[Pietracupa] Religione e Superstizione

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[Pietracupa] Religione e Superstizione

Messaggioda Renato Porchetta » gio 01 dic 2011 02:33

La redazione di rete.comuni-italiani.it non permette di sostituire o cancellare le versioni degli scritti "origine" publicati per cui le revisioni delle bozze originali
risultano essere pubblicate come duplicazioni.
Un testo "imagine" finale, per cosi' dire, piu' coerente lo si puo' leggere sul sito che crea il blog per rete.comuni-italiani.it .
http://pietracupareligionisetsuperstizi ... /?spref=fb
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[Pietracupa] Religione e Superstizione (10)

Messaggioda Renato Porchetta » gio 08 dic 2011 11:06

[Pietracupa] Religione e Superstizione
{Segmento 10 - Start }

ZEN, ARISTOTELE E LAVOISIER
Tutti posseggono una intuizione naturale a predisporre le cose in qualche modo per cui la logica aristotelica fatta di premesse e conclusioni non sono una sorpresa.
D'altra parte tutti coloro che sono europei o di mentalità' "west-ernizzata" la conoscenza dei principi Zen sono una situazione a parte perche' la loro divulgazione sembra essere cominciata solo con la pubblicazione del libretto tradotto in inglese da Watts di Eugen Herrigel
Il piccolo libro " Lo zen e l'arte del tiro con l'arco (Adelphi)", da anni molto letto è forse il più illuminante, il più lucido e utile resoconto, scritto da un occidentale, e implica come un occidentale possa avvicinarsi allo Zen.

" La freccia scoccata mette in gioco tutta la vita dell'arciere e il bersaglio da colpire è l'arciere stesso il quale acquisisce un grado di concentrazione necessario a creare uno stile di vita che esprima una perfetta serenità mentale".
Succintamente: Autore Eugen Herrigel (1885-1995), filosofo tedesco, ha il merito di aver fatto conoscere in Europa lo Zen. La particolarità del suo percorso è che, attraverso il tiro con l'arco, egli è riuscito a comprendere profondamente tale filosofia.
Celeberrimo è Lo Zen e il tiro con l'arco (1948) che racconta appunto del suo incontro con un maestro giapponese di tiro il quale non solo gli insegnò quest'antica arte tradizionale ma anche a comprendere che il vero bersaglio da colpire è in realtà l'arciere stesso.
Non ci sono riscontri a priori della divulgazione dei principi Zen prima del 1948 per cui Zen risulta' essere una scoperta, per il West, recente e dato il "black-out" storico si potrebbe supporre che i principi Zen non sono stati mai presi in considerazione in questa parte dell'emisfero e considerando tutto l'arco storico che inizia nel mediterraneo dall'Asia Minore sin dai tempi degli Assiro-Babilonesi arriva fino ai nostri giorni.

La logica aristotelica pur potentissima e pur rimanendo di massima importanza critica e "conditio sina qua non" per qualsiaisi intento, la logica aristotelica non accenna a questo comportamento "mentale". E sia Zen che Aristotele poi, in senso piu' universale, vengono entrambi completamente giustificati da Antoine Laurent Lavoisier (1794) il quale indico' quella scienza della perfezione universale della sacralita'.

Zen non e' una religione ma "Zen" e' un principio reale di comportamento per la mente il quale indica che una volta che si assume consapevolmente un'intenzione (la quale implica un obbiettivo da raggiungere), l'intelligenza spirituale/emotiva la si deve necessariamente collocare tra l'intenzione e la meta da raggiungere.
La consapevolezza di questo amore (arte e sacralita' di essa) delega l' intelligenza (posta nel piano logico di Zen) a unire l'intenzione dell'artista con l'esito finale "proposto all'origine". (obbiettivo)
ZEN : DOCUMENTAZIONE - LE MAPPE DI RIFLESSIONE LOGICA
Tra tante altre cose Zen porta all'istantaneita' del compimento per cui in un solo istante l'istante di chiara e serena spiritualita' della mene, la logica creativa (intelligenza), intuita e inspirata porta all'unisoneita' dell' obbiettivo con l'intenzione.
Dopodiche' l'ispirazione, la creativita' e la formulazione dei vari segmenti intermedi che costituiscono le varie premesse e conclusioni (logica aristotelica) prendono luogo in questo spazio logico esistente tra intenzione ed esito finale.
L'amore, la professionalita', la spiritualita' che scaturrisce dall'espansione di questo flusso logico del continuum della concezione artistica, e che i vari segmenti concepiti determinano, sono la manifestazione della sacralita' della mente.

