Ha senso in fotografia parlare di "colori reali"

Le tecniche, i segreti, l'evoluzione

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Messaggioda effelara » lun 14 dic 2009 23:55

.....magari una comunità di recupero..... :-)

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Insisti peò cambia metodo

Messaggioda DALLARGINE ENRICO » mar 15 dic 2009 00:27

effelara ha scritto:.....magari una comunità di recupero..... :-)


Ti ho detto che non devi gettare tutto.
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Messaggioda effelara » mar 15 dic 2009 21:56

effelara ha scritto:Per Enrico
Queste due stampe secondo te,una a mano e una in laboratorio(a parte l'orizzonte molto inclinato),sono entrambe errate,entrambe corrette,o una corretta e una no?

non c'è nessuno che vuole commentare le due stampe?

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Messaggioda bucasa » mer 16 dic 2009 20:26

effelara ha scritto:buttare la camera oscura con tank bacinelle e pinzette sarebbe come buttare un po' della mia vita,ciao


Io non le ho affatto "buttate". Le ho solo "collocate a riposo". :fischio:

Io ci ho passato i migliori anni dentro la mia camera oscura, era il mio mondo. Ma non possiamo far finta di non vedere il tempo che passa. La tecnologia fa passi da gigante ogni minuto e tutto ne trae giovamento: dalla medicina all'arte. Capisco che tu sia affezionato alla fotografia tradizionale (non chiamiamola analogica, è così brutto!), ma quella digitale ci mette a disposizione strumenti che prima ce li potevamo solo sognare.
Non demonizziamola, è semplicemente una tecnologia come tante che quotidianamente usiamo.
D'altra parte nel passaggio da tradizionale a digitale, il momento dello scattare è rimasto uguale; è cambiato il modo di sviluppare la foto. Non c'è più la chimica della camera oscura, c'è il computer, questo strumento diabolico che sembra saper fare di tutto. Ma vuoi mettere l'immediatezza del risultato? Vedere sul monitor costantemente la tua fotografia prendere corpo, così malleabile sotto gli input del tuo mouse, senza risentire di temperature, di umidità, della luce, come accadeva con la pellicola, è di una comodità assoluta. Che niente toglie alla creatività, anzi, le permette di rivelarsi ancor di più.

E' naturale che, poi, la nostalgia ogni tanto ci prende. Anche io venderei la mia anima per tornare ai tempi in cui non c'erano computer e telefonini, ai tempi in cui ci si divertiva a giocare a pallone per le strade o a scarrozzare su traballanti carretti che ci costruivamo con le nostre mani.
Ma, purtroppo, non si può.
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Messaggioda effelara » mer 16 dic 2009 21:57

beh,io vorrei resistere ancora qualche anno...
ciao :-)

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Messaggioda effelara » gio 17 dic 2009 00:13

e se ti dicessi prendi due rullini a colori,scatta delle belle foto e vieni a casa mia che li sviluppiamo e stampiamo insieme,cosa risponderesti?
Non ti incuriosisce un po' come si può giocare con i colori in camera oscura?
In effetti il colore è una mia fissazione,sarebbe stato facilissimo ad esempio raddrizzare l'orizzonte cambiando leggermente il taglio della foto che ho postato,ma quasi non ci ho fatto caso ho subito ,e solo ,pensato al colore e l'ho presentata al concorso così.
ciao
Raffaele

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Messaggioda bucasa » gio 17 dic 2009 00:58

effelara ha scritto:e se ti dicessi prendi due rullini a colori,scatta delle belle foto e vieni a casa mia che li sviluppiamo e stampiamo insieme,cosa risponderesti?
Non ti incuriosisce un po' come si può giocare con i colori in camera oscura?


