GUIDA Cervo
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Cervo, uno dei '''“Borghi più Belli d’Italia”''', ha conservato le sue originarie caratteristiche di Borgo medioevale, protetto da torri e mura cinquecentesche e circondato da verdi colline.<br> | Cervo, uno dei '''“Borghi più Belli d’Italia”''', ha conservato le sue originarie caratteristiche di Borgo medioevale, protetto da torri e mura cinquecentesche e circondato da verdi colline.<br> | ||
Percorrendo l’Aurelia, Cervo, quasi a strapiombo sul mare, con la '''Chiesa di San Giovanni Battista o dei Corallini''' e con le case dai diversi colori pastello, tipici del paesaggio ligure, ti si para davanti, come un miraggio.<br> | Percorrendo l’Aurelia, Cervo, quasi a strapiombo sul mare, con la '''Chiesa di San Giovanni Battista o dei Corallini''' e con le case dai diversi colori pastello, tipici del paesaggio ligure, ti si para davanti, come un miraggio.<br> | ||
| − | Cervo, praticabile solo a piedi, con il suo assetto medievale, i suoi edifici vecchi di secoli, i suoi suggestivi vicoli ciottolati, ''carrugi'', le sue piazzette dove trovi le botteghe artigiane di sempre, le sue case di pietra, l’antico '''Castello dei marchesi di Clavesana''', i suoi Palazzi storici, ti fa rivivere un’epoca lontana. La '''piazza Castello''' illuminata dal sole vivifica ogni cosa: anche l’animo sembra trovare gioia e ristoro. In '''Piazza San Giovanni''', la luce, i colori, il panorama sul Golfo e la splendida | + | Cervo, praticabile solo a piedi, con il suo assetto medievale, i suoi edifici vecchi di secoli, i suoi suggestivi vicoli ciottolati, ''carrugi'', le sue piazzette dove trovi le botteghe artigiane di sempre, le sue case di pietra, l’antico '''Castello dei marchesi di Clavesana''', i suoi Palazzi storici, ti fa rivivere un’epoca lontana. La '''piazza Castello''' illuminata dal sole vivifica ogni cosa: anche l’animo sembra trovare gioia e ristoro. In '''Piazza San Giovanni''', la luce, i colori, il panorama sul Golfo e la splendida Chiesa dei Corallini si impongono alla vista e affascinano. Ci si siede o ci si affaccia verso il mare ed, estatici, ci si immerge nel panorama.<br> |
Cervo è simbolo di pace e tranquillità, di paesaggio grandioso e di ospitalità squisita.<br> | Cervo è simbolo di pace e tranquillità, di paesaggio grandioso e di ospitalità squisita.<br> | ||
Il litorale è caratterizzato dalla presenza di piccoli stabilimenti balneari; per il resto, gli arenili e le scogliere sono liberi e discreti: l’unica voce che ascolti è quella del mare.<br> | Il litorale è caratterizzato dalla presenza di piccoli stabilimenti balneari; per il resto, gli arenili e le scogliere sono liberi e discreti: l’unica voce che ascolti è quella del mare.<br> | ||
Versione delle 20:05, 12 lug 2011
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Cervo è situato in Liguria in Provincia di Imperia. Il 24 giugno si festeggia il Patrono, San Giovanni Battista. Tra gli edifici religiosi: Chiesa di San Giovanni Battista (1686). Da Vedere: Castello medioevale dei marchesi di Clavesana.
Confina con i comuni di: San Bartolomeo al Mare e Andora.
Indice |
Collocazione Geografica
Il Borgo di Cervo è ubicato nella Valle Steria, la più orientale di quelle situate nel territorio della Provincia di Imperia. Essa è circoscritta a nord e a levante dalla valle del Torrente Merula, a ponente da quella dell’Evigno e a sud dal Mar Ligure. La Valle, costituita dal bacino del Torrente Cervo (o Steria), comprende anche i bacini minori dei rivi della Madonna, Bondai e Schedassi. La massima quota della valle è rappresentata dal Monte Ceresa, che tocca i 913 metri di altitudine e dalle cui pendici nasce il torrente Cervo (da:Gandolfo A., La Provincia di Imperia, Vol. I, pag 325, ed. Blu).
