Alcune considerazioni sul concorso
Spero che questo sia lo spazio giusto per alcune riflessioni che desidero esporre dopo che mi è stata messa fuori concorso una foto che aveva tutti i crismi per essere candidata.
Di immagini ne ho postate abbastanza e una o più foto messe fuori concorso non fanno certamente la differenza. Mi dispiace che la redazione prenda per buone le segnalazioni e le argomentazioni di alcuni soci senior, motivazioni che farebbero ridere qualsiasi esperto di fotografia. Purtroppo non mi sento garantito, spesso ho l'impressione che la redazione badi più a tenere buoni i rapporti con alcuni soci che con noi, povera plebaglia.
Senza entrare nel merito delle motivazioni per cui la foto è stata messa fuori concorso voglio invece fare alcune considerazioni sul regolamento. Deciso il tema del concorso è giusto che ci siano dei limiti, giusto che non si possa andare fuori tema. Questo concorso invece sembra fatto apposta per le regole. Ovvero sono più importanti le regole, molte delle quali assurde e incomprensibili, che il concorso stesso.
Qual'è lo scopo di questo concorso, alzare la qualità della comunicazione dei nostri Comuni (e la fotografia è un grande mezzo) oppure perdersi in discussioni bizantine sul fatto che una foto abbia o no i requisiti? La valutazione di una fotografia anziché sulla silhouette o sul fatto che il comune sia più o meno riconoscibile dovrebbe vertere su: serve o non serve questa foto a migliorare l'immagine di questo Comune? Ci vorrebbero meno limiti assurdi e più buonsenso. Ci vorrebbero più bravi fotografi che ragionieri della fotografia. Ma il problema è culturale, non di regole non rispettate. Ma ho capito che siamo ancora lontani e che la strada è ancora lunga
Certo, non è facile tenere insieme un impresa come questa ma le regole di un concorso fotografico non devono limitare la creatività e la fotografia. Le regole non possono cannibalizzare il fine, quando succede questo significa che qualcosa non funziona.
Di immagini ne ho postate abbastanza e una o più foto messe fuori concorso non fanno certamente la differenza. Mi dispiace che la redazione prenda per buone le segnalazioni e le argomentazioni di alcuni soci senior, motivazioni che farebbero ridere qualsiasi esperto di fotografia. Purtroppo non mi sento garantito, spesso ho l'impressione che la redazione badi più a tenere buoni i rapporti con alcuni soci che con noi, povera plebaglia.
Senza entrare nel merito delle motivazioni per cui la foto è stata messa fuori concorso voglio invece fare alcune considerazioni sul regolamento. Deciso il tema del concorso è giusto che ci siano dei limiti, giusto che non si possa andare fuori tema. Questo concorso invece sembra fatto apposta per le regole. Ovvero sono più importanti le regole, molte delle quali assurde e incomprensibili, che il concorso stesso.
Qual'è lo scopo di questo concorso, alzare la qualità della comunicazione dei nostri Comuni (e la fotografia è un grande mezzo) oppure perdersi in discussioni bizantine sul fatto che una foto abbia o no i requisiti? La valutazione di una fotografia anziché sulla silhouette o sul fatto che il comune sia più o meno riconoscibile dovrebbe vertere su: serve o non serve questa foto a migliorare l'immagine di questo Comune? Ci vorrebbero meno limiti assurdi e più buonsenso. Ci vorrebbero più bravi fotografi che ragionieri della fotografia. Ma il problema è culturale, non di regole non rispettate. Ma ho capito che siamo ancora lontani e che la strada è ancora lunga
Certo, non è facile tenere insieme un impresa come questa ma le regole di un concorso fotografico non devono limitare la creatività e la fotografia. Le regole non possono cannibalizzare il fine, quando succede questo significa che qualcosa non funziona.


disinteressata, ne viene la soddisfazione di aver contribuito ad un obiettivo comune e di aver appreso dall'esperienza di tanti appassionati
amici ed amiche.
dei miei colleghi che hanno giustamente segnalato quel che evidentemente avrebbe ricevuto presto o tardi il giudizio della redazione.


, almeno a mio avviso.