Vedi, Raffaele, il piacere della camera oscura l'ho provato anch'io. Da me non sentirai mai dire che quella fotografia (la Fotografia) non è valida al confronto con il digital imaging (come correttamente qualcuno già chiama).
Io dico, solo, che con il passare degli anni, il progresso ha cambiato il modo di fare immagini. Solo questo e niente più.
Posso anche dire, se ti fa piacere, che se si vuole ottenere il massimo in termini di qualità si deve fotografare con la pellicola e che il digitale deve farne ancora di strada prima di potersi almeno avvicinare alla perfezione di una Kodachrome. Ma con i tempi tutto è cambiato. La prima a dichiarare l'obsolescenza della fotografia tradizionale è stata la stessa Kodak, mettendo fuori produzione la sua pellicola migliore, così come la stessa Kodak è stata una delle prime ditte al mondo ad adottare e perfezionare la nuova tecnologia digitale.

effelara ha scritto:(...) sarebbe stato facilissimo ad esempio raddrizzare l'orizzonte cambiando leggermente il taglio della foto che ho postato,ma quasi non ci ho fatto caso ho subito ,e solo ,pensato al colore e l'ho presentata al concorso così.
ciao
Raffaele


Male! Un fotografo deve tenere presenti e utilizzare tutti gli elementi di una fotografia, e la composizione dell'immagine è forse il più importante. Se così non fosse, ne uscirebbe fuori un lavoro "zoppo", non equilibrato. Quando si scatta la fotografia, per prima cosa si deve osservare e comporre la scena nel mirino, con la massima attenzione, perché è in quel momento che si realizza buona parte del risultato finale. L'orizzonte non lo si deve raddrizzare; l'orizzonte deve essere già perfetto al momento dello scatto.
Proprio tu, che sei un sostenitore della fotografia tradizionale, dovresti fare molta attenzione al mirino, utilizzare tutta la superficie del fotogramma, per non intervenire, poi, con tagli e raddrizzamenti vari. E anche il colore lo devi già valutare in quel momento, per poter intervenire al minimo in camera oscura.

Fondamentalmente, devi riuscire a sapere già prima dello scatto come la tua fotografia verrà, tenendo presenti tutte le variabili che la condizionano, sensibilità della pellicola, latitudine di posa, tipo di lettura dell'esposimetro, qualità della luce presente, collocazione del/dei soggetti nell'inquadratura, eccetera.

E se sai fare tutte queste cose, non avrai difficoltà ad utilizzare sia la fotografia tradizionale che quella digitale, poiché il fine ultimo delle due tecnologie è lo stesso: creare una immagine a partire da un soggetto ripreso con un apparecchio fotografico.

effelara ha scritto:e se ti dicessi prendi due rullini a colori,scatta delle belle foto e vieni a casa mia che li sviluppiamo e stampiamo insieme,cosa risponderesti?


Che se mi fai venire i colori falsati come quelli della fotografia che hai postato nell'altra pagina, mi ripaghi non solo i rullini, ma tutto il danno artistico/morale causato. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Un rullino sviluppato male è irrimediabilmente perduto; una scheda di memoria, non necessitando del passaggio dello sviluppo chimico, contiene sempre immagini non deteriorate dal trattamento sbagliato e, quindi, sempre utilizzabili.
(Uno dei punti di forza del digitale!)
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Messaggioda effelara » gio 17 dic 2009 01:32

Sui tagli e raddrizzamenti sono d'accordissimo la fotografia deve essere ben fatta al momento dello scatto e non poi intervenire,questo per me non vale però per i colori.
Entambe le cose, colore e luce al momento dello scatto,ed INTERPRETAZIONE del colore in stampa sono importanti.
Falsati i colori? anche quelli del laboratorio(2à foto in basso)sono "falsati",specie trattandosi di un'alba,e da 10 buoni laboratori avrei 10 falsature diverse,essendo un alba,cioe una situazione di luce(come anche il tramonto)dove il meccanismo automatico di analisi del negativo è messo in difficoltà ,ingannato.Sono colori interpretati,sia a mano che in laboratorio.Comunque potresti portarti i rollini già sviluppati
e non rischiare nulla.
ciao

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Messaggioda effelara » gio 17 dic 2009 02:03

e poi si può intervenire anche lievissimamente sulle tenui sfumature dando esattamente il tono voluto,e ti assicuro che il colore in camera oscura è fantastico