Ritratto della Città
………………………….
Cervo della Liguria Antica Gemma.
D’incliti marinai nido fecondo.
Per cento e cento ripidi gradini
L’una sull’altre accatastate e strette
Salgon le sue case, insino al colmo
Donde la Chiesa maestosa tutte
Le simboleggia, e qual pietosa madre
Sotto dell’ali sue tutte le accoglie.
Annesso a lei, dalla robusta base
Snello ed ardito il campanil si slancia
A sfidar d’Aquilon la furia e l’urto.
………………………………………….
Da “Cantica”
di Domizio Defferrari (1911)
Pochi versi di un poeta “cervese” che dipinge con le parole, l’essenza del Borgo, un “belvedere affacciato sul mare”.
Cervo, uno dei “Borghi più Belli d’Italia”, ha conservato le sue originarie caratteristiche di Borgo medioevale, protetto da torri e mura cinquecentesche e circondato da verdi colline.
Percorrendo l’Aurelia, Cervo, quasi a strapiombo sul mare, con la Chiesa di San Giovanni Battista o dei Corallini e con le case dai diversi colori pastello, tipici del paesaggio ligure, ti si para davanti, come un miraggio.
Cervo, praticabile solo a piedi, con il suo assetto medievale, i suoi edifici vecchi di secoli, i suoi suggestivi vicoli ciottolati, carrugi, le sue piazzette dove trovi le botteghe artigiane di sempre, le sue case di pietra, l’antico Castello dei marchesi di Clavesana, i suoi Palazzi storici, ti fa rivivere un’epoca lontana. La piazza Castello illuminata dal sole vivifica ogni cosa: anche l’animo sembra trovare gioia e ristoro. In Piazza San Giovanni, la luce, i colori, il panorama sul Golfo e la splendida Chiesa dei Corallini si impongono alla vista e affascinano. Ci si siede o ci si affaccia verso il mare ed, estatici, ci si immerge nel panorama.
Cervo è simbolo di pace e tranquillità, di paesaggio grandioso e di ospitalità squisita.
Il litorale è caratterizzato dalla presenza di piccoli stabilimenti balneari; per il resto, gli arenili e le scogliere sono liberi e discreti: l’unica voce che ascolti è quella del mare.
A monte del paese, attorno a ruderi di epoche passate, boschi di pini e uliveti ricamano il paesaggio circostante, ti immergono in un clima dolce e di aria pura e salubre. Là dove l’espansione turistica non è arrivata sono rimasti intatti elementi del paesaggio costruiti con fatica dall’uomo e che hanno trasformato una terra originariamente selvaggia in un territorio coltivabile. Si tratta di muri a secco, detti “maxé” , nel dialetto locale, costruiti con pietre poste una sull’altra senza l’aiuto di malta. Lungo le terrazzate a secco sono state costruite “le caselle”, piccole costruzioni campestri utilizzate per il deposito degli attrezzi e per il ricovero temporaneo di persone e animali.
Presentiamo Cervo come se fossimo guide turistiche che accompagnano i visitatori lungo uno dei percorsi possibili.
Partendo dall’alto, si entra nel Borgo da Piazza Castello ove sorge il Castello dei Clavesana con le mura e la possente torre quadrata originaria. Entrando dal varco sul quale spicca lo stemma della città, si giunge in Piazza Santa Caterina, caratteristica e ridente dalla quale si accede all’interno del Castello ove ha sede lo IAT (Ufficio Informazioni Turistiche) e il Museo Etnografico del Ponente Ligure dedicato a Franco Ferrero. Nella sala sovrastante vengono ospitate mostre di artisti contemporanei.
Proseguendo per Via Cavour in ciottolato, con case in pietra o dipinte di rosa ligure o gialle, si incrocia Piazza Serafino e Nino Alassio, musicisti Cervesi, padre e figlio. Continuando lungo Via Cavour si arriva alla scalinata che introduce in Piazza San Giovanni o dei Corallini, dove si erge verso il cielo, maestosa, la barocca Chiesa di San Giovanni Battista, simbolo indiscusso del Borgo. A fianco sorge l’Oratorio medioevale di Santa Caterina (sec. XII) che conserva al suo interno resti di antichi affreschi.