Dunque come "organizzare" l'organizzazione della struttura logica del pezzo in esame (concezione artistica corrente) rimane l'atto lucido della mente che tende ( e deve ) portare in superfice, per cui " rendere visibile" l'intelligenza del metodo, l'intelligenza del processo, l'intelligenza della modalita' visualizzandone la struttura logica con cui il significato viene ad essere (composto) ossia "creato" e realizzato.
L'ispirazione e la creativita' sono elementi emotivi per cui possono concepire mediante emotivita' e sentimento opere artistiche e "sistemi" i quali quando resi concreti nella realta' comportano dei gradi di complessita' di realizzazione. La mancanza di documentazione rende queste opere non gestibili perche' mantenute sensorialmente-emotivamente e fisicamente solo nella mente dell'artista. Per cui in questa complessita', emotiva sensoriale la memoria dell'artista diventa carente.
Zen implica che l'artista stesso deve concepire una struttura logica (inerente alla composizione in oggetto), da visualizzare nella sua interezza per gestirne le parti che costituisco l'intero.

L'abilita' a concepire le strutture logiche che si sopra-impongono in corrispondenza alle rispettive concezioni artistiche; queste architetture (mappe logiche di ragionamento e riflessione) devovo essere essere visualizzate (documentate) per poter accedere al controllo della complessita' di realizzazione delle parti.
Mantenere a mente dei " flash-emotivi ", oppure un' intuizione o idea di una concezione d'arte senza che la si possa gestire nella sua realizzazione delle corrispondenti parti e' un inutile sognare.
La mente "ispirata" deve affrontare il difficile compito di trasformare l'intuizione emotiva sciegliendo il "medium" specifico nella realta'.
Questa conversione sentimento-realta' e' "il cogliere" con precisione la spiritualita' del ruolo delle parti che costituiscono l'arte da realizzare.
Dunque l'arte, essendo sacra e cogliendo questa sacralita' nella sua intelligenza, il compimento dell'arte e' la religione dell'uomo ma Dio nella sua sacralita' e' cio' che l'intelligenza umana capisce di Dio.
[Pietracupa] Religione e Superstizione - {Segmento 10 - End }
continua ###
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[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (11)

Messaggioda Renato Porchetta » mar 17 gen 2012 07:05

[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (11)
{Segmento 11 - Start }

Per coloro che si accingono ad avere un coinvolgimento con l'amplificazione della intelliggenza

bisogna indicare che insieme al contenuto del libretto di Eugen Herrigel, ben tradotto da Alan W. Watts

il quale rimane utilissimo per un approccio non specifico ma molto generalizzato alla cultura Zen va

segnalato l'unico libro esistente nella storia (edizione inglese), il quale spiega pienamente l'esperienza

della reale applicazione della semantica.

Questo libro di 500 pagine, molto facili da leggere, dovrebbe essere letto due volte.

La prima volta, come il libretto di Eugen Herrigel solo per introduzione e la seconda lettura dovrebbe

avvenire dopo essere stati partecipi al seminario.

La seconda lettura porta non solo ad una revisione dell'esperienza fatta in classe ma la seconda lettura

della Metodologia Universale rende un controllo totale del curriculum propedeutico trattato

nell'esperienza Zen per cui si diventa istruttori del metodo.

Il titolo del libro e': "Universal Methodology".

il quale comporta 3 sottotitoli:

UNIVERSAL SCIENTIFIC PROGRAMMING CONTROL

HUMAN INTELLIGENCE AMPLIFICATION MANAGEMENT

SCIENCE OF THE COMPOSITION OF THE SIGNIFICANCE (Semantics)
ISBN(10): 0-9769931-0-4
ISBN(13): 978-0-9769931-0-0
LCCN 2005905187 (Library of Congress Control Number)


[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (11)
{Segmento 11 - End }
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[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (12)

Messaggioda Renato Porchetta » gio 19 gen 2012 23:19

[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (12)
{Segmento 12 - Start }


Il costo del libro "Universal Methodology" e' $100 USDA pubblicato in

State College, Pennsylvania - Home of Penn State University.

