Wolkswagen, le Bmw, ma anche Lotus e Bugatti. Tra le auto più applaudite ed ammirate quelle ovviamente con più anni sul motore. Tra queste una Sam C25 del 1925 della Scuderia Autieri d'Italia oppure una Alfa Romeo 6c Super Sport classe 1928.

Una delle tante curiosità di Mille Miglia 2009 riguarda un aspetto strettamente locale: una delle vetture è stata specificatamente abbinata alla Città di Rieti, la Ferrari 195S/166mm (1950) con il numero 153, guidata da un equipaggio giapponese (driver Kojima Tadakazu, codriver Oyama Yoji). Questa scelta non è casuale ma è collegata al gemellaggio che la città di Rieti ha con la città nipponica di Ito.


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