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	<title>Concorso Fotografico &#187; ilya</title>
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		<title>ponte sant&#8217;angelo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 22:05:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ponte Sant&#8217;Angelo (nome ufficiale: ponte S. Angelo), noto anche come pons Aelius (ponte Elio), pons Hadriani (ponte di Adriano) o ponte di Castello,è un ponte che collega piazza di Ponte S. Angelo al lungotevere Vaticano, a Roma, nei rioni Ponte e Borgo. Fu costruito a Roma nel 134 dall&#8217;imperatore Adriano per collegare alla riva sinistra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ponte Sant&#8217;Angelo (nome ufficiale: ponte S. Angelo), noto anche come pons Aelius (ponte Elio), pons Hadriani (ponte di Adriano) o ponte di Castello,è un ponte che collega piazza di Ponte S. Angelo al lungotevere Vaticano, a Roma, nei rioni Ponte e Borgo.<br />
Fu costruito a Roma nel 134 dall&#8217;imperatore Adriano per collegare alla riva sinistra il suo mausoleo. Si tramanda il nome dell&#8217;architetto Demetriano.</p>
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		<title>piazza grande</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 12:28:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Piazza Grande di Arezzo, nota anche come Piazza Vasari, ha uno sviluppo planimetrico trapezoidale e fortemente inclinato. Il lato Ovest della Piazza è caratterizzato sia da uno stile romantico dovuto all&#8217;abside della Pieve di Santa Maria, che dallo stile barocco del Palazzo del Tribunale. Nel medesimo lato vi è inoltre una splendida fontana pubblica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Piazza Grande di Arezzo, nota anche come Piazza Vasari, ha uno sviluppo planimetrico trapezoidale e fortemente inclinato.<br />
Il lato Ovest della Piazza è caratterizzato sia da uno stile romantico dovuto all&#8217;abside della Pieve di Santa Maria, che dallo stile barocco del Palazzo del Tribunale. Nel medesimo lato vi è inoltre una splendida fontana pubblica e l&#8217;elegante palazzo della Fraternita dei Laici, caratterizzato da tre differenti stili, rispettivamente: gotico nella parte più bassa, rinascimentale in quella centrale e tardo-rinascimentale nella parte più alta.<br />
Il lato Nord di Piazza Grande di Arezzo, denominata anche Piazza Vasari dal nome dell&#8217;architetto che progettò nel 1573 d.C. il Palazzo delle Logge, ospita a Sud-Est il Palazzo Lappoli composto da edifici di altezza differente e dotato di un ballatoio in legno. Nella parte Sud-Ovest vi è la casatorre dei Cofani, chiamata anche Cofani-Brizzolari a causa della fusione tra la Torre Faggiolana e l&#8217;edificio a sé adiacente.<br />
Sul perimetro della piazza si erge il campanile con l&#8217;orologio che scandisce il movimento del sole e le Fasi lunari realizzato da Felice da Fossato nel 1552 d.C.<br />
Tra le manifestazioni che si svolgono nella Piazza Vasari sono da ricordare la Giostra del Saracino, che rievoca con cadenza biennale la storia medioevale della città, con una gara tra cavalieri al galoppo e un corteo storico composto da trecento figuranti e sbandieratori e la mensile fiera Antiquaria nata nel 1968 ad opera di Ivan Bruschi in cui i collezionisti di tutta Italia si danno appuntamento fra Piazza Grande, via dei Pileati, Corso Italia, via Cavour, Piazza San Francesco per esporre dipinti, orologi, stampe antiche, libri, stoffe ed oggetti in rame o in ferro.</p>
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		<title>ponte dei trepponti</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 13:27:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Simbolo di Comacchio,uno dei centri maggiori del delta del Po.Voluto nel 1634 dal Cardinale Giovan Battista Pallotta e progettato dall&#8217;Architetto ravennate Luca Danese, è il monumento più conosciuto e visitato del centro storico. E&#8217; formato da cinque scalinate (tre anteriori e due posteriori) e da cinque archi a tutto sesto sotto i quali scorrevano cinque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Simbolo di Comacchio,uno dei centri maggiori del delta del Po.Voluto nel 1634 dal Cardinale Giovan Battista Pallotta<br />