Il costo della spedizione postale e' aggiuntiva (Fedex, HDL, Aerea o marittima/3a

classe o posta normale e non c'e' sconto per quantita'.

Non sono previste versioni digitali e ne' versioni "pocket-book" con copertina

cartacea.

Il libro viene stampato e rilegato con copertine rigide.

Ulteriori informazioni circa i seminari e publicazioni si possono ottenere usando

il sito:

http://www.personal.psu.edu/rlp188/

oppure usando la casella di posta elettronica della casa editrice:


ce_code_efficiency_inc@verizon.net


oppure contattando l' autore direttamente a :

rlp188@psu.edu


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{Segmento 12 - End }
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[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (13)

Messaggioda Renato Porchetta » lun 30 gen 2012 14:22

[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (13)
{Segmento 13 - Start }
Sentiti ringraziamenti a coloro che hanno offerto commenti positivi ###
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[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (13)

Messaggioda Renato Porchetta » lun 06 feb 2012 00:21

[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (13)
{Segmento 13 - Start }
Faremo tra non molto una breve ma importantissima considerazione su di un argomento riportato nel manuale "Come Dio Funziona".
{Segmento 13 - End }
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[Pietracupa] Religione e Superstizione (14)

Messaggioda Renato Porchetta » ven 10 feb 2012 18:04

[Pietracupa] Religionis et Superstizionis (14)
{Segmento 14 - Start }
Avendo a che fare con il sentimento dell'amore il quale non ha corpo e che è privo di consistenza materiale molti individui credono che a causa di come esso "si presenta" alla mente dell'uomo e nella sua incorporeità' questa sua natura da' facilmente opportunità' per molti ad essere ritenuto come cosa sciocca e non importante per cui facilmente evaso.
A sostenere questa posizione di "evasione" e trascuratezza sta nel fatto che l'amore in se, per la sua natura contemplativa, l'amore non e', ne' una informazione e ne' tanto meno un desiderio.
Si ama cio' che si ama. L'amore sufficientemente basta.
Purtroppo coloro che aderiscono a questa posizione diventano dei sfortunati malcapitati perché' come vedremo brevemente e' vero il contrario.
Infatti si deve pensare alla tragedia di una vita che si sta vivendo oppure, a quelle vite che sono state vissute in assenza d'amore e come questa assenza crea e ha creato indicibili e immense tragedie.
Le umane tragedie derivate da comportamenti dove si riscontra l'assenza dell'amore sono dei fatti incontestabilmente atroci di cui gli eventi attuali e eventi riportati da tutta la storia, per mancanza d'amore, si sono intrise di ingustizie e grondano orribilmente di sangue umano omicida e che tali circostanze danno e hanno dato luogo a profonde inspiegabili pazzie manifestatesi attraverso le loro assurde atrocità'.
Questo accade perche' questi malcapitati ritengono sbagliatamente che si possa vivere senza la referenza del sacro, del bene e del buono. Allora diventa illusoria l' opportunità' vantaggiosa a non guardare con intelligenza nella propria coscienza e non trovare il sentimento della perfezione.
Perfezione e dualismo devono essere portati all'unisono, cioe' in sincronia, dove uno non puo' esistere senza l'altro. La perfezione del divino deve incontrare la natura dualistica umana e l'amore funziona da catalitico in questa metaforica "reazione chimica".
Ma per i malcapitati l'assenza d'amore e' accettata come una teoria astratta dove in alternativa all'amore puo' prendere il posto un'altro sentimento che e' quello dell'odio.
Dunque la sostituzione dell'amore con l'odio viene ritenuta accettabilissima e di pochissima importanza.
Per cui si pone una domanda forse retorica ma vera nella sua essenza socratica:
"Che conseguenze puo' avere quell'umano vivere vissuto con odio"?
E scientificamente parlando l'assenza dell'amore oppure il suo contrario cioe' la sua esistenza danno entrambe a conseguenze di comportamento individuale e sociale di massima certezza. Cioè' l'amore ad il suo contrario danno luogo a fatti e danno luogo ad comportamenti e azioni che determinano inesorabilmente in un modo o nell'altro dei fatti di cui la certezza e' assoluta e i fatti sono esperienze le quali hanno la stessa medesima validità' e concretezza delle esperienze strettamente fisiologiche e scientifiche.
Ma l'amore, che molti ritengono non un fatto il quale viene caparbiamente non avvertito nella sfera della realta' come "non esistente". Molti non avvertono questa certezza per cui la mancanza d'amore non e' avvertita come "compiuta' nella sua fenomenalità'.
Tutto questo per indicare il fondamento "spirituale' del manuale citato in questi segmenti e indicato dal titolo "Come Dio Funziona", il quale basa l'elezione dell'amore proclamandolo come scienza certa e inoppugnabile".
Se si assumesse la spiritualita' del sacro come conoscenza scientifica allora essa con inspirazione e creativita' può' essere insegnata e appresa e in particolare essa realizza principi di efficienza nel campo professionale i quali si possono intelligentemente gestire.
L'amore crea, l'odio distrugge. Anche se stessi. ### (continua) ###
{Segmento 14 - End }
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[Pietracupa] Religione e Superstizione (15)

