GUIDA  Alpignano

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Nel '''1294''', per divisioni interne al comitato sabaudo il conte, Amedeo V, cedette al nipote Filippo terre piemontesi a sud di Rivoli.
 
Nel '''1294''', per divisioni interne al comitato sabaudo il conte, Amedeo V, cedette al nipote Filippo terre piemontesi a sud di Rivoli.
 
Alpignano divenne, dunque, giurisdizione di Filippo, il quale, delegò svariati rappresentanti per l'amministrazione del territorio. L'ultima famiglia delegata a governare fu quella dei '''Montbel''', che durò più di 200 anni accrescendo il proprio potere e la propria influenza.
 
Alpignano divenne, dunque, giurisdizione di Filippo, il quale, delegò svariati rappresentanti per l'amministrazione del territorio. L'ultima famiglia delegata a governare fu quella dei '''Montbel''', che durò più di 200 anni accrescendo il proprio potere e la propria influenza.
Influenza che l'ultimo discendente della dinastia adoperò per mantenere fedele la popolazione al duca Emanuele Filiberto impegnato a combattere al fianco dello zio, l'imperatore '''Carlo V''',  nelle Fiandre. Dopo la morte nel 1559 di Carlo di Montbel Alpignao venne infeudata per concessione di Emanuele Filiberto da [[Andrea Provana]], discendente della dinastia Leinì. Andrea morì nel 1592 dopo aver combattuto numerose battaglie per terra e per mare e avviato la costruzione del castello della città, oggi casa dei missionari della Consolata. Con la morte dell'ultimo erede della casata Leinì, Filiberto Provana, il castello venne inglobato nel demanio regio.  
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Influenza che l'ultimo discendente della dinastia adoperò per mantenere fedele la popolazione al duca Emanuele Filiberto impegnato a combattere al fianco dello zio, l'imperatore '''Carlo V''',  nelle Fiandre. Dopo la morte nel 1559 di Carlo di Montbel Alpignano venne infeudata per concessione di Emanuele Filiberto da Andrea Provana [http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Provana_di_Lein%C3%AC], discendente della dinastia Leinì. Andrea morì nel 1592 dopo aver combattuto numerose battaglie per terra e per mare e avviato la costruzione del castello della città, oggi casa dei missionari della Consolata. Con la morte dell'ultimo erede della casata Leinì, Filiberto Provana, il castello venne inglobato nel demanio regio.  
  
 
Il paese cambiò nel corso del '''XIX''' secolo.  
 
Il paese cambiò nel corso del '''XIX''' secolo.  

Versione delle 13:23, 22 mar 2011

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Alpignano è situato nel Piemonte nella Provincia di Torino. Il 25 luglio si festeggia il Patrono, San Giacomo. Tra gli edifici religiosi: Parrocchiale di San Martino di Tours; Chiesa di San Giuseppe; Chiesa di Santa Maria del Ponte. Da Vedere: Villa Govean (XIX secolo).

Confina con i comuni di: San Gillio, Pianezza, Rivoli e Caselette. E' a circa dieci chilometri da Torino.

Indice

Storia

Alpignano, situata sulla catena di colline moreniche risalenti alla glaciazione di 230 e 185 mila anni fa, nacque in epoca augustea in prossimità della direttrice delle Gallie, antica strada che manteneva la comunicazione tra L'Italia e la Gallia. L'origine romana di Alpignano è testimoniata da numerosi reperti archeologici rinvenuti a seguito degli scavi del 1832 nella località di San Marcello e nel 1891 durante la costruzione della strada comunale per Pianezza. I reperti emersi erano per la maggior parte tombe con pavimenti in mattoni e pareti in pietra e marmi lavorati o epigrafi appartenenti a personaggi illustri. Tutto questo patrimonio archeologico è oggi custodito presso la Biblioteca civica o presso alcune collezioni private.

Durante l'Alto Medioevo Alpignano, molto probabilmente, patì attacchi di popolazioni barbariche confinanti e invasioni dei Longobardi e dei Franchi per poi subire ulteriori incursioni da parte di Ungari e Saraceni. I primi documenti scritti furono redatti intorno al XI secolo. Secondo lo storico Gabotto è un atto del 1170 per la compravendita di terre riferito al vescovo di Torino, a sancire la nascita ufficiale della città. Dal documento si evince, inoltre, il forte potere giurisdizionale che il vescovo deteneva ad Alpignano e in tutto il territorio circostante.

