OK. Ma è un serpente che si morde la coda. Secondo me si valorizza un patrimonio anche in forma di monito, ovvero proponendo immagini in cui il Bello e il Buono dei comuni d’Italia vengono compromessi da discutibili interventi umani. Nella foto un albero, appena ucciso, sta crollando a terra. E io ne ho raccolto il grido. Se si potesse, proporrei una foto trisezionale: nel primo scomparto metterei la pineta com’era, nel secondo quella con gli alberi abbattuti, nella terza il progetto del nuovo palazzo del cinema (già definito “il sasso” per la sua bruttezza).
@Pas64. Sta per scivolare in acqua proprio perché, con il suo peso, ha inclinato la barena e l’orizzonte tutto. Ho comunque da parte anche una versione della foto senza piani inclinati, con orizzonte orizzontale:- )
Per me una foto, come un’opera letteraria o un film eccetera, è interessante soprattutto se stimola qualche riflessione, non solo se “rasserena” e… “seda” (cfr. l’arte come anestetico sociale).
Detto ciò, penso che riuscirò a sopravvivere anche se non vinco i 600 euro previsti per ogni sezione*-°
@Pas64. Come ho già scritto in un altro commento, secondo me un panorama deve essere in qualche modo personalizzato, altrimenti avremmo solo una serie di piatte e ovvie cartoline. Lo scopo del concorso è forse quello di dimostrare con immagini che l’Italia con tutti i suoi comuni è solo una felice (Pen)isola Che Non C’è? Dal regolamento non risulta:-/
@Virus9: se un “panorama” non venisse in qualche modo personalizzato, avremmo solo una serie di cartoline anonime. Non a caso ho intitolato la mia foto “SACRO E PROFANO A VENEZIA ALLA FESTA DEL REDENTORE”. Panorama sì, ma non necessariamente il più ovvio o quello di “tutti i giorni”.
@Di Bello. Insomma non vuoi accettare l’idea che si possa scegliere, come soggetto: “Panorama del cielo di Venezia” con l’elemento campanile a suggerire il comune°-* (senza quella punta di campanile, il cielo della mia foto potrebbe appartenere a qualunque altro comune)
@ Macmamauri. Come ho già scritto, ne ero all’oscuro. Temo che chiunque passi davanti a quella vetrina, vedendo il riflesso di un simile spettacolo riflesso nel vetro a specchio, provi la tentazione di scattare una foto. Forse il primo di noi tre ad avere avuto la stessa pensata avrebbe dovuto infrangere la vetrina per garantirsi dal rischio di genialate analoghe alle sue… Comunque anche di vedute di Venezia reale anziché riflessa in uno specchio ce ne sono a bizzeffe molto simili:- )
@ Cassol. Hai ragione, ma non ne sapevo nulla. Chiunque passi davanti a quella vetrina a specchio armato di macchina fotografica non può resistere alla tentazione di una foto, immagino…
@ Di Bello. Vera la storia dei “contraints”. Quella che manca nel regolamento, forse, è una definizione univoca di “panorama”: deve abbracciare un intero comune, visto che siamo su comuni-italiani.it ? o anche solo una sua parte? … necessariamente dall’alto verso il basso? eccetera. Ciao
Grazie Massimo. Gentilissimo. Epperò non capisco molto il senso di questa restrizione alla creativita. La foto, a dire il vero, non contiene solo un riflesso, ma un tratto di fondamenta delle Zitelle (isola della Giudecca) con una vetrina il cui vetro riflette, esso sì, il canale su cui la fondamenta si affaccia (”fondamenta”, qui a Venezia, è una strada che fiancheggia l’acqua) e anche un tratto dei notissimi elementi architettonici posti sull’altra sponda…
@ albatros. Quindi dai ragione a me: “tutto” va inteso come “un insieme più o meno grande” che un occhio abbraccia ammirato in un dato momento, non importa se dall’alto in giù o dal basso in su. Aggiungo che il soggetto della mia foto non è l’”evento” del Carnevale in sé, ma la suggestione di una “concavità di cielo” riempita in quel momento - ai miei occhi di fotografo - dalla punta del campanile di San Marco e da una magica figuretta appesa a un pallone luminoso. Una “porzione” capace di suggerire un mondo intero*-°.
OK. Ma è un serpente che si morde la coda. Secondo me si valorizza un patrimonio anche in forma di monito, ovvero proponendo immagini in cui il Bello e il Buono dei comuni d’Italia vengono compromessi da discutibili interventi umani. Nella foto un albero, appena ucciso, sta crollando a terra. E io ne ho raccolto il grido. Se si potesse, proporrei una foto trisezionale: nel primo scomparto metterei la pineta com’era, nel secondo quella con gli alberi abbattuti, nella terza il progetto del nuovo palazzo del cinema (già definito “il sasso” per la sua bruttezza).