Messaggioda Renato Porchetta » sab 03 mar 2012 21:21

Religionis et Superstizionis (15)
{Segmento 15 - Start }
La limitazione imposta dalla redazione del forum non permette
di sostituire le bozze pubblicate con altre piu' aggiornate o migliorate per cui i segmenti sembrano apparire
fuori sequenza.
Pero' si puo' ottenere una coerente lettura sequenziale dei segmenti qualora essi si
possano con copy/paste (taglia e incolla) ricopiarli in un wordprocessor a piacere e riordinarli.
{Segmento 15 - End }
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[Pietracupa] Religione e Superstizione (16)

Messaggioda Renato Porchetta » dom 01 apr 2012 07:25

[Pietracupa] Religione e Superstizione (16)
Religionis et Superstizionis (16)
{Segmento 16 - Start }
Molti ritengono che una volta nati e dunque a causa della nascita e pur avendo a causa di una propria intelligenza e avendo acquisito la consapevolezza del vivere la sacralita' resa alla nascita rimane
un elemento gratuito a cui nulla e' dovuto.
D'altra parte Madre Natura che rappresenta la realta' del vivere rende al nuovo nascituro questa abilita' potenziale la quale se lasciata in trascuratezza diventa una illusione perche' l'individuo presto s'accorge della tragica necessita' di usare intelligenza non solo per la propria sopravvivenza ma si rende conto anche che all'intelligenza individuale puo' corrispondere il compito del sopravvivere altrui: per esempio il sopravvivere nella dinamica di un nucleo familiare.
Dunque il senso religioso e' naturale ed senz'altro gratuito alla nascita ma non si nasce esperti musicisti da concerto oppure non si nasce nuotatori olimpionici e nemmeno traduttori in lingua straniera.
Questi requisiti professionali rimangono attributi dell'intelligenza individuale ma che il nascituro progressivamente deve apprendere.
L'amplificazione dell'intelligenza risente, avverte e rispecchia la sacralita' della perfezioni delle leggi ma non e' una capacita' naturale gratuita presa a se stante perche' anch'essa come tutte le altre arti e mestieri necessita che la mente la deve acquisire mediante insegnamento scolastico e poi susseguente pratica.
L'amplificazione dell'intelligenza e' una conquista al quale corrisponde un certo coinvolgimento per cui metaforicamente corrisponde "un certo costo" e considerando tutto cio' che comporta il suo raggiungimento questo implica che l'amplificazione dell'intelligenza non e' gratuita. Anzi tutt'altro.
{Segmento 16 - End }
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[Pietracupa] Religione e Superstizione (17)

Messaggioda Renato Porchetta » mer 09 mag 2012 02:34

[Pietracupa] Religione e Superstizione (17)
Religionis et Superstizionis (17)
{Segmento 17 - Start }
Nella realta', in senso concreto, esiste il principio scientifico il quale indica inoppugnabilmente il sincronismo della mente
con la perfezione che regola in modo dominante la vita nell'universo.
Cio' non e' nuovo.
Per esempio il buddismo e molti aspetti teologici dell'induismo hanno accertato da secoli una posizione
ben definita e ben certa circa l' "enlighenment" che sorge dal God_within.
Zen impiega tale principio d'intelligenza in modo pratico.
{Segmento 17 - End }
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[Pietracupa] Religione e Superstizione (18)

Messaggioda Renato Porchetta » gio 10 mag 2012 02:25

Religionis et Superstizionis (18)
{Segmento 18 - Start }
L'amore, il bene e l'intelligenza, come d'altronde il male il quale e' costituito da tragedie e rende dementia
sono avvenimenti che l'individuo "incontra" per sua volonta' o casualmente.

