GUIDA  Villar Focchiardo

Da Wiki.
(Ritratto della Città)
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*'''Dolci''': Lose golose, Pan della Marchesa, Paste di Meliga, Bussoline.
 
*'''Dolci''': Lose golose, Pan della Marchesa, Paste di Meliga, Bussoline.
 
*'''Vini''': Avanà in purezza, Avanà e Barbera, Avanà e Becuét, Barbera in purezza, Dolcetto in purezza.  
 
*'''Vini''': Avanà in purezza, Avanà e Barbera, Avanà e Becuét, Barbera in purezza, Dolcetto in purezza.  
 
==Miti e Leggende==
 
*'''La "pera" d'Ruland'''
 
:adagiato in un prato nei pressi della "Cascina Roland" si trova una pietra spaccata di netto , non tanto grossa , che :
 
- giunse nell'area seguendo i movimenti delle glaciazioni in epoche anteriori alla comparsa dell'uomo
 
  nella valle ( come per altri massi erratici presenti sul territorio );
 
- la leggenda narra sia stata spaccata dal paladino Orlando Furioso  , con la complicità
 
  dell'indistruttibile Durlindana , perché  impazzito a seguito del rifiuto di Angelica ( gli
 
  aveva preferito il bel Medoro ) , così come scrisse Ludovico Ariosto:
 
 
                  "  ... né più indugiò che trasse il brando fuore.
 
                      Tagliò lo scritto e il sasso, e sino al cielo
 
                          A volo alzar fe' le minute schegge.
 
                          Infelice quell'antro, ed ogni stelo
 
                          In cui Medoro e angelica si legge...    "
 
 
*'''Le bòce d'oro'''
 
:"Si racconta che nel tempo dei certosini di Banda vi era un cuoco che sapeva svolgere molto bene il suo mestiere e che approfittava di ogni occasione per fare degli ottimi piatti per i propri confratelli ed una delle sue più belle trovate era stata "la bòcia" ( una leccornia buona per tutte le stagioni ). Un giorno dei frati erano saliti a Montebenedetto per dei lavori ed il frate-cuoco li attendeva per mezzogiorno. A causa della copiosa nevicata , che durante il cammino aveva colto di sorpresa i monaci , essi tardavano ad arrivare. Il cuoco che all'ora stabilita aveva preparato la polenta e tagliato il formaggio trovatosi spiazzato per il ritardo dei suoi confratelli  prese le fette di formaggio e le accartocciò dentro le porzioni di polenta. Ne fece tante belle bocce, lisciandole con le sue mani di artista e le pose sopra la griglia , posta sul braciere, girandole in continuazione . Dopo un po' di tempo si foderarono di una crosta , che sembra d'oro , spandendo un delizioso profumo. Ricevuti tanti complimenti dai confratelli da quel momento non perse alcuna occasione per approntare "le bòce". E' anche successo che a volte la polenta gli rimaneva più molle del solito e che le bocce cercassero di appiattirsi, di schiacciarsi, ma il frate cuciniere non si spaventava. Ingegnoso com'era trovò subito il rimedio: mise le bocce in fila sull'asse del pane e le portò fuori ad asciugare al sole. In tal modo la polenta si asciuga in fretta ed è più comodo farla arrostire senza che attacchi. Sopra l'asse, gialle e lucenti, le bocce erano proprio invitanti e facevano venire un certo languorino. Se poi le si guardavano da lontano sembravano "bocce d'oro" , in attesa dei giocatori per iniziare la partita. Tanto è che qualche paesano passando da quelle parti, vedendole luccicare , ha creduto che fossero proprio d'oro. Un montanaro che le aveva viste , con una certa invidia che gli brulicava dentro lo stomaco perchè piuttosto vuoto e con l'aggiunta di un pizzico di cattiveria , si era messo a raccontare che i frati di Banda giocavano a bocce con delle "bòce d'or". Una ragazzata bella e buona, ma era bastata. Al paese più di una persona era pronta a giurare di avere visto i monaci di Banda giocare con le bocce d'oro. "Bocce gialle, sicuro ! Ma bocce di polenta, polenta e formaggio grasso !" E' proprio vero che non tutto ciò che luccica è d'oro! La storia delle bocce d'oro si sparse non solo a Villar Focchiardo, ma aveva anche attraversato la Dora Riparia ed era arrivata fino a Borgone. Gli scalpellini delle cave non parlavano d'altro e la gente di Chiampano, alla domenica dopo mezzogiorno, salivano sulle rocce per guardare sul pianoro di Banda se i frati giocavano a bocce. La povera gente che non aveva mai visto un pezzo d'oro stentava a credere, ma i più burloni giuravano d'aver visto i frati correre mentre alzavano le bocce per tirare e che le stesse brillavano al sole.
 
