GUIDA Trieste/Teatro Politeama Rossetti
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'''1877-78 La costruzione''' | '''1877-78 La costruzione''' | ||
| − | *Come edificio il ''Politeama Rossetti'' sorse su la via dell'Acquedotto (oggi Viale XX Settembre) lungo il pendio di Via Piccolomini, a forma trapezoidale, su progetto originale e moderno del genovese ing. Nicolò Bruno, con la cupola ad ombrello, ideata per potersi aprire nelle calde serate d'estate, e l'arch. Scalmanini.Oltre all'accesso dal Viale, una gradinata lungo il pendio porta al peristilio che dà direttamente sullo spazioso atrio. La platea è costituita da un semicerchio del diametro di m. 31, attorno alla quale corre una galleria sostenuta da colonne e dei palchi; altre due gallerie si trovano ai piani superiori. | + | *Come edificio il ''Politeama Rossetti'' sorse su la via dell'Acquedotto (oggi Viale XX Settembre) lungo il pendio di Via Piccolomini, a forma trapezoidale, su progetto originale e moderno del genovese ing. Nicolò Bruno, con la cupola ad ombrello, ideata per potersi aprire nelle calde serate d'estate, e l'arch. Scalmanini.Oltre all'accesso dal Viale, una gradinata lungo il pendio porta al peristilio che dà direttamente sullo spazioso atrio. La platea è costituita da un semicerchio del diametro di m. 31, attorno alla quale corre una galleria sostenuta da colonne e dei palchi; altre due ordini di gallerie si trovano ai piani superiori. Inizialmente il Politeama poteva contenere fino a 5000 posti, ma vennero poi ridotti a 1500. Venne chiamato "politeama" per la varietà di generi rappresentati in quel teatro: lirica e prosa, balletti e spettacoli di rivista, di cinematografia, operette e serate futuriste ma anche esibizioni ginniche, di acrobati e lottatori, ed altro ancora. |
| − | Nel 1928 viene eseguito un primo restauro dagli archh. Umberto Nordio e Aldo Cervi, con decorazioni dello scultore Marcello Mascherini | + | Nel 1928 viene eseguito un primo restauro dagli archh. Umberto Nordio e Aldo Cervi, con le decorazioni di 4 bassorilievi in gesso dello scultore Marcello Mascherini, rappresentanti la Danza, la Musica, il Canto e l'Arte Drammatica. Ma nel 1956 venne chiuso e per 12 anni di cessò ogni attività teatrale e cinematografica, e cadde in stato di totale incuria. Finchè, grazie al fondatore del Lloyd Adriatico di Ass.ni, dr. Ugo Irneri, vennero intrapresi grandi lavori di restauro e ammodernamento, affidati all'ormai 77enne arch. Umberto Nordio, che ne curò i fedeli restauri, sì da poterlo inaugurare nel 1969. E da quella data che prese l'avvio il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, che a tutt'oggi attira coi suoi programmi tanti abbonati. |
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Versione delle 18:59, 27 set 2010
Storia
1877-78 La costruzione
- Come edificio il Politeama Rossetti sorse su la via dell'Acquedotto (oggi Viale XX Settembre) lungo il pendio di Via Piccolomini, a forma trapezoidale, su progetto originale e moderno del genovese ing. Nicolò Bruno, con la cupola ad ombrello, ideata per potersi aprire nelle calde serate d'estate, e l'arch. Scalmanini.Oltre all'accesso dal Viale, una gradinata lungo il pendio porta al peristilio che dà direttamente sullo spazioso atrio. La platea è costituita da un semicerchio del diametro di m. 31, attorno alla quale corre una galleria sostenuta da colonne e dei palchi; altre due ordini di gallerie si trovano ai piani superiori. Inizialmente il Politeama poteva contenere fino a 5000 posti, ma vennero poi ridotti a 1500. Venne chiamato "politeama" per la varietà di generi rappresentati in quel teatro: lirica e prosa, balletti e spettacoli di rivista, di cinematografia, operette e serate futuriste ma anche esibizioni ginniche, di acrobati e lottatori, ed altro ancora.
Nel 1928 viene eseguito un primo restauro dagli archh. Umberto Nordio e Aldo Cervi, con le decorazioni di 4 bassorilievi in gesso dello scultore Marcello Mascherini, rappresentanti la Danza, la Musica, il Canto e l'Arte Drammatica. Ma nel 1956 venne chiuso e per 12 anni di cessò ogni attività teatrale e cinematografica, e cadde in stato di totale incuria. Finchè, grazie al fondatore del Lloyd Adriatico di Ass.ni, dr. Ugo Irneri, vennero intrapresi grandi lavori di restauro e ammodernamento, affidati all'ormai 77enne arch. Umberto Nordio, che ne curò i fedeli restauri, sì da poterlo inaugurare nel 1969. E da quella data che prese l'avvio il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, che a tutt'oggi attira coi suoi programmi tanti abbonati.