Questi "incontri" portano l'individuo ad avere un diretto coinvolgimento con il bene o con il male.
E questi eventi accadono o che accadranno diventano esperienze indelebili nella sfera emotiva per cui mentale.

Queste circostanze direttamente vissute vengono scolpite nella mente da sensazioni fisiologiche
che rendono le esperienze emotive una documentazione
verbalizzata e indelebile per la mente che percepisce (avverte) la realta' dei sensi.

Per cui queste esperienze fatte o da farsi sono un l'avvicendarsi di incontri con avvenimenti
che portano la persona ad essere in unisono, cioe' in unita', in sincronismo con
l'evento piu' o meno circostanziale del bene o del male.

Queste esperienze sono cumulative e formano il comportamento dell'individuo amministrato
dalla consapevolezza e dalla cosciente visione dei valori acquisiti, accumulati e ricordati.

L'amore e' il bene. L'amore sorge quando la percezione sensoriale della perfezione viene avvertita
dai sensi, questo diventa un'incontro il quale e' l'incontro della mente con il bene. E quest'incontro
rivela sensorialmente la perfezione alla coscienza attenta che si attiva con energia.

Quest'incontro e' il sincronismo avvertito dalla consapevolezza personale che "si accorge" della
immersione dell'individuo nell' oceano sconfinato e infinito della sacralita' universale.

La sacralita' e' perfezione e anche il suo opposto linguistico e' vero: la perfezione e' sacralita' per cui
forza vivifica.
Sacralita' e' perfezione sono il bene dell'uomo che deve essere avvertito dall'umana intelligenza e
che deve essere avvertito nella ragione dell'uomo il quale costruisce con intelligenza la "ratio"
dando una giustificazione alla causa per cui siamo nati.
{Segmento 18 - End }
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[Pietracupa] Religione e Superstizione (19a)

Messaggioda Renato Porchetta » dom 27 mag 2012 18:15

[Pietracupa] Religione e Superstizione (19a)
Religionis et Superstizionis (19a)
{Segmento 19a - Start }
Il prossimo segmento riguardera' l'impiego della sacralita' dell'intelligenza come strumento di cura per le malattie mentali croniche ma anche
sara' citata come l'intelligenza ha un ruolo correttivo degli asincroni ( "fuori centro") nella vita quotidiana.
(continua)
{Segmento 19a - End }
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[Pietracupa] Religione e Superstizione (19) Prima parte