:La storia continua. Si narra infatti che erano in atto i preparativi per una grande guerra. I monaci che sapevano sempre tutto, se ne accorgono in tempo e cominciano così a preparare provviste di ogni genere. Il priore pensa quindi anche di disfarsi delle bocce d'oro ed a nasconderle in un posto sicuro: Montebenedetto. Era un ottobre piovoso e si erano già sentite alcune scosse di terremoto. Il frate priore accartoccia le bocce dentro della stoffa bagnata nella cera calda, le lascia raffreddare e poi le sistema nelle ceste sul basto dell'asino del convento. Fra Giuspino, con obbedienza, prende l'asino e si avvia da Banda alla volta di Montebenedetto, passando lungo la galleria che unisce le due località. Frate Giuspino ed il suo asino sono quasi arrivati a Montebendetto quando improvvisamente la terra si mette a tremare ed un terribile rumore rimbomba all'interno della galleria. La terra le scivola sotto i piedi, la galleria si squarcia, il frate ed il suo asino si trovano appesi ad un faggio. Frate Giuspino si libera da questa situazione ma vede che le bocce cascano a terra in un canale che nel frattempo si era creato. Giuspino cerca di fermarle ma scivola anche lui e si agguanta ad un ramo. Le bocce continuano a rotolare e fra Giuspino molto adirato da tutto quello che è successo, grida forte: "Bocce della malora, andate pure e che il diavolo vi pigli" Da non si sa quale buco esce fuori Bergnif in carne ed ossa, brutto da fare paura e puzzolente da fare venire il  voltastomaco. Bergnif , mentre corre dietro alle bocce, le raccoglie una per una e si arrampica per il costone del Cugno e sparisce in un anfratto. Giuspino cerca di respirare e di raccogliere la sua giacca appesa al faggio. Non ha ancora avuto il tempo di allungare la mano che dietro alla collina della Grangia, spunta nuovamente il diavolo. Fra Giuspino ritorna a parlare e dice: "Cosa diavolo vuole questo satanasso ? Scommetto che cerca le bocce ! Che ridere !!!" Il diavolo non poteva sapere che i frati giocavano senza boccino ed al suo posto usavano una boccia di ferro che era restata giù a Banda. Giuspino si infila la giacca e con l'asino cercano di uscire dal canalone. Camminando, camminando arrivano in prossimità di Montebenedetto e si trovano di fronte ad una serie di case diroccate a causa di una catastrofica alluvione. Il convento di Montebenedetto era però rimasto integro. Lasciate le bocce al diavolo i frati continuano a fare le loro cose senza porsi troppi problemi. Ma Bergnif da quel giorno non ha più pace. Portare le bocce all'inferno teme che si fondano; lasciarle dentro gli anfratti ha paura che la gente gliele rubino, essendo venuta a conoscenza di quanto accaduto. Vedendo tutta quella frenesia nella gente, il diavolo per proteggersi dai ladri nasconde le bocce ora su a Cassafrera, ora nelle case di Mustione, poi alla Cima Rossa, nelle paludi delle Sagne e anche a Banda e Montebenedetto.
 
:Anche se la storia delle "bocce d'oro" fosse solo immaginazione e fantasia, sogno di un desiderio mai realizzato, la leggenda si è radicata nella convinzione popolare e appena i frati se ne sono andati da Banda molte persone sono andate a scavare nelle insenature della montagna e nella zona di Montebenedetto e Banda .
 
  
 
==Biblioteche==
 
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Versione delle 17:00, 15 nov 2010

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Panorama di Villar Focchiardo

Villar Focchiardo è situato in Piemonte in Provincia di Torino. Il 26 settembre si festeggia il Patrono, Santi Cosma e Damiano. Tra gli edifici religiosi: Parrocchiale di Santa Maria Assunta; Certosa di Monte Benedetto; Certosa di Banda.

Confina con i comuni di: Coazze, San Giorio di Susa, Sant'Antonino di Susa e Borgone Susa.