e progettato dall&#8217;Architetto ravennate Luca Danese,<br />
è il monumento più conosciuto e visitato del centro storico.<br />
E&#8217; formato da cinque scalinate (tre anteriori e due posteriori)<br />
e da cinque archi a tutto sesto sotto i quali scorrevano cinque canali. I ponti sono l&#8217;elemento qualificante del centro storico di Comacchio, dato che il centro abitato antico sorgeva su piccole isole collegate le une alle altre.</p>
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		<title>piazza della badia</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 15:06:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[una delle piazze del centro di Arezzo che ospita una delle chiese più importanti ricche di opere pittoriche di grande valore,la Badia si S.Flora e Lucilla.Eretta dai monaci benedettini nel XIII sec. è dedicata alle sante Flora e Lucilla, la chiesa si apre sull’omonima piazza della Badia, sede delle Poste granducali dal Seicento all’Ottocento inoltrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>una delle piazze del centro di Arezzo che ospita una delle chiese più importanti ricche di opere pittoriche di grande valore,la Badia si S.Flora e Lucilla.Eretta dai monaci benedettini nel XIII sec. è dedicata alle sante Flora e Lucilla, la chiesa si apre sull’omonima piazza della Badia, sede delle Poste granducali dal Seicento all’Ottocento inoltrato ed oggetto di un recente ripristino. Alla metà del Cinquecento l’edificio è stato completamente ristrutturato, su progetto del Vasari. L’attuale facciata è il risultato di un discusso restauro del primo Novecento, ispirato a moduli romanico-gotici; originali, invece, la grande bifora, parte del portale e della fiancata su via Cavour.Il caratteristico campanile ottagonale risale al 1650. L’interno, in stile manieristico, rivela la mano del Vasari.Di notevole interesse, a sinistra dell’ingresso, l’affresco di Bartolomeo della Gatta raffigurante S. Lorenzo (1476); a destra un grandioso Crocifisso, dipinto su tavola da Segna di Bonaventura (1319); vicino all’altare maggiore in legno, originariamente costruito dal Vasari per la Pieve di S. Maria, un ciborio marmoreo attribuito a Benedetto da Maiano.<br />
Senza dubbio però l&#8217;opera che la caratterizza principalmente<br />
è  la cupola, effetto illusionistico creato da una finta prospettiva dipinta su tela, opera di Andrea Pozzo (1702).Camminando orizzontalmente lungo lo spazio antistante all&#8217;altare si può notare infatti la finestra posta in alto al centro e le colonne stesse &#8220;spostarsi&#8221; come se fosse una cupola vera e propria.</p>
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		<title>piazza duomo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 12:28:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arezzo è un comune italiano di 100.447 abitanti, capoluogo dell&#8217;omonima provincia in Toscana.La città di Arezzo è situata alla confluenza di tre delle quattro vallate che compongono la sua provincia,il Casentino,il Valdarno,la Val di Chiana.Arezzo sorse in epoca pre-etrusca in una zona abitata fin dalla preistoria, come dimostra il ritrovamento di strumenti di pietra e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arezzo  è un comune italiano di 100.447 abitanti, capoluogo dell&#8217;omonima provincia in Toscana.La città di Arezzo è situata alla confluenza di tre delle quattro vallate che compongono la sua provincia,il Casentino,il Valdarno,la Val di Chiana.Arezzo sorse in epoca pre-etrusca in una zona abitata fin dalla preistoria, come dimostra il ritrovamento di strumenti di pietra e del cosiddetto &#8220;uomo dell&#8217;Olmo&#8221;, risalente al Paleolitico, avvenuto nei pressi della frazione dell&#8217;Olmo durante i lavori di scavo di una breve galleria della linea ferroviaria Roma-Firenze nel 1863.<br />