Lungo tutto il percorso vicoli, incrociano la via principale, offrendo scorci e angoli altamente suggestivi. Ogni casa è curata, con fiori accanto all’uscio: l’ambiente è familiare e accogliente.
Scendendo verso il mare si possono ammirare il cinquecentesco Palazzo Morchio, ora sede del Comune, ed il settecentesco Palazzo Viale.
Si può tornare indietro percorrendo la Via Grimaldi Salineri fino in Piazza Santa Caterina. I percorsi sono molteplici, tutti interessanti.
Da non perdere l’antica Chiesa parrocchiale di San Nicola da Tolentino-San Giorgio.
Chi visita Cervo una prima volta, sicuramente tornerà per trovarvi sempre angoli nuovi.
Il toponimo “Cervo” viene fatto risalire al 1123 in un atto rinvenuto nell’Archivio Capitolare di Alberga, dove è menzionata la “Valle del Cervo”. Il termine “Cervo” in origine era utilizzato per indicare il torrente e la valle da esso bagnato. La dicitura “Castrum Cervii” è comparsa nel 1196 alternativamente nella forma di Cervus e Servus, per indicare il centro abitato fortificato e non la rocca e la fortezza dei signori feudali.
La Storia
La preistoria. La presenza su un’altura di Cervo, di un sito con strutture murarie a secco, grossi massi litici squadrati, di acque a breve distanza, la confluenza e la diramazione di strade di collegamento, scoperti dallo studioso locale Edoardo (Dino) Durante e dal prof. De Cesare, socio dell’Istituto Nazionale di Studi Liguri, hanno reso possibile la identificazione di un primo nucleo abitato (“castellaro”), abitato da una tribù di Liguri Ingauni, dediti alla pastorizia, all’agricoltura e alla caccia.
Rinvenimenti di frammenti di anfore databili all’età preromana dimostrerebbero che il “castellaro” era inserito nelle correnti commerciali marittime prima con i Greci (IV-III sec. a.C.) e successivamente con le regioni tirreniche dell’Italia centro-meridionale ormai romanizzate.
Nel corso dei secoli successivi, il territorio dei Liguri Ingauni, entrarono progressivamente nell’orbita romana. Nel 201 a.C. viene stipulato un trattato di pace con il quale i cervesi ottennero condizioni favorevoli. Nel 181 a.C. venne assoggettata al dominio di Roma, come tutto il Ponente Ligure, fino alla concessione della cittadinanza romana da parte di Cesare nel 45 a.C.
I Romani costruirono, a monte dell’attuale Via Aurelia, la via Iulia Augusta iniziata nel 13 a.C., della quale restano ancora oggi visibili dei resti in prossimità del Rio Schedassi. Essa rappresentò una fondamentale arteria di comunicazione viaria anche per Cervo, dando inizio al processo evolutivo della zona, in quanto il frequente transito di carovane, di truppe e di mercanti portò alla formazione di un nuovo insediamento abitato. Infatti. i romani, per controllare politicamente i riottosi “cervesi”, appena soggiogati, istituirono una mansio (tappa per truppe), una sorta di stazione di cambio dei cavalli o mutatio, e una specie di polizia stradale dotata di un recinto in cui i mercanti potessero pernottare al sicuro. Qui era stazionaria una guarnigione incaricata di stroncare con la forza le rapine dei ribelli locali. L’opportunità di scambi e servizi offerte dalla mansio indussero i “cervesi” a lasciare il loro villaggio isolato sul colle per trasferirsi nella nuova struttura che divenne il nucleo originario attorno al quale gradatamente si sviluppò il borgo, che prende il nome di “Servo” dalla cui corruzione salterà fuori il “Cervo” attuale.
Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente (476 d.C.) la zona di Cervo venne ripetutamente saccheggiata e devastata dalle orde barbariche, in particolare di origine Gota, fino a quando tutta l’area non entrò nell’orbita dei Bizantini, che incentivarono la ripresa economica e sociale del comprensorio provvedendo alla difesa del territorio tramite la costruzione di numerose fortificazioni (castra) ai valichi montani e lungo la costa (civitas). A tal periodo, tra il VI d.C e VII d.C secolo, può farsi risalire la torre difensiva, ancora oggi visibile in cima all’abitato di Cervo.