E' a circa trentanove chilometri da Torino.

Indice

Ritratto della Città

Piccolo centro collocato nella media Valle di Susa, alla destra orografica del fiume Dora Riparia, conserva tracce d'insediamento preistorico attribuibile all'Età del Bronzo. Agli inizi del XIII secolo, la sua fisionomia è quella di un villaggio aperto in cui, ad un nucleo centrale, fanno riferimento una serie di nuclei minori sparsi in fondovalle e collina .

Le prime informazioni sul nome risalgono al 1001 e successivamente nel 1029 con il nome di "Vilare Folcardi" . I primi nobili della cittadina furono i Visconti di Baratonia dalla Val Ceronda (la cui Signoria durerà circa due secoli ) e successivamente subentrarono i certosini. Nei tempi più recenti (a decorrere dall'anno 1850) si insediò la dinastia dei Rumiano.

I Santi Patroni, Cosma e Damiano, medici che prestarono il loro servizio senza chiedere alcun compenso, subirono il martirio a Ciro in Siria . Protettori dei medici, chirurghi, farmacisti e parrucchieri vengono ricordati liturgicamente il 26 settembre.

Frazioni

  • Baratte
  • Comboira
  • Lanzore

Da Vedere

La Parrocchiale Maria Vergine Assunta
  • Casaforte
la costruzione ( chiamata "il Palais" ), edificata a ridosso di una preesistente "torre di segnalazione", risale probabilmente agli inizi del 1100 quando il visconte Bruno di Baratonia fu investito del feudo di Villar Focchiardo. La casaforte, che si affaccia all'interno di un cortile nella zona centrale di Villar Focchiardo, era composta da tre piani fuori terra, solai lignei e pareti interne intonacate. La merlatura era a coda di rondine con fori tondi.
  • Cascina Roland, Posta di Roland, Giaconera
probabilmente tutti e tre i fabbricati furono in origine delle modeste fortificazioni (sia per il tipo di costruzione, sia per la posizione del luogo in cui sorsero, sia per l'uso a cui erano destinati) site rispettivamente a cavallo dell'asse stradale, in corrispondenza di un incrocio e presso un ponte.
  • Castello dei Conti Carroccio
costruito nello XV secolo sui resti di una precedente casaforte, è una massiccia costruzione a pianta rettangolare, destinata inizialmente a sede giurisdizionale del feudo, nonché a dimora temporanea del feudatario. Ingentilito nel secolo XVIII con la realizzazione di una facciata barocca fu trasformato in villa signorile quale dimora estiva.
  • Certosa di Banda
fondata da Enrico II di Baratonia nel 1206 , ampliata con un chiostro ed una piccola foresteria verso l’anno 1435 ( con l'occupazione da parte dei certosini che lasciarono la certosa di Montebenedetto ) , ha una chiesa orientata ad aula unica con volta a botte. Presenta un' abside piana (con finestra trilobata) ed è coperta da una volta a crociera gotica, con costoloni poggianti su colonne addossate. I capitelli portano decorazioni antropomorfe. La facciata della chiesa ha una finestra quadrata e non presenta portale d'ingresso. L'interno della navata è occupato da un coro ligneo appoggiato sulle pareti, con stalli chiusi da baldacchini profondi.
  • Certosa di Monte Benedetto
abitata dal 1200 (data dalla quale vi entrarono i certosini provenienti dalla località Losa , sopra Susa) fino al 1473 (quando i certosini l'abbandonarono a causa di drammatiche condizioni ambientali) ha una chiesa a navata unica (orientata ed illuminata da tre finestre per lato) a profonda strombatura ed arco a sesto pieno. L'abside è piatta e la facciata presenta una grande finestra romanica, una massiccia porta con stipiti di pietra ed un monolito per architrave. Al suo esterno è presente un affresco "Madonna con Bambino e monaci Certosini" del XV secolo.
  • Chiesa Parrocchiale
dedicata a Maria Vergine Assunta, costruita nella prima metà del 1700 (in stile barocco) ha una facciata, solenne ed elegante, in cui spicca un portale ligneo intagliato. Nella chiesa sono contenuti alcuni dipinti seicenteschi ed un crocefisso del XIII secolo.
  • Palazzo Perron
costruito intorno al 1810, già utilizzato quale convento delle Suore Orsoline, è ora residenza privata . All'interno del parco è conservata la "ghiacciaia", utilizzata per la conservazione del ghiaccio. Nel Palazzo è stato ospitato Umberto di Savoia in visita a Villar Focchiardo.

