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| − | *'''Chiesa della SS. Annunziata''' | + | *'''[[../Chiesa della SS. Annunziata]]''' |
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| − | E’ la chiesa matrice del paese, realizzata a seguito del terremoto del '''1738'''. I lavori di ricostruzione del paese, distrutto dal sisma, comportarono la '''fusione delle chiese di Sant’Antonio Abate''' (dedicata al Santo patrono) '''e dell’Annunziata'''.
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| − | I terremoti del '''1905''' e del '''1908''' provocarono ingenti danni alla chiesa che fu ristrutturata nel '''1929'''.
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| − | '''Esterno''': Presenta una facciata sezionata in due ordini decorati da '''lesene'''. L'ordine inferiore presenta un portale incorniciato da due colonne con capitello che sorreggono il timpano. La facciata inolte presenta un'ampia monofora ed un orologio. E' affiancata da due '''campanili''' con cupola che si innalzano su tre livelli. Si narra che le campane furono realizzate da Vincenzo Scalamandrè di Monteleone.
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| − | '''Interno''': Gli spazi interni sono scanditi dal susseguirsi di colonne con base quadrangolare che sezionano la chiesa in '''tre navate''' coperte da '''soffitto a capriate'''. Gli interni sono decorati dalla presenza di numerose '''statue''' tra cui ricordiamo quella dell'Annunciazione risalente al Settecento, quella della '''Madonna con il Bambino''' risalente al periodo normanno, forse appartenente alla chiesa delle Tre Croci (oggi ridotta in ruderi).
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| | *'''Convento di San Francesco d'Assisi''' | | *'''Convento di San Francesco d'Assisi''' |
Versione attuale delle 18:31, 29 nov 2007
- Convento di San Francesco d'Assisi
Risalente al Cinquecento, oggi è ridotto in ruderi e sono riconoscibili soltanto i pilastri di ingresso e le colonne del chiostro.
- Chiesa di Santa Maria delle Croci
Edificio medioevale, consacrato da Papa Callisto II nel 1122, distrutto dal terremoto del 1783 e mai più ricostruito. Il luogo oggi è pieno di rovi e sono difficilmente riconoscibili anche i tratti essenziali dell'antica costruzione. Recentemente in loco è stata rinvenuta una lastra marmorea. Si narra però che il luogo era particolarmente caro ai francicoti che non hanno mai osato coltivare quel terreno ove sorgeva la chiesa, identificato infatti, in segno di venerazione, con il nome di locu santu (luogo santo).