@Vale e btonin. Grazie mille. Troppo buoni.
@Pas64. Sta per scivolare in acqua proprio perché, con il suo peso, ha inclinato la barena e l’orizzonte tutto. Ho comunque da parte anche una versione della foto senza piani inclinati, con orizzonte orizzontale:- )
Per me una foto, come un’opera letteraria o un film eccetera, è interessante soprattutto se stimola qualche riflessione, non solo se “rasserena” e… “seda” (cfr. l’arte come anestetico sociale).
Detto ciò, penso che riuscirò a sopravvivere anche se non vinco i 600 euro previsti per ogni sezione*-°
@Pas64. Come ho già scritto in un altro commento, secondo me un panorama deve essere in qualche modo personalizzato, altrimenti avremmo solo una serie di piatte e ovvie cartoline. Lo scopo del concorso è forse quello di dimostrare con immagini che l’Italia con tutti i suoi comuni è solo una felice (Pen)isola Che Non C’è? Dal regolamento non risulta:-/
@Virus9: se un “panorama” non venisse in qualche modo personalizzato, avremmo solo una serie di cartoline anonime. Non a caso ho intitolato la mia foto “SACRO E PROFANO A VENEZIA ALLA FESTA DEL REDENTORE”. Panorama sì, ma non necessariamente il più ovvio o quello di “tutti i giorni”.
@ Di Bello. P.S. Il cielo di un comune fa parte del comune o il comune finisce dove inizia l’aria? (Cfr. Questioni di lana caprina)*-°
@ Virusd9. Sto solo insistendo con i commenti, non con altre foto analoghe (ne avrei di strepitose).[snip]
@Di Bello. Insomma non vuoi accettare l’idea che si possa scegliere, come soggetto: “Panorama del cielo di Venezia” con l’elemento campanile a suggerire il comune°-* (senza quella punta di campanile, il cielo della mia foto potrebbe appartenere a qualunque altro comune)
@ Marivodo. Ah sì, l’avevo letto. Solo che, lì per lì, ho pensato a un allegato alla risposta di Di Bello delle 16.33, come si usa con le mail*-°
Allegato A ? E ‘ndo sta?
@ Macmamauri. Come ho già scritto, ne ero all’oscuro. Temo che chiunque passi davanti a quella vetrina, vedendo il riflesso di un simile spettacolo riflesso nel vetro a specchio, provi la tentazione di scattare una foto. Forse il primo di noi tre ad avere avuto la stessa pensata avrebbe dovuto infrangere la vetrina per garantirsi dal rischio di genialate analoghe alle sue… Comunque anche di vedute di Venezia reale anziché riflessa in uno specchio ce ne sono a bizzeffe molto simili:- )
Grazie Bernardo. Un 10+ fa sempre piacere*-°
@ Cassol. Hai ragione, ma non ne sapevo nulla. Chiunque passi davanti a quella vetrina a specchio armato di macchina fotografica non può resistere alla tentazione di una foto, immagino…
@ Di Bello. Vera la storia dei “contraints”. Quella che manca nel regolamento, forse, è una definizione univoca di “panorama”: deve abbracciare un intero comune, visto che siamo su comuni-italiani.it ? o anche solo una sua parte? … necessariamente dall’alto verso il basso? eccetera. Ciao
Grazie Ginny07. Tu sì che mi capisci:- )
Grazie Massimo. Gentilissimo. Epperò non capisco molto il senso di questa restrizione alla creativita. La foto, a dire il vero, non contiene solo un riflesso, ma un tratto di fondamenta delle Zitelle (isola della Giudecca) con una vetrina il cui vetro riflette, esso sì, il canale su cui la fondamenta si affaccia (”fondamenta”, qui a Venezia, è una strada che fiancheggia l’acqua) e anche un tratto dei notissimi elementi architettonici posti sull’altra sponda…
Che sono i FC? Roba che se magna? La foto è stata scattata proprio oggi pomeriggio alla Giudecca.
Comunque: nel titolo manca “su” (su un vetro). Come posso rimediare?
è un complimento indiretto? io ho fatto solo clic dopo aver inquadrato la veduta. il resto è venuto da sé.
@ albatros. Quindi dai ragione a me: “tutto” va inteso come “un insieme più o meno grande” che un occhio abbraccia ammirato in un dato momento, non importa se dall’alto in giù o dal basso in su. Aggiungo che il soggetto della mia foto non è l’”evento” del Carnevale in sé, ma la suggestione di una “concavità di cielo” riempita in quel momento - ai miei occhi di fotografo - dalla punta del campanile di San Marco e da una magica figuretta appesa a un pallone luminoso. Una “porzione” capace di suggerire un mondo intero*-°.
Parli davvero a nome di tutti o di te stesso? Per me una foto è interessante ***solo*** se non è piatta e banale.