Messaggioda Renato Porchetta » mar 29 mag 2012 02:59

[Pietracupa] Religione e Superstizione (19) Prima parte
## Inizio della 1a parte del segmento 19 ##
LA PERFEZIONE E' LA METAMORFOSI DEL VIVERE UNIVERSALE
La metamorfosi crea la forza irresistibile che fa accadere gli eventi (immanenza) nel loro cambiamento.
L'INCLINAZIONE NATURALE
L'inclinazione naturale dell'individuo e' il bene per cui con coscienza o meno l'uomo persegue il suo massimo bene che e' la vita.
La perfezione non e' una ideologia come un insieme dei principi basilari di un partito, un movimento e simili perché' la perfezione degli eventi e' avvertita' dalla mente umana non solo sentimentalmente ma anche avvertita come benessere fisiologico il quale ha corrispondenza con il sentimento dell'amore per il vivere.
Purtroppo l'opposto del fondamento del bene e' anche tragico. Infatti e' illogico e raccapricciante immaginare che qualche individuo possa amare il male, possa amare il disordine, il caos e le tragedie che purtroppo costantemente riaffiorano nel comportamento sociale affliggendo l'umano vivere.
D'altra parte l'uomo non può' rinunciare a cercare di raggiungere il bene perché' nel bene c'e' l'elemento importantissimo della la continuita' del vivere per cui esistera' sempre per l'uomo il tentativo a cercare l'unita`con il bene indipendentemente dal successo di ottenerlo.
L'uomo non rinunciera' mai a questo tentativo di ottenere il bene per tutte le cose che sono inerenti al suo proprio vivere.
UN TERMINE TECNICO
Il termine tecnico sincronismo e da intendersi che l'essere in sincronia e' la contemporaneità di due fenomeni: perfezione e intelligenza; cioe' quando l'intelligenza si "predispone", mediante sua capacita' nell'immediatezza del momento e in questo stato ricettivo si predispone a ricevere un fulmineo guizzo creativo "concesso" dalla perfezione all'intelligenza.
Questa introduzione del sincronismo e' criticamente importante perche' come vedremo tra breve, in questa analisi scritta, e' "dare vita" questo sincronismo e creare vita.
Ma rimane sottinteso che il sincronismo indica che l'essere sincrono riguarda fatti e situazioni ritenute "benevoli" dove in questa "conteporaneita' "
deve necessariamente essere intesa come un momento quando avviene avviene l'unificazione con il bene della perfezione.
La mente spesso si trova in assenza di informazione utile per controllare, mediante consapevolezza scientifica i fenomeni naturali.
Dunque l'ispirazione che avviene durante il processo dell'amplificazione dell'intelligenza
produrre informazioni e la mente stessa puo' essere indotta a ragionare con piu' logica.
L"ENERGIA NEL LAMPO CREATIVO
Figurativamente, questo fenomeno "intelletualmente" luminoso, (i.e. The Enlighenment of the Mind) che accompagna l'energia della mente anche se di breve durata, come un lampo di luce fatto di un solo attimo, la perfezione si rivela all'intelletto.
Spesso questa "rivelazione" e' una intuizione improvvisa della mente (o dell'animo) che avverte il lampo di genio.
L'idea durante il momento ispirato puo' essere "vista" con chiarezza ma l' evento, dal punto di vista energetico non si puo' trattenere e diventa immediatamente recentissimo.
Ma come si capira' in seguito in questa relazione, l'ispirazione, dovuta alla sua intrinseca energia
riesce ad unire, in un istante, il momento istantaneo del presente con la sua immediata complementazione che e' sempre posta nel futuro; cioe' le due dimensioni temporali, per cui entrambe dualistiche e imprigionate nella realta', si uniscono, e in un solo attimo diventano perfette.
La mente avvertendo la perfezione la considera religiosamente "sacra" ma l'argomento a questo punto non e' la religiosita' del fenomeno ma e' l'osservazione della sua vigoria fisica, efficacia e intensità cioe' tutti elementi inerenti alla sua forza creativa che non si manifesta completamente ma su cui si può far conto.
Per cui la mente si energizza di una carica che non e' fisica ma per mancanza di altri termini lasi puo indicare "spirituale"; questo momento creativo esula la restrizione della realta' e esula i limiti della fisiologia e la mente accede, nella maggior parte dei casi, anche se per un solo istante, ad una dimensione che nemmeno gli compete ma la dimensione a cui accede non e' ne' reale e ne' fisiologica ma nonostante cio' la mente percepisce avvertendo lo stato creativo.
Questo fenomeno non del tutto giustificabile con le correnti nozioni scienfiche ma la certezza rimane perche' il fenomeno dell' ispirazione accade e senza alcun dubbio dubbio il fenomeno si realizza.
L'ispirazione nel contesto dell'amplificazione dell' intelligenza diventa un fenomeno mentale controllabile mediante l'uso di semplici ma fondamentali informazioni scientifiche.
Cio non cambia la fede e l'amore dedicato alla sacralita' della perfezione ma dato che l'amplificazione dell'intelligenza e' una conquista dello scibile umano cio' rinforza la posizione dell'uomo a sostenere una maggiore responsabilita' propria ad essere "Faber Fortune Sue".
