GUIDA  Cervo

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==Collocazione Geografica==
 
==Collocazione Geografica==
 
Il Borgo di Cervo è ubicato nella Valle Steria, la più orientale di quelle situate nel territorio della Provincia di Imperia. Essa  è circoscritta a nord e a levante dalla valle del Torrente Merula, a ponente da quella dell’Evigno e a sud dal Mar Ligure. La Valle, costituita dal bacino del Torrente Cervo (o Steria) comprende anche i bacini minori dei rivi della Madonna, Bondai e  Schedassi. La massima quota della valle è rappresentata dal Monte Ceresa, che tocca i 913 metri di altitudine e dalle cui pendici nasce il torrente Cervo  (da:Gandolfo A., La Provincia di Imperia, Vol. I, pag 325, ed. Blu).
 
Il Borgo di Cervo è ubicato nella Valle Steria, la più orientale di quelle situate nel territorio della Provincia di Imperia. Essa  è circoscritta a nord e a levante dalla valle del Torrente Merula, a ponente da quella dell’Evigno e a sud dal Mar Ligure. La Valle, costituita dal bacino del Torrente Cervo (o Steria) comprende anche i bacini minori dei rivi della Madonna, Bondai e  Schedassi. La massima quota della valle è rappresentata dal Monte Ceresa, che tocca i 913 metri di altitudine e dalle cui pendici nasce il torrente Cervo  (da:Gandolfo A., La Provincia di Imperia, Vol. I, pag 325, ed. Blu).
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==Ritratto della Città==
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Pochi versi di un poeta “cervese” che dipinge con le parole, l’essenza del Borgo, un “belvedere affacciato sul mare”.
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Cervo, uno dei “Borghi più Belli d’Italia”, ha conservato le sue originarie caratteristiche di Borgo medioevale, protetto da torri e mura cinquecentesche e circondato da verdi colline.
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Percorrendo l’Aurelia, Cervo, quasi a strapiombo sul mare, con la Chiesa di San Giovanni Battista o dei Corallini e con le case dai diversi colori pastello, tipici del paesaggio ligure, ti si para davanti, come un miraggio. 
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Cervo, praticabile solo a piedi, con il suo assetto medievale, i suoi edifici vecchi di secoli, i suoi suggestivi vicoli ciottolati, le sue piazzette dove trovi le botteghe artigiane di sempre, le sue case di pietra, l’antico Castello dei Clavesana, i suoi Palazzi storici,  ti fa rivivere un’epoca lontana. La piazza del Castello illuminata  dal sole vivifica ogni cosa: anche l’animo sembra trovare gioia e ristoro. In Piazza San Giovanni, la luce, i colori, il  panorama sul Golfo e la splendida Chiesa dei Corallini s’ impongono alla tua vista e ti affascinano. Ci si siede o ci si affaccia verso il mare ed, estatici, ci si immerge nel panorama.
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Cervo è simbolo di pace e tranquillità, di paesaggio grandioso e di ospitalità squisita.
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Il litorale è caratterizzato dalla presenza di piccoli stabilimenti balneari; per il resto, gli arenili e le scogliere sono liberi e discreti: l’unica voce che ascolti è quella del mare.
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A monte del paese, attorno a ruderi di epoche passate, boschi di pini e uliveti ricamano il paesaggio circostante, ti immergono in un clima dolce e di aria pura e salubre. Là dove l’espansione turistica non è arrivata sono rimasti intatti elementi del paesaggio costruiti con fatica dall’uomo e che hanno trasformato una terra originariamente selvaggia in un territorio coltivabile. Si tratta di muri a secco, detti “maxé” , nel dialetto locale, costruiti con pietre poste una sull’altra senza l’aiuto di malta. Lungo le terrazzate a secco sono state costruite “le caselle”, piccole costruzioni campestri utilizzate per il deposito degli attrezzi e per il ricovero temporaneo di persone e animali.
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Presentiamo Cervo come se fossimo guide turistiche che accompagnano i visitatori lungo uno dei percorsi possibili.
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Partendo dall’alto, si entra nel Borgo da Piazza Castello ove sorge il Castello dei Clavesana con le mura e la possente torre quadrata originaria. Entrando dal varco sul quale sèicca lo stemma della città, si entra in Piazza Santa Caterina, caratteristica e ridente dalla quale si accede all’interno del Castello ove ha sede lo IAT (Ufficio Informazioni Turistiche) e il Museo Etnografico del Ponente Ligure dedicato a Franco Ferrero. Nella sala sovrastante vengono ospitate mostre di artisti contemporanei.
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Proseguendo per Via Cavour in ciottolato, con case in pietra o dipinte di rosa ligure o gialle, si incrocia Piazza Serafino e Nino Alassio, musicisti Cervesi, padre e figlio. Continuando lungo Via Cavour si arriva alla scalinata che introduce in Piazza San Giovanni o dei Corallini, dove si erge verso il cielo, maestosa, la barocca Chiesa di San Giovanni Battista, simbolo indiscusso del Borgo. A fianco sorge l’Oratorio medioevale di Santa Caterina (sec. XII) che  conserva al suo interno resti di antichi affreschi.
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Lungo tutto il percorso vicoli, incrociano la via principale, offrendo scorci e angoli altamente suggestivi. Ogni casa è curata, con fiori accanto all’uscio: l’ambiente è familiare e accogliente.
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Scendendo verso il mare si possono ammirare il cinquecentesco Palazzo Morchio, ora sede del Comune,  ed il settecentesco Palazzo Viale. Si può tornare indietro percorrendo la Via Grimaldi Salineri fino in Piazza Santa Caterina. I percorsi sono molteplici, tutti interessanti. Da non perdere  l’antica Chiesa parrocchiale di San Nicola da Tolentino-San Giorgio. Chi visita Cervo una prima volta, sicuramente tornerà per trovarvi sempre angoli nuovi.
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Il toponimo “Cervo” viene fatto risalire al 1123 in un atto rinvenuto nell’Archivio Capitolare di Alberga, dove è menzionata la “Valle del Cervo”. Il termine “Cervo” in origine era utilizzato per indicare il torrente e la valle da esso bagnato. La dicitura “Castrum Cervii” è comparsa nel 1196 alternativamente nella forma di Cervus e Servus, per indicare il centro abitato fortificato e non la rocca e la fortezza dei signori feudali.
  