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Messaggioda effelara » gio 17 dic 2009 02:24

in effetti un po' di rischio di rovinare le foto, sbagliando lo sviluppo del negativo,c'è,ma e soprattutto quello di usare un rivelatore indebolito,se è fresco come un uovo non c'è rischio.
Il colore si elabora nella stampa però, poco o niente sul negativo( comunque per prudenza i negativi del matrimonio di mio fratello li ho fatti sviluppare in laboratorio,salvandoli).
Questo potrebbe essere un altro argomento di discussione,ciè se si conserva meglio nel tempo un negativo o un file.
ciao

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Messaggioda effelara » gio 17 dic 2009 04:18

ho dimenticato di precisare che il negativo delle due stampe in questione è stato per comodità sviluppato in laboratorio e quindi standard come la stampa in basso.

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Messaggioda effelara » gio 17 dic 2009 06:14

la foto è del marzo scorso e anche la successiva stampa ,e i colori che mi sembra(o che voglio)di ricordare ,anche adesso, sono molto molto più vicini alla stampa in alto
della camera oscura

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Messaggioda bucasa » gio 17 dic 2009 20:30

E' inutile! :xd:
Comunque vuoi ragione tu. Ma io nel mio intervento non ti ho dato torto, ho semplicemente rilevato una realtà e cioè che la fotografia tradizionale è stata quasi completamente soppiantata da quella digitale.
Se tale realtà tu non la vuoi accettare è un altro paio di maniche. Tu resterai sempre della tua convinzione (che, ripeto, è condivisibile), mentre il resto del mondo va verso nuove frontiere tecnologiche e, di conseguenza, espressive.


Per restare un momentino in tema con il thread, voglio dire che non ha senso di parlare di colori reali in fotografia, in quanto i colori sono riprodotti per mezzo di artifici e che, appunto tali, non restituiranno mai l'esatto colore fotografato, ma qualcosa di una tinta diversa in conseguenza dell'artificio impiegato per riprodurlo.
Non solo, ma la diversa risposta alle luci - che hanno sia la pellicola che il sensore - fa sì che temperatura di colore e/o dominanti cromatiche introdotte da una sorgente di luce vadano a modificare la reale riproduzione dei colori presenti in una scena fotografata.

Tu che sei un aficionado della pellicola a colori, sai benissimo che ne esistono fondamentalmente di due tipi: quelle per luce diurna, che hanno la migliore resa quando utilizzate con luci con temperatura colore di 5.500°K, e quelle per luce artificiale al tungsteno, che hanno la migliore resa quando utilizzate con luci con temperatura colore di 3.400°K (tipo A) e di 3.200°K (tipo B).

Se la temperatura di colore della luce presente sulla scena è diversa da quella per cui è stata tarata la pellicola, non si avrà l'esatta riproduzione dei colori, e tu sai benissimo che (parlando della pellicola per luce diurna) poche sono le situazioni in cui la luce naturale assumerà la temperatura precisa per cui la pellicola è stata tarata.
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Messaggioda Marik » gio 17 dic 2009 23:17

secondo il mio punto di vista e obiettivamente parlando è fondamentale parlare di colori reali in fotografia! Appartengo alla categoria di quelle che fotografano con la pellicola e devo dire che la foto è totalmente diversa dalla fotografia digitale sia per quanto riguarda i colori sia per la profondità di campo che per la veridicità delle immagini hai come la sensazione di guardare attraverso una finestra. La foto digitale invece essendo costituita da tutti questi pixel dà all'immagine una freddezza impressionante si ha come la sensazione di sfogliare una rivista.......... questo ovviamente è il mio parere. Marika
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Messaggioda effelara » ven 18 dic 2009 00:04

x bucasa : non voglio avere sempre ragione,ho solo cercato pacatamente di discutere

x Marik : è da quando ho cominciato a scrivere in questo forum che parlo della freddezza impressionante dei colori digitali
meno male che non sono l'unico ad accorgermene.

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