Mediante intuizione l'intelligenza avverte il "senso" della perfezione ma l'intuizione puo' essere vista come una pre-camera, come un anticipo alla vera ispirazione che avverandosi completa l'intuizione originale che in un primo momento rimaneva solo un "sospetto" iniziale da essere accertato e verificato nella realta' dei fatti.
Che la perfezione possa essere sempre presente anche in momenti di non-chiarezza come una "vaga" intuizione e cosa certa ma cio' che e' importante apprendere e che l'ispirazione ha la possibilita' far "affiorare" alla mente l'idea con chiarezza e questo e' un fenomeno "mentale" molto comune.
Cio' che la ispirazione causa e' questo "far affiorare" cioe' rende consapevole un "qualcosa", che prima del momento ispirativo non era in esistenza.
Dunque si dovrebbe comprendere l'importanza che il ruolo dell'ispirazione assume in quanto l'ispirazione e' capace di creare.
L'importanza e' il "creare" perche' "la creazione" da' vita e creare significa fare sorgere a vita cio' che prima del momento dell'ispirazione non esisteva.
Se cio' venisse ritenuto vero dunque senza dubbio la sacralita' della perfezione comunica con la mente.
E questa comunicazione avviene in un posto geografico ben preciso: l'ispirazione usa la mente dell'uomo ricettore o capace di ricevere questa comunicazione.
IL MOMENTO SACRO E SPIRITUALE E' PER LA MENTE IL MOMENTO CREATIVO
L'idea del bene che e' sempre l'intenzione della persona ma l' unisoneita' con la perfezione nella precisione dell' istantaneo da' un tipo di energia non giustificabile perche' e' immanenza ma la sensazione fisiologica energetica e' inconfutabile e causa azione.
Purtroppo nella vita reale accade che la mente puo' essere persuasa e distratta deviandone i veri valori per cui viene "corrotta" e in questa distrazione assume dei "fuori-centro" che causano tragedie.
INTRODUZIONE AL RISORGERE SPIRITUALE
Qualora si voglia queste deviazioni mediante una nuova esperienza del bene possono essere riportate all' ideale posizione nativa del bene. Ma una perfetta realizzazione pratica ideale di un perfetto sincronismo con la sacralita' della perfezione e' in realta' proporzionale e in corrispondenza
alla qualita' del sincronismo e in corrispondenza all'amore stesso per il sincronismo.
Queste deviazioni cioe' "distanza" dal centro perfetto della sacralita sono molto naturali perche' nella dimensione dualistica essere nati non solo significa acquisire la consapevolezza della perfezione ma essere nati significa anche acquisire l'imperfezione la quale aumentera' progressivamente nel corso della vita e un giorno l'imperfezione intesa come il caos portera' l'individuo a confrontarlo con malattie incurabili e poi a morire.
Il vivere, la vita si evolve in un intervallo logico indicato "nascita-morte" dove una non puo' escludere l'altra.
L'ISPIRAZIONE E' VITA IL CONTRARIO, L'OPPOSTO: LA DEMENTIA E' MORTE
Vita e morte devono essere costantemente co-esistenti e in corrispondenza tra loro e mutualmente interattive. Ma c'e' un momento vivifico per la mente in cui la vita e la morte devono concedere la loro potente azione e ubbidire ad un "qualcosa di piu' perfetto" e questo "qualcosa" ha superiore autorita' sia sulla vita che sulla morte stessa.
Questo "qualcosa" e' il momento quando la sacralità' della perfezione, imponendo la metamorfosi, ordina e comanda entrambe, sia la vita che la morte al da farsi e comanda entrambe il modo del progredire del vivere mediante metamorfosi.
A questo punto bisogna ricordare un concetto, storico, pre-medioevale, che ha mantenuto nei secoli la sua intoccabile veridicita' il quale indica che esiste un "qualcosa" che va oltre il vivere e il morire e esiste una dimensione, uno stato di essere, e questo "qualcosa" permette di sorpassare le limitazioni della fisiologia del dualismo. Questa dimensione del reale in cui vita e morte regnano e regnano con assoluta autorita' si supera e si accede al momento di creare il nuovo.
Ebbene la forza vivifica vigorosa della perfezione la quale impone "cambiamento" dirige e costringe l'azione di Madre Natura costituita dai cicli di vita e di morte e operante nella realta' della vita, Madre Natura si deve "adeguare" a cio' che la metamorfosi impone.
Ma il punto della situazione non e' rispondere al quesito o meno se Madre Natura obbedisce alla sacralita della perfezione. Il punto della situazione e' che la mente anche se, essa stessa opera nella naturale fisiologia per cui diretta dai fenomeni biologici naturali, la mente e' capace di "comunicare con la sacralita' storicamente ritenuta Idio."
L'amplificazione dell'intelligenza tra tante altre cose dimostra che detta comunicazione " di Idio " avviene nell'intelligenza la quale e' giurisdizione mentale.
(continua)
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Renato Porchetta
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[Pietracupa] Religione e Superstizione