Le feste proprie della città sono quelle del patrono San Donato, il 7 agosto e quella della Madonna del Conforto il 15 febbraio. Il 10 gennaio si festeggia il Beato Gregorio X, compatrono della città.Ogni prima domenica del mese e il sabato precedente si tiene nel centro storico la &#8220;Fiera antiquaria&#8221;. Il 9, 10 e 11 settembre di ogni anno si tiene la &#8220;fiera di settembre&#8221; (Fiera del Mestolo).<br />
L&#8217;ultima settimana di agosto si svolge un concorso corale polifonico internazionale dedicato a Guido Monaco al quale partecipano cori di altissimo livello provenienti da tutto il mondo, nel 2007 ha ospitato il Gran Premio Europeo di Canto Corale.<br />
In autunno si svolge il Festival Internazionale &#8220;I Grandi Appuntamenti della Musica&#8221; organizzato dall&#8217;Ente Filarmonico Italiano con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il contributo dei principali enti territoriali.<br />
Piazza Duomo prende il nome dall&#8217;omonima chiesa,la cattedrale di San Donato (duomo)  situata al centro della piazza stessa.<br />
Posto sulla sommità del colle dove sorge la città, è posto sul sito di una chiesa paleocristiana e forse nel luogo dove anticamente sorgeva l&#8217;acropoli cittadina.La facciata fu costruita in arenaria tra il 1901 e il 1914 su disegno di Dante Viviani. La ricca decorazione scultorea fu opera di Giuseppe Cassioli, Enrico Quattrini e dello stesso Dante Viviani.Singolare è la storia del campanile, infatti quello attuale è il terzo campanile costruito per questa cattedrale. In principio il campanile era concepito per la costruzione attaccato alla Cattedrale, ma le vibrazioni del campanile durante il suono delle campane, danneggiava le vetrate eseguite da Guillaume de Marcillat; successivamente fu quindi iniziata la costruzione poco più lontana, ma una falda acquifera sotterranea ne minò la stabilità; infine fu costruito come struttura a se stante (posizione attuale) e solo successivamente fu unito alla Cattedrale mediante la realizzazione degli appartamenti dei custodi del Duomo.</p>
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		<title>piazza maggiore</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 22:00:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ una delle più antiche (iniziata nel XIII sec.), belle e vaste piazze d’Italia;attualmente misura 115 m in lunghezza e 60 m in larghezza. Qui si adunavano le folle per ascoltare le leggi, i proclami, le decisioni del governo, le sentenze capitali, che venivano comunicate dalla balconata del Palazzo del Podestà. Inoltre, si facevano tornei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ una delle più antiche (iniziata nel XIII sec.), belle e vaste piazze d’Italia;attualmente misura 115 m in lunghezza e 60 m in larghezza. Qui si adunavano le folle per ascoltare le leggi, i proclami, le decisioni del governo, le sentenze capitali, che venivano comunicate dalla balconata del Palazzo del Podestà. Inoltre, si facevano tornei di cavalieri, vi si davano feste popolari con &#8220;alberi della cuccagna&#8221; e spettacoli di burattini; circa 100 anni fa P.zza Maggiore accoglieva i banchi di verdura ed ogni settimana si teneva il mercato.</p>
<p>Essa è delimitata:</p>
<p>sul lato nord dal complesso degli edifici più antichi composto dal Palazzo del Podestà, Palazzo Re Enzo e Palazzo del Capitano del Popolo, sotto i quali si incrocia il voltone del Podestà;<br />
sul lato ovest dal Palazzo Comunale, composto dal Palazzo d’Accursio e dal contiguo Palazzo del Legato;<br />
sul lato sud dalla Basilica di S. Petronio e dal Palazzo dei Notai;<br />
sul lato est dal Palazzo dei Banchi.<br />
La costruzione di Piazza Maggiore iniziò nel 1.200 con lo scopo di creare uno spazio che potesse accogliere il mercato cittadino, ma solo due secoli dopo, dal 1.400 in poi, ebbe la sua configurazione attuale. E attraverso i secoli questa piazza ha anche accumulato alcuni piccoli segreti che solo un viaggiatore attento può scoprire!</p>
