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Foto Sant'Antimo:
2012, 2009, 2008

Sant'Antimo è situato nella Campania nella Provincia di Napoli. L'ultima domenica di maggio si festeggia il Patrono, Sant'Antimo.

Confina con i comuni di: Giugliano in Campania, Melito di Napoli, Casandrino, Aversa, Grumo Nevano, Sant'Arpino e Cesa.

Indice

Ritratto della città

Il Santuario di Sant'Antimo in piazza della Repubblica

La città di Sant'Antimo si estende nella zona nord di Napoli.

Il suo toponimo, pur essendo citato in un documento risalente al 1112 come quello attuale, ha origini molto antiche. Probabilmente risale al periodo in cui era parte della conurbazione della città di Atella. Questa fu, inizialmente, dominio dei Romani, in seguito fiorì con l'avvento della Repubblica intorno al III-I secolo a.C., ma fu poi abbandonata dagli abitanti nell'XI secolo che si spostarono verso la città di Aversa.

Alcuni ritengono che l'origine del toponimo sia collegata all'epoca del Cristianesimo e quindi riconducibile ad un periodo antecedente il Seicento dell'era cristiana. Si narra, infatti, che il toponimo derivi dall'omonimo Santo il cui culto iniziò dopo la sua morte grazie a vari discepoli.

Altri ritengono che il toponimo risalga al VIII-IX secolo quando il duca di Napoli Antemio fece costruire nell'attuale città un tempietto in onore del Santo dal suo stesso nome.

Quindi si ritiene che il territorio portasse questo nome già prima che le spoglie del Santo fossero qui condotte.

Si narra che le reliquie di Sant'Antimo fossero conservate dalla marchesa donna Caterina De Monacada che le aveva ricevute in dono dal Papa Paolo V. A sua volta lei le consegnò ad Antonio Carelli, sacerdote nativo della città che le regalò agli abitanti con la clausola di edificare una chiesa che potesse onorarlo. Fu così che le spoglie del Santo furono trasferite definitivamente a Sant'Antimo l'11 agosto 1658.

Dall'XI secolo in poi la città fu consociata con Aversa e il nome che le veniva attribuito era "Casalj Sant'Antimj".

Nel 1030 fu donata dal conte di Napoli Sergio IV al normanno Rainulfo Drengot che la rese la prima contea normanna italiana, ottenendo, in tale modo, l'investitura di Imperatore.

Dal 1050 in poi divenne feudo di varie famiglie: i Filangieri, gli Stendardo, i Raverterio, i Ruffo, fino ai Morelli nel 1756.

Da Vedere

Il Castello
Situato nel centro storico della città, in piazza della Repubblica, si erge il Castello, che per le sue bellezze artistiche viene considerato uno dei monumenti nazionali più importanti e sotto protezione.
Risale al XVII secolo ed ebbe diversi proprietari: il principe Mirelli, il barone Nolli e la famiglia Giannangeli dal 1880.
Presenta una forma molto particolare, i tre edifici che lo compongono sono stati edificati creando una forma a "C" e due di essi hanno 3 piani, mentre il terzo si eleva su un unico livello.
L'esterno è in stile trecentesco rilevato nei merli e nelle torri. L'interno è costituito da un cortile la cui bellezza è nel porticato, in stile seicentesco, ricco di archi e pilastri in pietra di tufo.

Manifestazioni

Nato nell'antica Nisa nel 255, sotto l'imperatore Valeriano, Sant'Antimo visse per la maggior parte in Asia Minore.

Lo stesso nome Antimo è di origine orientale: deriva dal greco antimos ossia florido. Con l'impero di Diocleziano si recò in Italia, ma a causa delle persecuzioni fu decapitato nel 305 e fu sepolto nella via Salaria, dove si aveva l'abitudine di pregare.

Nei secoli successivi il culto per il Santo si diffuse in tutta Italia e, ovviamente, anche a Sant'Antimo.

Durante la ricorrenza annuale della festività del Santo si svolgono cerimonie in suo onore. Nell'ultima domenica di maggio e per i successivi tre giorni i cittadini fanno "sfilare" la statua del Santo per tutta la città, rievocando le vicissitudini del suo martirio, e raccolgono soldi per sovvenzionare la festa.

Il momento più significativo della celebrazione è la cosiddetta "tragedia", cioè quando dalla Chiesa di Sant'Antimo avviene il "volo degli angeli": da circa una distanza di venti metri viene allestito un cavo d'acciaio con dei cappi a cui vengono fissate delle bimbe che scivolano lungo il cavo e vengono condotte fino alla testa del Santo posta su di un palco. Dopo averla presa ritornano alla postazione precedente.

Questo "volo" è molto pericoloso, ma gli abitanti sono convinti che il Santo possa proteggere le bambine come fa con la città.

Un'altra festa si svolge nel giorno di Pasqua quando i cittadini sono tutti riuniti per il rito della Bandiera. L'immagine del Santo viene innalzata sulla facciata della chiesa e i fedeli iniziano a pregare e a chiedere grazie.

Due rametti d'olivo vengono posti ai lati della raffigurazione e fuochi d'artificio allietano la festa. Solo il 21 settembre l'immagine viene messa giù ma senza che i cittadini siano presenti.

Dove Dormire

  • Bed&Breakfast La Corte, Via Cesare Battisti, 30 Telefono 081/5051987 [1] [2]

Dove Mangiare

  • Locanda Masaniello, Via Appia Sud, Telefono 081/8328707‎

Locali e Discoteche

  • Discoteca Joia Club Corso Europa, 45 Telefono 081/8303780

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale, Corso Michelangelo, 31

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Associazione Sportiva Dilettantistica Pallacanestro S.Antimo 200, Via Marconi Complesso Sportivo
  • Centro Ozanam Centro Polivalente di Comunità, Corso Michelangelo c/o Parrocchia S
  • Cooperativa Sociale Ozanam, Via G.Gigante c/o Parroc.S.Vincenzo
  • Associazione Culturale Onlus "La Strada" , Via G. Galilei, [3]
  • Comunità Parrocchiale di San Vincenzo Ferreri, zona 167-219. Caratterizzata dal gruppo del "Rinnovamento dello Spirito" e dal gruppo mariano "Regina della pace". ("Non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio")

Informazioni Utili

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