Seguirono la conquista Longobarda attuata da re Rotari nel 643 d.C.. Negli anni successivi, i pochi abitanti superstiti fuggirono sulle alture, dove si riorganizzarono in un complesso fortificato facilmente difendibile che avrebbe costituito il primo nucleo del castello destinato a svilupparsi in età medioevale, il futuro Castrum Servii.
Seguì la conquista dei Franchi nel 774 d.C. che pose le basi del sistema feudale. Nel periodo di dominazione franca gli abitanti delle valli di Cervo e di Diano si agglomerarono sui primi colli difendibili dell’entroterra, tralasciando le pericolose attività commerciali marittime ed assumendo, progressivamente, un nuovo sistema di vita risultato dall’incontro tra l’antica cultura latina e le nuove popolazioni centroeuropee.
Tra la fine del IX secolo e la prima metà del X la zona di Cervo subì la devastazione dei Saraceni, che costrinsero gli abitanti dei borghi della fascia costiera a ritirarsi sulle montagne per sottrarsi alle violenze e alle deportazioni condotte dai corsari arabi che furono definitivamente sconfitti tra il 975 e il 980.
La felice posizione strategica permise al paese di sopravvivere alle feroci incursioni dei saraceni e poté svilupparsi regolarmente per tutto l’Alto Medioevo.
Nel secolo XII divenne feudo dei marchesi di Clavesana che vi costruirono il loro Castello. I Clavesana strinsero alleanza con Genova, impegnandosi a fornire alla città uomini armati, in caso di necessità.
Nel 1204 potè eleggere Consoli propri proclamandosi libero Comune sotto la protezione di Genova. I cervesi parteciparono, con "…due nocchieri, venti soprassaglienti e balestrieri, e quaranta vogatori” alla battaglia della Meloria in cui nel 1284 Genova stroncò la rivale Repubblica di Pisa.
Nel 1330, la Superba assegnò il feudo ai Cavalieri di Rodi (oggi di Malta) o frati gerosolimitani di San Giovanni. che fondarono un ospedale nel territorio prospiciente il castello. Inoltre costruirono, in onore di San Giovanni Battista, una chiesa all’esterno delle mura del castello (l’attuale oratorio di Santa Caterina).
Cervo passò, successivamente, ai Doria, indi ai Del Carretto che la conquistarono e la tennero per cinquant’anni.
Nel 1384 Cervo venne riconquistata da Genova e rimase strettamente legata e fedele “alleata” della Superba fino al Settecento. La sottomissione a Genova si rispecchiava nell’ordinamento istituzionale locale, costituito dal parlamento degli uomini di Cervo, una vera e propria assemblea dei capicasa. Che teneva le riunioni nell’antica chiesa di San Giovanni. Il parlamento aveva la prerogativa di decidere sulle questioni di maggiore importanza, di eleggere i rappresentanti della comunità e di provvedere alle varie nomine e incarichi in cui era ripartito l’apparato amministrativo, ad eccezione del podestà e dello scriba, inviati direttamente da Genova. Il potestà non interveniva nelle questioni interne della comunità, ma esercitava una funzione di controllo economico e giuridico. I Cervesi accettarono e riconobbero il ruolo dominante e la supremazia di Genova, con tutti gli obblighi e oneri connessi, ma anche con i relativi benefici che il governo genovese concedeva per la fedeltà e correttezza dei cervesi.
Nel corso della dominazione genovese i Cervesi si dedicarono soprattutto alle tradizionali attività marinare affrontando insidie e pericoli, ma traendo profitti notevoli dalla pesca del corallo e dalle attività mercantili e facendo conoscere il nome di Cervo nelle terre lontane.
I Cervesi si specializzarono nella pesca del corallo, e nel quattrocento con le “coralline”o “fregatte”, robuste e veloci imbarcazioni a vela latina capaci di un equipaggio di nove-dieci marinai-pescatori e del carico, si spinsero fino alle coste della Tunisia. Nei secoli successivi, limitarono la pesca ai banchi più vicini e meno rischiosi delle Isole Baleari, della Corsica e della Sardegna.