Aree Protette

  • Parco Naturale Regionale Orsiera Rocciavrè
istituito nell'anno 1980, tutela un'area che si estende sul massiccio montuoso che separa la Valle del Chisone dalla Valle di Susa e che chiude la testata della Val Sangone. Il parco prende il nome dalle due cime più significative del massiccio: l'Orsiera (2890 metri, il monte più alto) ed il Rocciavrè (2778 metri), che rappresenta un nodo orografico ed è l'unica vetta comune alle tre valli. I pascoli alpini sono il teatro delle spettacolari fioriture estive che raggiungono il massimo splendore tra giugno e luglio. Tra la numerosa fauna è possibile incontrare ungulati quali camosci, caprioli e cervi.
Riferimenti: direzione Via San Rocco, 2 - frazione Foresto, Telefono: 0122-47064 Fax: 0122-48383 [1]

Manifestazioni

  • Festa Patronale Santi Cosma e Damiano: settembre (annuale)
  • Sagra Valsusina del marrone: mese di ottobre (annuale)
  • "Via Crucis" in costumi d'epoca: periodo quaresimale (annuale)

Dove Mangiare

  • Ristorante La Betulla, Via Giaconera, 1
  • Cascina Rolando, Strada antica di Francia, 11. Del XIV secolo, già antica locanda e sede di posta.
  • Ristorante foresteria Cascina Roland, Via Antica di Francia, 11 Telefono: 011-9762891 Fax: 011-9641205 [2]
  • Ristorante pizzeria La Pantera, Via Roma, 1 Telefono: 011-9646110
  • Ristorante pizzeria Quattro strade, Via Fratta, 1 Telefono: 011-9646574

Specialità Enogastronomiche e Dolciarie

  • Formaggi: Brus, Murianengo, a crosta rossa, Seirass, Toma piemontese, Tuma del lait brusc.
  • Salumi: Bondiola, Prosciuttello crudo, Salame mica.
  • Liquori: Eigovitto, Grappa della Comba di Susa, Fragolina di bosco, Genepy Granger.
  • Miele: Castagno, Flora alpina, Millefiori, Rododendro.
  • Dolci: Lose golose, Pan della Marchesa, Paste di Meliga, Bussoline.
  • Vini: Avanà in purezza, Avanà e Barbera, Avanà e Becuét, Barbera in purezza, Dolcetto in purezza.

Biblioteche

  • Biblioteca Civica, Via Conte Carroccio, 30 Telefono 011-9645025

Complessi Bandistici

  • Società Filarmonica Villar Focchiardo, Via Conte Carroccio, 30

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Squadra Volontari A.I.B. Di Villar Focchiardo, Via Conte Carroccio, 30

Personaggi Illustri

  • Biagio Rumiano
Villarfocchiardese di nascita e dottore in medicina, chirurgia ed ostetricia. Nel 1855, quale benemerito della salute pubblica, venne insignito della "medaglia d'argento dorato" dal Ministero della Sanità.
  • Giovanni Rumiano
Villarfocchiardese di nascita, fu al servizio del re Carlo Alberto a Oporto. Quando lasciò il servizio, in occasione del trasferimento della capitale d'Italia da Firenze a Roma, egli ritornò a Villar Focchiardo e successivamente fu nominato Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia dal re Vittorio Emanuele II.

Gemellaggi

  • Saint-Julien-Mont-Denis : Europa , Francia , dipartimento della Savoia , regione del Rodano-Alpi.

Numeri Utili

  • Banca San Paolo, Via Umberto I, 3 Telefono: 011-9645246
  • Banca Sella, Via Conte Carroccio, 8
  • Chiesa Cristiana Evangelica, Via Chiesali, 42
  • Comune, Via Conte Carroccio, 30 Telefono: 011-9645025
  • Farmacia Valsusa, Via Nazionale, 25 Telefono: 011-9645100
  • Chiesa Parrocchiale, Via Conte Carroccio, Telefono: 011-9645157
  • Scuola materna, Via Conte Carroccio, 30 Telefono: 011-9646760
  • Scuola elementare, Via Cappella delle Vigne, 3 Telefono: 011-9645594
  • Ufficio Postale, Via di Mezzo, 2 Telefono: 011-9645010

Informazioni Utili

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