 
==Dove Mangiare==
 
==Dove Mangiare==

Versione delle 17:52, 9 lug 2011

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Foto Cervo:
2012, 2009, 2008

Cervo è situato in Liguria in Provincia di Imperia. Il 24 giugno si festeggia il Patrono, San Giovanni Battista. Tra gli edifici religiosi: Chiesa di San Giovanni Battista (1686). Da Vedere: Castello medioevale dei marchesi di Clavesana.

Confina con i comuni di: San Bartolomeo al Mare e Andora.

Indice

Collocazione Geografica

Il Borgo di Cervo è ubicato nella Valle Steria, la più orientale di quelle situate nel territorio della Provincia di Imperia. Essa è circoscritta a nord e a levante dalla valle del Torrente Merula, a ponente da quella dell’Evigno e a sud dal Mar Ligure. La Valle, costituita dal bacino del Torrente Cervo (o Steria) comprende anche i bacini minori dei rivi della Madonna, Bondai e Schedassi. La massima quota della valle è rappresentata dal Monte Ceresa, che tocca i 913 metri di altitudine e dalle cui pendici nasce il torrente Cervo (da:Gandolfo A., La Provincia di Imperia, Vol. I, pag 325, ed. Blu).

Ritratto della Città

Pochi versi di un poeta “cervese” che dipinge con le parole, l’essenza del Borgo, un “belvedere affacciato sul mare”. Cervo, uno dei “Borghi più Belli d’Italia”, ha conservato le sue originarie caratteristiche di Borgo medioevale, protetto da torri e mura cinquecentesche e circondato da verdi colline. Percorrendo l’Aurelia, Cervo, quasi a strapiombo sul mare, con la Chiesa di San Giovanni Battista o dei Corallini e con le case dai diversi colori pastello, tipici del paesaggio ligure, ti si para davanti, come un miraggio. Cervo, praticabile solo a piedi, con il suo assetto medievale, i suoi edifici vecchi di secoli, i suoi suggestivi vicoli ciottolati, le sue piazzette dove trovi le botteghe artigiane di sempre, le sue case di pietra, l’antico Castello dei Clavesana, i suoi Palazzi storici, ti fa rivivere un’epoca lontana. La piazza del Castello illuminata dal sole vivifica ogni cosa: anche l’animo sembra trovare gioia e ristoro. In Piazza San Giovanni, la luce, i colori, il panorama sul Golfo e la splendida Chiesa dei Corallini s’ impongono alla tua vista e ti affascinano. Ci si siede o ci si affaccia verso il mare ed, estatici, ci si immerge nel panorama. Cervo è simbolo di pace e tranquillità, di paesaggio grandioso e di ospitalità squisita. Il litorale è caratterizzato dalla presenza di piccoli stabilimenti balneari; per il resto, gli arenili e le scogliere sono liberi e discreti: l’unica voce che ascolti è quella del mare. A monte del paese, attorno a ruderi di epoche passate, boschi di pini e uliveti ricamano il paesaggio circostante, ti immergono in un clima dolce e di aria pura e salubre. Là dove l’espansione turistica non è arrivata sono rimasti intatti elementi del paesaggio costruiti con fatica dall’uomo e che hanno trasformato una terra originariamente selvaggia in un territorio coltivabile. Si tratta di muri a secco, detti “maxé” , nel dialetto locale, costruiti con pietre poste una sull’altra senza l’aiuto di malta. Lungo le terrazzate a secco sono state costruite “le caselle”, piccole costruzioni campestri utilizzate per il deposito degli attrezzi e per il ricovero temporaneo di persone e animali. Presentiamo Cervo come se fossimo guide turistiche che accompagnano i visitatori lungo uno dei percorsi