Per tutto il Medioevo, Cervo rimase esposta alle scorrerie dei “Turchi” che depredarono ogni bene e catturarono donne per venderle come schiave in Algeri. Il Cinquecento fu il secolo peggiore: caduta Costantinopoli, l’Islam lanciò la “guerra santa” e i “Turchi” si infiltrano in Europa dalla Sicilia e dalla Spagna.
'Nel corso del Seicento molte famiglie cervesi, grazie alla navigazione a alle attività commerciali, accumularono notevoli ricchezze, tanto che i pescatori di coralli vollero esternare la loro riconoscenza a Dio con l’erezione della Chiesa di San Giovanni, detta anche “dei corallini”, in quanto furono proprio i pescatori di corallo a trasportare i materiali e i marmi necessari per la costruzione dell’edificio sacro.(da La Provincia di Imperia, A. Gandolfo, vol. I, pag.334, ed. Blu)'
Nel giugno 1625 il castello di Cervo venne espugnato e saccheggiato dalle truppe Sabaude che arrecarono ingenti danni alle abitazioni e ai beni domestici.
Emanuele Filiberto di Savoia, volendo creare un agevole sbocco al mare al Piemonte, acquistò territori Liguri, entrando in conflitto con la Repubblica di Genova. Ciò fu causa di due guerre, nel 1625 e nel 1672, che coinvolsero Cervo e la sua valle. Le truppe Spagnole si unirono a Genova contro i Savoia e la situazione si capovolse. La comunità di Cervo non subì molti danni e le truppe Sabaude, si ritirarono chiedendo un tributo.
Nel 1740 la guerra di successione Austriaca, alla morte di Carlo VI, portò il conflitto tra le truppe gallo-ispano-genovese e quelle anglo-austro-piemontesi che coinvolse anche la popolazione di Cervo. La guerra ebbe termine il 20 aprile 1748 senza vinti né vincitori. Il conflitto lasciò in Liguria una diffusa crisi economica, mitigata, nel ponente dalla produzione olearia che si stava affermando come monocultura.
Nel 1797 la comunità di Cervo, inneggiando alla libertà, all’eguaglianza e alla fraternità, fu tra le prime ad alzare l’albero della libertà quando venne costituita la Repubblica Ligure.
Fu, in seguito, la volta della conquista Napoleonica che, dopo aver annesso il Piemonte, nel 1801, alla Francia, si rivolse dopo quattro anni alla Liguria. Nel 1805 Cervo diventò comune dell’impero francese. Non furono solo danni poiché sotto il governo Napoleonico si diede impulso allo sviluppo della viabilità, trascurata dalla Repubblica di Genova poiché maggiormente interessata alle vie marittime. Con la caduta di Napoleone e con il Congresso di Vienna, nel 1815, la Repubblica Ligure venne annessa al Regno Sabaudo.
Nel periodo del Risorgimento lo spirito rivoluzionario risorgimentale si fece sentire in Cervo e carbonaro mazziniano fu pure il sindaco di Cervo, Giuseppe Calvo.
Durante la prima guerra mondiale molti cervesi caddero al fronte.
Durante il periodo Fascista, nel 1924, venne sciolto il Consiglio Comunale. Nel periodo della resistenza Cervo fu teatro di scontri tra partigiani e nazifascismi per il controllo del Borgo e della valle Steria.
Alla fine della Seconda guerra Mondiale, con la legge del 20 agosto 1947, Cervo venne ricostituito come comune.
“Aveva nuovamente vinto il battagliero 'spirito di campanile'. Un carattere che ha sempre distinto gli uomini di Cervo, formatosi nelle quotidiane lotte affrontate per vivere con il mare e con la montagnosa terra ligure. Una storica personalità forgiata nei momenti cruciali del proprio paese e della propria nazione.”( Da. AA.VV., Cervo – Un mosaico tra mare e cielo – Grafiche Amadeo)
Attività economiche
- Olivocoltura
- produzione dell’olio
- Turismo di qualità (cultura e arte)
- Pesca
- agricoltura
Da vedere
- Chiesa di San Giovanni Battista (1686)
- Chiesa parrocchiale antica di San Nicola da Tolentino-San Giorgio
- Oratorio di Santa Caterina
- Castello Medioevale dei marchesi di Clavesana
- Museo Etnografico del Ponente Ligure
- Palazzo Viale (sec. XVIII )
- Palazzo Morchio (sec. XVI ), oggi sede del Comune.