<p>Uno di questi riguarda il pavimento della piazza, caratterizzato dalla presenza del ‘crescentone&#8217;, una piattaforma pedonale rialzata, che dal 21 aprile del 1945 custodisce una particolarità: camminando sul lato est, di fronte al Pavaglione, puoi notare che il gradino è rovinato, come smussato e sai perché nessuno ha mai voluto rimetterlo a posto? Perché a danneggiare il crescentone in quel punto è stato un carro armato americano, proprio nel giorno in cui Bologna fu liberata dai nazi-fascisti. Quel gradino rotto è divenuto un piccolo luogo della memoria storica cittadina.<br />
Un&#8217;altra curiosità riguarda invece l&#8217;abitudine che fino a pochi decenni fa avevano tanti bolognesi, in genere ragazzi e uomini, di ritrovarsi all&#8217;angolo del Palazzo del Podestà con Piazza Maggiore, per discutere di sport e di politica: quel punto della piazza è ancora oggi noto come ‘angolo degli imbecilli&#8217;!Oggi Piazza Maggiore non ospita più il mercato settimanale, però resta comunque un luogo vivo, dove ci si incontra e dove si svolgono tanti eventi. Se, per esempio, capiti a Bologna nei giorni di fine anno, non perderti il tradizionale &#8216;Rogo del Vecchione&#8217;: nella notte di Capodanno infatti, a mezzanotte in punto in Piazza Maggiore si usa bruciare il ‘vecchione&#8217;, un enorme pupazzo in cartapesta che rappresenta l&#8217;anno che finisce.    </p>
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		<title>passerella sul reno</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 12:28:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Casalecchio di Reno Sorge sul Reno, fra la Pianura Padana e le colline dell&#8217;Eremo (Monte Capra) che costituiscono le pendici dell&#8217;Appennino Emiliano. Il territorio comunale confina con quello di Bologna. E&#8217; medaglia d&#8217;oro al merito civile.Recente costruzione è ponte della pace,una struttura in metallo che si erge in lunghezza a simulare una canna da pesca,situato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Casalecchio di Reno Sorge sul Reno, fra la Pianura Padana e le colline dell&#8217;Eremo (Monte Capra) che costituiscono le pendici dell&#8217;Appennino Emiliano. Il territorio comunale confina con quello di Bologna. E&#8217; medaglia d&#8217;oro al merito civile.Recente costruzione è ponte della pace,una struttura in metallo che si erge in lunghezza a simulare una canna da pesca,situato non lontano da uno dei parchi più belli,il Parco della Chiusa,ex parco Talon.Il Parco della Chiusa è costituito da quanto rimane dei possedimenti dei marchesi Sampieri Talon, che dal &#8217;600 costruirono ville e parco nei terreni di loro proprietà; l&#8217;attuale struttura del parco lascia intuire l&#8217;originaria progettazione: attorno alle due ville si estendeva un ampio giardino, costruito secondo i canoni della scuola francese del Le Notre, poi un piccolo giardino all&#8217;italiana, infine un vasto parco all&#8217;inglese che apriva scorci suggestivi sul fiume e sui campi e sui vigneti circostanti.<br />
Completavano il quadro un laghetto, statue, chioschi, e ambientazioni esotiche, secondo i gusti dell&#8217;epoca. Dietro le ville, sul ripido versante della collina, si estende il bosco, riserva di caccia e di legname.</p>
<p> 	Il parco ha conosciuto momenti di grande splendore mondano, in particolare nel &#8217;700, ed ha ospitato feste e personaggi celebri. Dal 1975 il parco è di proprietà comunale ed è stato aperto al pubblico, e anche se il tempo e la storia hanno inciso pesantemente, è ancora possibile immaginare gli antichi fasti nobiliari. Attualmente costituisce un inestimabile patrimonio pubblico, meta ogni giorno di centinaia di cittadini, con evidenze storiche e naturalistiche di grande valore.</p>
<p>Degna di nota dal punto di vista storico è anche la Chiusa di Casalecchio, di cui si è già fatto cenno. Il sottosuolo del Parco è inoltre attraversato da un acquedotto romano risalente al 100 a.c., tuttora funzionante e che conduce l&#8217;acqua del torrente Setta, captata una decina di chilometri più a monte, fino al centro di Bologna.</p>