possibili. Partendo dall’alto, si entra nel Borgo da Piazza Castello ove sorge il Castello dei Clavesana con le mura e la possente torre quadrata originaria. Entrando dal varco sul quale sèicca lo stemma della città, si entra in Piazza Santa Caterina, caratteristica e ridente dalla quale si accede all’interno del Castello ove ha sede lo IAT (Ufficio Informazioni Turistiche) e il Museo Etnografico del Ponente Ligure dedicato a Franco Ferrero. Nella sala sovrastante vengono ospitate mostre di artisti contemporanei. Proseguendo per Via Cavour in ciottolato, con case in pietra o dipinte di rosa ligure o gialle, si incrocia Piazza Serafino e Nino Alassio, musicisti Cervesi, padre e figlio. Continuando lungo Via Cavour si arriva alla scalinata che introduce in Piazza San Giovanni o dei Corallini, dove si erge verso il cielo, maestosa, la barocca Chiesa di San Giovanni Battista, simbolo indiscusso del Borgo. A fianco sorge l’Oratorio medioevale di Santa Caterina (sec. XII) che conserva al suo interno resti di antichi affreschi. Lungo tutto il percorso vicoli, incrociano la via principale, offrendo scorci e angoli altamente suggestivi. Ogni casa è curata, con fiori accanto all’uscio: l’ambiente è familiare e accogliente. Scendendo verso il mare si possono ammirare il cinquecentesco Palazzo Morchio, ora sede del Comune, ed il settecentesco Palazzo Viale. Si può tornare indietro percorrendo la Via Grimaldi Salineri fino in Piazza Santa Caterina. I percorsi sono molteplici, tutti interessanti. Da non perdere l’antica Chiesa parrocchiale di San Nicola da Tolentino-San Giorgio. Chi visita Cervo una prima volta, sicuramente tornerà per trovarvi sempre angoli nuovi. Il toponimo “Cervo” viene fatto risalire al 1123 in un atto rinvenuto nell’Archivio Capitolare di Alberga, dove è menzionata la “Valle del Cervo”. Il termine “Cervo” in origine era utilizzato per indicare il torrente e la valle da esso bagnato. La dicitura “Castrum Cervii” è comparsa nel 1196 alternativamente nella forma di Cervus e Servus, per indicare il centro abitato fortificato e non la rocca e la fortezza dei signori feudali.

Dove Mangiare

  • Ristorante Bagni Restano, Via Ai Bagni, 4
  • Ristorante Bar Al Pilone, Via Alla Marina, 9
  • Ristorante Bar Bellavista, Piazza Castello, 2
  • Ristorante Bar San Giorgio, Via A. Volta, 19
  • Ristorante Il Porteghetto, Via Aurelia, 9
  • Ristorante Serafino, Via Matteotti, 3

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Associazione San Giorgio, Opere Parrocchiali Via II Giugno 13
  • Croce D'Oro, Via N.Sauro 22
  • Regina Pacis Onlus, Salita Alla Parrocchia 6

Bibliografia

  • Cervo. Un mosaico fra mare e cielo, G. Laiolo, Ed. Centro Stampa Offset (2007)

Memorie Storiche

In Corografia fisica, storica e statistica (1837) così viene descritto il comune:

Cervo e S. Bartolommeo del Cervo sono i due comuni posti nella più bassa parte della contigua vallicella sul confine della provincia.Cervo è in ridentissima situazione, ma sopra ripida pendice, mentre poteansi costruire i suoi fabbricati sulla pianeggiante vicinissima spiaggia. Esistono in parte le mura e i bastioni della sua antica Rocca, la quale però or non potrebbe presentare verun mezzo di difesa. Nella sua vasta e magnifica chiesa prepositoriale dedicata a S. Giovali Batista, ebbe onorifica tomba Ambrogio Viale, che amò chiamarsi il solitario delle Alpi.