GUIDA  Torino/Piazza Solferino

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(Ritratto della Città/Piazza Solferino)
(La Fontana Angelica)
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: - ''Autunno'' (a oriente,guardate verso occidente): statua maschile rappresentante '''Boaz''' , uno dei sostenitori delle '''Colonne d'Ercole''' ;
 
: - ''Autunno'' (a oriente,guardate verso occidente): statua maschile rappresentante '''Boaz''' , uno dei sostenitori delle '''Colonne d'Ercole''' ;
 
: - ''Inverno'' (centrale a occidente guardante verso oriente) : statua maschile rappresentante '''Jaquim''' , l'altro sostenitore delle '''Colonne d'Ercole''' .
 
: - ''Inverno'' (centrale a occidente guardante verso oriente) : statua maschile rappresentante '''Jaquim''' , l'altro sostenitore delle '''Colonne d'Ercole''' .
 
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:Allontanandosi leggermente per ammirare la fontana è possibile notare che tra le due figure maschili si apre un varco dalla forma perfettamente rettangolare. ''Autunno'' e ''Inverno'' sono,infatti,i guardiani della strada che porta alla conoscenza.
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Immagine:Torino - Fontana Angelica - Piazza Solferino.jpg|Fontana Angelica  
 
Immagine:Torino - Fontana Angelica - Piazza Solferino.jpg|Fontana Angelica  

Versione delle 12:56, 24 giu 2016

Indice

Ritratto della Città/Piazza Solferino

Piazza Solferino - Panoramica
Piazza Solferino - Panoramica

Palazzo Generali Venezia
  • Ubicata nel centro storico della città,a forma rettangolare (piuttosto stretta e lunga),è limitata da Via Micca Pietro ,Via Santa Teresa e Via Cernaia da una parte; Via dell'Arcivescovado dall'altra e rappresenta il punto d'inizio di Corso Re Umberto . Prende il nome dal Comune di Solferino (ex Provincia di Mantova ) e dalla omonima Battaglia che ivi si svolse il 24 giugno 1859 (e che vide la vittoria delle truppe franco-piemontesi contro gli austriaci nell'ambito della Seconda Guerra di Indipendenza Italiana ).Fino all'età napoleonica era conosciuta come la Piazza del Bosco (del mercato del legno) ed aveva forma irregolare mentre nel periodo del XIX secolo,essendo posta alla periferia della città delimitava i confini meridionali dell'antico castrum romano (l'inizio dell'attuale Via Cernaia ) e vi si affacciavano vari edifici eterogenei con tettoie,bassi fabbricati e cinta a protezione di orti e giardini privati.La variante che la portò alle condizioni odierne risale all’anno 1853,ad opera dell'architetto Carlo Promis (le aiuole centrali,in corrispondenza di Via Alfieri ,furono allestite nell’anno 1870).
  • Nella Piazza sono presenti:la Statua equestre di Ferdinando di Savoia-Genova (vds.più avanti),la Statua di Giuseppe La Farina (eretta nell’anno 1884 ,ad opera dello scultore Michele Auteri-Pomar , a ricordo dell’esule messinese, Patriota Risorgimentale che contribuì all'unificazione Nazionale) e la Fontana Angelica (vds. più avanti) mentre, lungo il suo perimetro, i seguenti edifici di rilievo: il Palazzo Ceriana , il Palazzo Generali Venezia (in stile Liberty con ricche decorazioni nella cornice superiore ,ubicato alla confluenza di Via Botero con il portico di Via Cernaia ,edificato nell’anno 1907 su progetto di Pietro Fenoglio) ,il Palazzo Fiorina (edificio rossiccio a tre piani, con ricche decorazioni tra il liberty e il tardo-barocco ed eleganti porticati con capitelli neoclassici,ubicato all'inizio di Via Pietro Micca e realizzato nell’anno 1860 da Ceppi ),la Torre Solferino, il Palazzo sito tra Via Alfieri e Via Lascaris (in sobrio stile liberty torinese con sul portone d’accesso dei simboli indicanti,presumibilmente,l’avvenuta presenza,nel XIX secolo,di esponenti della massoneria) ed il Teatro Alfieri .


La Piazza

Giardino Alfredo Frassati - Panoramica
Giardino Alfredo Frassati - Panoramica

Curiosità :
- L'area verde al centro della piazza è stata intitolata ad Alfredo Frassati (vds. Personalità Illustri in [1] ), Direttore del quotidiano La Stampa dall'anno 1900 all'anno 1926, nonché Senatore del Regno d'Italia e della Repubblica Italiana .
- La Piazza è stata l'ambientazione di molte scene del film "La seconda volta" (anno 1995), del regista torinese Mimmo Calopresti .
- In tempi recenti è stata inserita (al suolo) una meridiana colorata (opera di Lucio Morra ) ed un volto in bronzo (con tratti femminili rappresentante l'aspetto intellettuale e quello emotivo dell'umanità) ,opera contemporanea del messicano Javier Marin ,chiamato "Hoy es hoy" (Oggi è oggi).

Monumento a Ferdinando di Savoia-Genova - Panoramica
Monumento a Ferdinando di Savoia-Genova - Panoramica

La Statua equestre

  • Realizzata in bronzo nell’anno 1877 dallo scultore Alfonso Balzico, è dedicata a Ferdinando di Savoia Duca di Genova e lo raffigura con la spada sguainata ed il cavallo ferito, in ricordo della sanguinosa Battaglia di Novara (detta "della Bicocca") del 23 marzo 1849,in strenua difesa dall'invasione austriaca durante la Prima Guerra d’Indipendenza .

Fontana Angelica-Genova - Panoramica
Fontana Angelica-Genova - Panoramica

La Fontana Angelica

  • Progettata dello scultore Giovanni Riva ed inaugurata nell’anno 1929 è costituita da quattro imponenti gruppi di statue che si richiamano alle quattro stagioni,con molteplici valenze simboliche massoniche e mitologiche:
- Primavera (sul lato inferiore orientale esterno): statua femminile con in grembo un nido di uccellini e un bimbo che lancia in aria uno stormo di rondini,rappresentante l'amore sacro e la virtù;
- Estate (sul lato inferiore occidentale esterno) : statua femminile che tiene in grembo delle spighe e con un bimbo che tiene una ghirlanda di frutti,rappresentante l'amore profano ed il vizio;
- Autunno (a oriente,guardate verso occidente): statua maschile rappresentante Boaz , uno dei sostenitori delle Colonne d'Ercole ;
- Inverno (centrale a occidente guardante verso oriente) : statua maschile rappresentante Jaquim , l'altro sostenitore delle Colonne d'Ercole .
Allontanandosi leggermente per ammirare la fontana è possibile notare che tra le due figure maschili si apre un varco dalla forma perfettamente rettangolare. Autunno e Inverno sono,infatti,i guardiani della strada che porta alla conoscenza.
Curiosità :
- La titolazione della fontana deriva dal nome di battesimo della madre dell’allora Ministro Paolo Bajnotti che per la realizzazione dell’opera lasciò un finanziamento per legato testamentario.