Messaggioda Renato Porchetta » mer 30 mag 2012 21:47

[Pietracupa] Religione e Superstizione
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La mente avverte la sacralita' della perfezione la quale non solo causa "mentalmente" una soluzione al problema del momento
e che s'intende risolvere ma la soluzione che "appare" alla mente viene "concessa" e "trasportata" con un
eccezzionale tipo d'energia vivifica.
Descrivere l'energia dell'ispirazione e' un argomento fondamentale e impegantivo.
Dato che la continuita del vivere dipende dal costantemente trovare soluzioni a problemi, una mente che non
venga esposta a questa fenomenale esperienza e' destinata a grande sofferenza e poi alla sua inevitabile morte.
Le varie parti dell'argomento saranno pubblicate progressivamente man mano che arrivano a completarsi.
(continua)
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[Pietracupa] Religione e Superstizione

Messaggioda Renato Porchetta » lun 04 giu 2012 23:41

[Pietracupa] Religione e Superstizione
{ Start }
Siamo parte di Madre Natura perche' la fisiologia portante che e' in noi e' costituita' da fenomeni

naturali e questi eventi causano "il funzionamento" dei vari organi che ci mantengono in vita.

Ma la responsabilita' della sopravvivenza rimane un ruolo che oppone l'imperfezione e la morte insita

in tutti i fenomeni naturali.

Le esperienze e le sensazioni fisiche dettate da fattori fisiologici sono importantissime e la mente

ricorda tali esperienze e le mette "da parte" per poi valutarle in termini di cosciente consapevolezza.

L'intelligenza della mente e' l'unica possibilità' che porti la mente ad accedere all'immenso oceano della

creatività' costituito da una miriade di perfezioni che agiscono nella dinamica della metamorfosi della

perfezione totale.

La scienza rimane un prodotto della mente che migliora la sopravvivenza e questo miglioramento

deve senz'altro essere visto come un progressivo risultato dell'intelligenza stessa.

L'amplificazione dell'intelligenza e' un'informazione scientifica da imparare e da impiegare per

migliorarne l'ispirazione, la creativita', il senso logico.

Questo accade mediante riflessione delle strutture logiche che la mente crea.

L'intelligenza non deve esere vista come un dono passivo gratuitamente regalato da chicchessia.

L'intelligenza e' un attributo ed una facolta' umana acquisita alla nascita perche' la mente "avverte" la

perfezione che per il suo valore viene definita "sacra" perche' la vita e' sacra.

La perfezione e recepita dalla mente come amore e amore per la perfezione stessa.

Ma questa sacralita' deve risultare nella realta' un controllo dei processi naturali affinche' la vita

dell'individuo possa continuare "il presente" in cui si trova in quanto e' vivo ed in vita e dove qualsiasi

individuo non vuole abbandonare il vivere dove la gloria della perfezione esiste.

La scienza rende una migliore sopravvivenza e allunga l' esistenza cioe' il vivere ma si migliora

l'intelligenza della mente migliorandone i sentimenti il quali avvertono il bene, il buono

l'estetica, l'ordine e l'armonia della perfezione.

Ed anche l'aspetto religioso ammette che Idio e sottoposto a metamorfosi. La teologia storica e quella

corrente hanno sempre visto entrambe l'uomo totalmente sottomesso e spesso vittima

di una sacralita' che prevale sull'uomo anziche' aiutarlo.

Ed e' impensabile che a causa della metamorfosi tutto cambia ma la teologia rimane la stessa

da centinaia di anni.

Secondo l'amplificazione dell'intelligenza la sacralita' della perfezione

non e' intesa come una entita' superiore che schiaccia sull'uomo per cui prevale.

ma la sacralita' inspira la mente e agisce come un partner in un sodalizio il quale "partecipa" a migliorare la vita.


Spiegare come "Dio funziona" e' fede nell'amore per Idio ma e' anche la scienza che indica una influenza reciproca

della sacralita' con la mente.

Il senso religioso insito nell'uomo non deve portare l'uomo ad essere vittimizzato da un qualcosa

che predomina ma il senso religioso dove essere anche utile a capire mediante intelligenza il controllo

dei fenomeni sacri e naturali nella realta'.

L'uomo ha la sua propria vita da proteggere contro il disordine, contro cio' che e' deviato e le malattie

incurabili.

Il compito dell'arte deve essere avverso e contrario alle tragedie le quali al massimo rimangono dei

documenti di comportamento e l'arte stessa viene indicata dall'amplificazione dell'intelligenza come

una manifestazione della spiritualita' della perfezione che non rimane limitata e circoscritta nell messaggio artistico

ma produce azione perche' la gloria vivifica della perfezione e' movimento. ###

(continua)
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