GUIDA Firenze/Biblioteca Nazionale Centrale
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, BNCF, è una delle più importanti biblioteche italiane, nonché l'unica che documenta, nella sua interezza, lo svolgersi della vita culturale della Nazione. La BNCF è anche sede pilota nella creazione del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).
La Storia
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha origine dalla Biblioteca privata di Antonio Magliabechi, costituita da circa 30.000 volumi, lasciata nel 1714, secondo il suo testamento, a beneficio universale della città di Firenze. Nel 1737, per incrementare il patrimonio librario, fu stabilito per decreto che vi fosse depositato un esemplare di tutte le opere che si stampavano a Firenze e dal 1743 in tutto il Granducato di Toscana. La Biblioteca fu aperta al pubblico nel 1747 con il nome di Biblioteca Magliabechiana. Nel 1771 al patrimonio librario esistente si aggiunse quello della Biblioteca Mediceo-palatino-lotaringia. Da allora in poi la Biblioteca si arricchì ulteriormente di molti altri pregevoli fondi. Spiccano quelli delle biblioteche ex monastiche, incamerati a seguito della politica di soppressione dei conventi. Il 22 dicembre del 1861 il Regno d’Italia promulgò un decreto che stabilì l'unificazione della Biblioteca Magliabechiana con la grande Biblioteca Palatina, in tale data l’Istituto assunse la denominazione di Biblioteca Nazionale. Il 25 novembre 1869, con Regio Decreto, la Biblioteca Nazionale di Firenze riceve per diritto di stampa una copia di tutto quello che viene pubblicato in Italia. Nel 1885 il Regolamento organico delle biblioteche del Regno sancisce per la Nazionale di Firenze e quella di Roma l'attribuzione del titolo "Centrale”. Nel 1966 l’alluvione causò gravissimi danni all’ingente patrimonio della BNCF, una parte rilevante dei fondi danneggiati furono recuperati dall’attenta opera del centro di restauro.