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		<title>ponte di pace</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 16:22:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Casalecchio di Reno è un comune italiano di 35.513 abitanti della provincia di Bologna.Il nome del luogo, Casalecchio, è di origine romana: Casaliculum, che in latino medievale significa &#8220;piccolo agglomerato di case&#8221;.Diviso in due dal Fiume Reno, si stende ai piedi del Colle della Guardia (o di San Luca) ed è fiancheggiato parzialmente dalle colline [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Casalecchio di Reno è un comune italiano di 35.513 abitanti della provincia di Bologna.Il nome del luogo, Casalecchio, è di origine romana: Casaliculum, che in latino medievale significa &#8220;piccolo agglomerato di case&#8221;.Diviso in due dal Fiume Reno, si stende ai piedi del Colle della Guardia (o di San Luca) ed è fiancheggiato parzialmente dalle colline dell&#8217;Eremo (Monte Capra) che costituiscono le pendici dei primi colli dell&#8217;Appennino Emiliano.<br />
A distanza di due anni dall’inizio della guerra in Iraq, l‘Amministrazione Comunale di Casalecchio di Reno ha deciso di intitolare simbolicamente la Passerella sul fiume Reno “Ponte di Pace”, corredandola con la frase “Non di muri ha bisogno la terra, ma di ponti” pronunciata da Papa Gio-vanni Paolo II durante l’Angelus del 16 novembre 2003.<br />
Dichiarazione del sindaco Simone Gamberini:</p>
<p>“anche in anni recenti, la distruzione di ponti è stata l’esempio più evidente della violenza della guerra e dell’intolleranza etnica e religiosa. La creazione di ponti, ponti di pace, testimonia la volontà dell’amministrazione casalecchiese di realizzare, anche con piccoli gesti, le condizioni per un futuro di pacifica convivenza tra i popoli”. “La pace” prosegue il Sindaco “si costruisce giorno per giorno in una dimensione di reciproco scambio e di attività di cooperazione, senza l’applicazione di modelli precostituiti, ma attraverso una continua opera di coeducazione tra uomini e donne. I ponti rappresentano sia concretamente sia simbolicamente l’opportunità di incontrare, parlare, costruire insieme”.<br />
“La decisione dell’Amministrazione di intitolare la passerella alla pace” continua l’Assessore Mau-rizio Patelli “è un segno tangibile dell’impegno che abbiamo preso all’inizio del mandato e si pone in continuità con le altre iniziative già organizzate e in programma sullo stesso tema. L’intitolazione di questa struttura in particolare ha anche il significato di sostenere l’Ufficio per la Pace e le asso-ciazioni pacifiste del territorio che, in collaborazione con l’Amministrazione, lavorano ponendosi prima di tutto l’obiettivo di coinvolgere le giovani generazioni, le scuole, nella diffusione della cultu-ra della pace e della solidarietà”.</p>
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		<title>ponte sant&#8217;angelo</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 22:00:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ponte Sant&#8217;Angelo (nome ufficiale: ponte S. Angelo), noto anche come pons Aelius (ponte Elio), pons Hadriani (ponte di Adriano) o ponte di Castello, è un ponte che collega piazza di Ponte S. Angelo al lungotevere Vaticano, a Roma, nei rioni Ponte e Borgo. Fu costruito a Roma nel 134 dall&#8217;imperatore Adriano per collegare alla riva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ponte Sant&#8217;Angelo (nome ufficiale: ponte S. Angelo), noto anche come pons Aelius (ponte Elio), pons Hadriani (ponte di Adriano) o ponte di Castello, è un ponte che collega piazza di Ponte S. Angelo al lungotevere Vaticano, a Roma, nei rioni Ponte e Borgo.<br />