Nel 1294, per divisioni interne al comitato sabaudo il conte, Amedeo V, cedette al nipote Filippo terre piemontesi a sud di Rivoli. Alpignano divenne, dunque, giurisdizione di Filippo, il quale, delegò svariati rappresentanti per l'amministrazione del territorio. L'ultima famiglia delegata a governare fu quella dei Montbel, che durò più di 200 anni accrescendo il proprio potere e la propria influenza. Influenza che l'ultimo discendente della dinastia adoperò per mantenere fedele la popolazione al duca Emanuele Filiberto impegnato a combattere al fianco dello zio, l'imperatore Carlo V, nelle Fiandre. Dopo la morte nel 1559 di Carlo di Montbel Alpignano venne infeudata per concessione di Emanuele Filiberto da Andrea Provana [1], discendente della dinastia Leinì. Andrea morì nel 1592 dopo aver combattuto numerose battaglie per terra e per mare e avviato la costruzione del castello della città, oggi casa dei missionari della Consolata. Con la morte dell'ultimo erede della casata Leinì, Filiberto Provana, il castello venne inglobato nel demanio regio.

Il paese cambiò nel corso del XIX secolo. Di tradizione prevalentemente agricola Alpignano divenne, all'inizio del secolo, il punto di riferimento per la fabbricazione di materiali elettrici, lampadine e lampade. Proprio nel centro città, infatti, fu impiantata la prima fabbrica di lampadine dall'imprenditore Alessandro Cruto. Figlio di un capomastro, Alessandro intuì il potenziale delle lamine di carbone e perfezionò la nuova invenzione presso il laboratorio di fisica di Torino. Cruto morì nel 1908 senza ricevere alcun riconoscimento pubblico per il suo operato. Negli anni trenta la sua fabbrica, cresciuta esponenzialmente, fu rilevata dal nascente colosso Philips. In quegli anni il settore elettronico crebbe fornendo occupazione per il 65% della popolazione. Percentuale destinata a crescere nel corso del 1951.

Alpignano resta un punto di riferimento per la fabbricazione di lampadine e macchine utensile. Soffre oggi la crisi nata a inizio anni 80'del settore che ha coinvolto tutto il paese.

Da Vedere

Castello

Edificato nel XVI secolo dai Provana di Alpignano e Frossasco, sulla precedente roccaforte eretta in epoca medievale dai primi feudatari. Ha subito numerose trasformazioni. Vincenzo Rivelli, uno degli ultimi proprietari, si occupò dell'allestimento di un museo di storia naturale al pian terreno della residenza, dipingendo di suo pugno stucchi a affreschi in stile pompeiano. Il castello è situato nella piazza della parrocchia, al centro del borgo medievale.

Cappella dei Caduti

Chiesetta in stile romantico fu costruita in diversi periodi. Il campanile è la parte più antica, successivamente venne edificata la cappella laterale con archi a sesto acuto poggiati su bassi e tondi pilastri a forma cilindrica.

Dove Mangiare

  • Ristorante Farenheit 451, Via Cavour, 46
  • Ristorante Lo Scacciapensieri, Via Valdellatorre, 267

Musei e Biblioteche

  • Ecomuseo Cruto, Opificio Cruto via Matteotti 2 cap. 10091
  • Associazione Nazionale lavoratori anziani - gruppo Anziani Philips, Telefono 011/9685736 [2]
  • Biblioteca Civica Caduti per la libertà, Via Philips 11

Volontariato, Onlus e Associazioni

  • Associazione Audido, Via Rossini, 1
  • Base E.C.O. Emergenza Centro Operativo, Via Marconi, 44
  • Gruppo Subalpino Lavoro in Acqua, Via Fiano, 2
  • Peter Pan A Chernobyl Onlus, Via Cavour, 60

Complessi Bandistici

  • Società Filarmonica di Alpignano, Via Matteotti, 2

Miti e Leggende

  • Il masso del fiume Dora
Presso il ponte sul fiume Dora Riparia c'è un masso che ogni anno nel giorno dell'Epifania , puntualmente , gira su se stesso per tre volte ed il fenomeno si ripete da secoli.

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