- Museo dell’olio U Gumbu.
Manifestazioni culturali
- Festival Internazionale di Musica da Camera che, dal 1964, ogni estate ospita (nei mesi di luglio ed agosto), sul sagrato della Chiesa dei Corallini, prestigiose esibizioni di artisti di fama internazionale. Il Festival e le rinomate Accademie Musicali hanno valso a Cervo il titolo di “Borgo della Musica”.
Fiere
- San Giovanni – ultima domenica di giugno
- Santa Caterina – ultima domenica di Novembre
Dove Dormire
Hotel
- Albergo Le Nereidi **, Via alla Foce 21, telefono 0183-822033
- Locanda Bellavista*, Piazza Castello 2, telefono: 0183-408094
Bed & Breakfast
- Camera con vista, Via Silvio Pellico n. 11, cellulare 333-9998087
- I Gabbiani, Via Solitario delle alpi 32, cellulare 331-6426059
- Nel Blu, Via Castellaretto 2, telefono 0183-405109
- Tra i Carruggi, Via Cavour 5, telefono 0183-401420/cell. 347-7002689
- Un Mare di Pace, Via San Bernardo 10, cellulare 338-3297415
Dove Mangiare
- Ristorante Bagni Restano, Via Ai Bagni, 4
- Ristorante Bar Al Pilone, Via Alla Marina, 9
- Ristorante Bar Bellavista, Piazza Castello, 2
- Ristorante Bar San Giorgio, Via A. Volta, 19
- Ristorante Il Porteghetto, Via Aurelia, 9
- Ristorante Serafino, Via Matteotti, 3
Volontariato, Onlus e Associazioni
- Associazione San Giorgio, Opere Parrocchiali Via II Giugno 13
- Croce D'Oro, Via N.Sauro 22
- Regina Pacis Onlus, Salita Alla Parrocchia 6
Musei
- Museo etnografico del Ponente Ligure “Franco Ferrero”, Piazza Santa Caterina, Castello Clavesana
- Museo dell’olio, “U Gumbu”, Corso Matteotti 12
Associazioni Culturali
- La Cumpagnia du Servu
- Associazione Accademia Internazionale estiva di Cervo
Bibliografia
- AA.VV., Rapsodia Cervese, Due secoli di ricordi, Cumpania du Servu, Associazione Culturale di Cervo, quaderno IV, dicembre 2000.
- AA.VV, Cervo, Un mosaico fra mare e cielo, Grafiche Amodeo, Imperia, Chiusanico, 2007
- Deferrari I., Durante D., Giaccone M, (a cura di), Cervo ieri II, Cumpania du Servu. Dominici Editore, Imperia.
- Ferrero Franco, Cervo, Compagnia du servu, 2007
- Gandolfo Andrea, La Provincia di Imperia, Stoia, Arti, Tradizioni (pagg. 325-342), Blu edizioni, I Volume, Torino, 2005.
- Lauria, L., Sista A. (a cura di), Cervo, Storie di pittura piemontese del novecento in Liguria, Compagnia du servu, 2008.
- Orselli G.,Roffo S., Scuderi M., Guida insolita ai misteri, ai segeti, alle leggende e alle curiosità della LIGURIA, Newton Compton Editori, Roma, 2006.
Memorie Storiche
In Corografia fisica, storica e statistica (1837) così viene descritto il comune:
Cervo e S. Bartolommeo del Cervo sono i due comuni posti nella più bassa parte della contigua vallicella sul confine della provincia.Cervo è in ridentissima situazione, ma sopra ripida pendice, mentre poteansi costruire i suoi fabbricati sulla pianeggiante vicinissima spiaggia. Esistono in parte le mura e i bastioni della sua antica Rocca, la quale però or non potrebbe presentare verun mezzo di difesa. Nella sua vasta e magnifica chiesa prepositoriale dedicata a S. Giovali Batista, ebbe onorifica tomba Ambrogio Viale, che amò chiamarsi il solitario delle Alpi.