Fu costruito a Roma nel 134 dall&#8217;imperatore Adriano per collegare alla riva sinistra il suo mausoleo. Si tramanda il nome dell&#8217;architetto Demetriano.È il più bello e il più perfetto dei ponti romani: nessuna piena del Tevere lo ha mai danneggiato. Fin dall&#8217;epoca medievale fu la via più frequentata dai pellegrini diretti a San Pietro.<br />
Da qui, tra gli altri, passò Dante Alighieri venuto a Roma in occasione del giubileo del 1300.<br />
La tragedia dell&#8217;anno Santo del 1450, quando le spallette del ponte non resistettero alla pressione della folla e provocarono la caduta e la morte per annegamento di 150 persone, convinse papa Sisto IV ad eliminare le botteghe che restringevano il passaggio e a provvedere alla costruzione di un nuovo ponte, poco più a valle.<br />
L&#8217;ultimo abbellimento fu realizzato nel &#8217;600 con la sistemazione degli angeli disegnati da Bernini.<br />
Attraversando il ponte ci si trova al centro della storia: alle spalle la città medievale e la piazza che fu teatro di esecuzioni capitali sino alla fine dell&#8217; &#8217;800, di fronte la mole di Castel Sant&#8217;Angelo, sulla sinistra la Cupola di San Pietro e sulla destra ponte Umberto I e Palazzo di Giustizia, simboli di Roma Capitale.</p>
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		<title>ponte da via giotto</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 13:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilya</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Padova (Pàdoa o Pàoa in veneto, Patavium in latino) è un comune italiano di 214.125 abitanti, capoluogo dell&#8217;omonima provincia in Veneto. È il terzo comune della regione per popolazione e il più densamente popolato. Nei suoi dintorni si è venuta a creare un&#8217;importante area metropolitana che raggiunge i 433.760 abitanti.È oggi un importante centro economico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Padova (Pàdoa o Pàoa in veneto, Patavium in latino) è un comune italiano di 214.125 abitanti, capoluogo dell&#8217;omonima provincia in Veneto.<br />
È il terzo comune della regione per popolazione e il più densamente popolato. Nei suoi dintorni si è venuta a creare un&#8217;importante area metropolitana che raggiunge i 433.760 abitanti.È oggi un importante centro economico, uno dei più importanti e grandi centri di trasporti intermodali, anche fluviale, di tutta Europa e rappresenta attualmente il più grande interporto nel nord e centro Italia.La città è nata e si è sviluppata all&#8217;interno dei bacini idrografici dei fiumi Brenta e Bacchiglione che di conseguenza hanno fortemente condizionato il tessuto urbano (che donano a molti angoli della città scorci suggestivi[11]).<br />
In passato, tali corsi d&#8217;acqua erano fondamentali per l&#8217;economia cittadina, in particolar modo per la presenza di numerosi mulini e per la loro evidente funzione commerciale, secondariamente per congiungere la città con la vicina Venezia e gli altri centri della provincia di Padova. Inoltre, i canali hanno rappresentato a lungo un valido complemento delle opere di fortificazione della città. Le opere di ingegneria fluviale che si sono susseguite nel corso dei secoli, soprattutto per impulso del Magistrato alle Acque della Repubblica di Venezia, hanno permesso di ridurre il rischio di esondazioni che potessero interessare il tessuto urbano della città; gli ultimi grandi lavori risalgono però all&#8217;800. L&#8217;attuale, complesso, sistema di collegamenti e chiuse tra i canali cittadini è in grado di gestire e far defluire onde di piena anche significative, senza troppi rischi per la città. L&#8217;unica area che potrebbe eventualmente essere a rischio, e solo in presenza di piene di dimensioni eccezionali, è la zona sud-orientale di Terranegra (il cui nome è indicativo del fatto che anche nei secoli passati veniva spesso coinvolta dalle esondazioni).I corsi d&#8217;acqua cittadini principali sono:Brenta,Bacchiglione,canale di Battaglia,Canale Scaricatore,Tronco Maestro,Naviglio Interno,Canale Piovego,Canale Brentella</p>
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