25 maggio 2012 alle 23:03

Piazza San Pietro detta Colesanti e finalmente ci sono stato anche io…

di gianniB (Bagnoregio, Lazio. Piazze. Categoria A) - In Gara

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Visite: 145. Candidata il 23 maggio 2012 23:02

Risultato voto a scrutinio: 27.74 (Scrutinio: 230°; Totale: 2502°)
Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 18/27 (67%); 2° = 17/28 (61%); 3° = 25/54 (46%); 4° = no;

Civita venne fondata 2500 anni fa dagli Etruschi. Sorge su una delle più antiche vie d’Italia, congiungente il Tevere (allora grande via di navigazione dell’Italia Centrale) e il lago di Bolsena. All’antico abitato di Civita si accedeva mediante cinque porte, mentre oggi la porta detta di Santa Maria o della Cava, costituisce l’unico accesso al paese. La struttura urbanistica dell’intero abitato è di origine etrusca, costituita da cardi e decumani secondo l’uso etrusco e poi romano, mentre l’intero rivestimento architettonico risulta medioevale e rinascimentale. Numerose sono le testimonianze della fase etrusca di Civita, specialmente nella zona detta di San Francesco vecchio; infatti nella rupe sottostante il belvedere di San Francesco vecchio è stata ritrovata una piccola necropoli etrusca. Anche la grotta di San Bonaventura, nella quale si dice che San Francesco risanò il piccolo Giovanni Fidanza, che divenne poi San Bonaventura, è in realtà una tomba a camera etrusca. Gli etruschi fecero di Civita (di cui non conosciamo l’antico nome) una fiorente città, favorita dalla posizione strategica per il commercio, grazie alla vicinanza con le più importanti vie di comunicazione del tempo. Del periodo etrusco rimangono molte testimonianze: di particolare suggestione è il cosiddetto “Bucaione”, un profondo tunnel che incide la parte più bassa dell’abitato, e che permette l’accesso, direttamente dal paese, alla Valle dei Calanchi. In passato erano inoltre visibili molte tombe a camera, scavate alla base della rupe di Civita e delle altre pareti di tufo limitrofe che purtroppo furono in gran parte fagocitate, nei secoli, dalle innumerevoli frane. Del resto, già gli stessi Etruschi dovettero far fronte ai problemi di sismicità e di instabilità dell’area, che nel 280 a.C. si concretarono in scosse telluriche e smottamenti. All’arrivo dei romani, nel 265 a.C., furono riprese le imponenti opere di canalizzazione delle acque piovane e di contenimento dei torrenti avviate dagli etruschi.
Fonte wikipedia


4 commenti a “Piazza San Pietro detta Colesanti e finalmente ci sono stato anche io…”

  1. gemma greg scrive:

    Se possibile ancora più suggestivo questo angolo di piazza con una profusione di dettagli architettonici di varie epoche su questa foto stupenda. Che dire di quelle finestre vuote, beanti come delle ferite aperte in contrasto con il cielo di un blu che è un inno alla gioia, alla gioia di vivere. Peccato si tratti proprio di una città che muore…
    sperando trovino il modo di arrestare i movimenti franosi e l’erosione in tempo per salvarla.

  2. gianniB scrive:

    …superato il ponte, dopo il tratto in salita, varcata l’unica porta d’ingresso si entra in questa piazzetta, davvero particolare e ci si accorge di entrare nel passato, un pò deturpato dalle accozzaglie turistiche di souvenir, ombrelloni e oggetti vari, ma comunque ti senti fuori dal tempo, si chiamava “paese che muore” ma oggi non è proprio così… ristoranti e negozi sono diventati i proprietari degli spazi, pochi sono gli abitanti, come qualcuno che ha trasformato le antiche case in residenza, e se arrivi in fondo, dietro la chiesa e dopo la piazza del pozzo trovi generalmente una vecchietta che ti invita ad entrare nel suo giardino che ha trasformato in museo all’aperto con i suoi cimeli di tutte le epoche, il giardino termina con una terrazza sull’orrido, uno strapiombo impressionante con la vista sul cratere di calanchi al cui centro vi è Civita, non si può non fare un’offerta alla vecchietta che trae beneficio così dai turisti, e non ho resistito a fotografarla solitaria davanti alla sua casa…

  3. gemma greg scrive:

    grazie GianniB per questa deliziosa spiegazione, sono contenta che riviva questo luogo pur conservando la sua genuinità. La stessa genuinità che hai trovato nella vecchietta ed il suo giardino di cimeli (un paradiso i cimeli, dei tesori del passato che sono appartenuti a delle persone ed hanno una storia). Mi ricorda la signora Luigia molto molto anziana, continuava a vivere da sola ad Erto vecchia con il suo gatto, il suo canarino ed i suoi fiori, in mezzo a tante case abbandonate, stava seduta su di uno sgabello basso a confezionare “scarpèts” tipica scarpetta friulana fatta a mano che ad Erto ha pure un altro nome dialettale che non ricordo. Le avevo fatto anch’io una foto mentre cuciva e gliel’ avevo spedita a casa. Anche Erto vecchia ora sta vivendo una rinascita, non so se la signora Luigia sia ancora in vita. Seguirò le tue pagine nelle prox. settimane per le altre versioni. buona domenica.

  4. gemma greg scrive:

    Intendevo le altre versioni del ponte. Vado a fare colazione vedo che perdo il filo dalle 6.00 ca. che guardo foto.

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