1 Novembre 2008 alle 12:49

Basilica della SS. Annunziata di Ispica (Rg)

di Brutas (Ispica, Sicilia. Edifici Religiosi. Categoria B)

Ispica - Basilica della SS. Annunziata di Ispica (Rg)


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Prima del terremoto del 1693 la Chiesa della SS. Annunziata sorgeva entro le mura del fortilizio dei marchesi Statella (oggi parco Forza). Nell’ estremità orientale del pianoro, gli scavi fatti nel 1972 hanno portato alla luce le fondamenta di questa interessante Chiesa. L’ analisi delle strutture è difficile dato il sovrapporsi dei diversi strati, ampliamenti e ricostruzioni.Pare anzitutto che si debba escludere l’ ipotesi della preesistenza del tempio greco dedicato ad Apollo Libistino, non solo per la mancanza di resti, ma come prova la grande cisterna con le quattro canalette di scolo intagliate nella roccia.La prima fase di vita probabilmente risale ai tempi dei Caruso (seconda metà del 1400) e si limitava alla parte nord, che è divisa in tre ambienti e misura m.10,80×5. Era questa, pare, la cappella gentilizia, chiamata nei documenti d’ archivio, di S. Pietro comunicante col Palazzo per mezzo di una postierla. Sotto gli Statella (dalla metà del 1500) la costruzione fu ampliata e prese il nome di Chiesa dell’ Annunziata. La forma era probabilmente a croce latina con l’ abside a levante; le misure sono di m. 20,50×13. La chiesa era delle migliori delle 40 esistenti nel paese, non cedendo nè alla Madrice, nè a quelle di Val di Noto. All’ altare c’ era la grande pala lignea dell’ Annunciazione; a destra la statua del SS. Cristo con la Croce in ilice, fatta nel 1623 da un artista notinese e distrutta nel terremoto; a sinistra il Risuscitato coi due soldati di guardia portati nella nuova chiesa. Seguivano altre sei cappelle, tre per lato: una con la Cassa delle Reliquie, una dedicata alla Madonna dell’ Itria e una a S. Andrea Avellino. Gli altari erano rivestiti di marmo e quattro paliotti furono recuperati alla fine del 1800 e portati nella nuova Chiesa.Sono stati riportati alla luce 26 loculi sepolcrali scavati nel paviemento e alcune grandi fosse comuni. Sono state rinvenute due lapidi: una, della seconda metà del 1600, copriva la tomba del nobile D. Vincenzo Ganga e familiari, un’ altra quella di una nobildonna spagnola.
Dopo il terremoto che distrusse l’ antico tempio, fu provvisoriamente costruita una baracca di legno per l’ Annunziata, che, dopo l’ erezione della nuova Chiesa, fu trasformata nella Chiesa di San Francesco di Paola, benedetta nel 1730; esisteva ancora nel 1791 ma poi andò distrutta.La pietra di fondazione della nuova Chiesa, come dice l’ iscrizione del cippo originario, fu posta il 21 ottobre 1703, dieci anni dopo il terremoto. Il giorno 11 aprile 1704, s’incominciò poi l’ elevazione della fabbrica, “da certi Mastri siracusani”.La consacrazione fu fatta il 23 marzo 1720. L’ iniziativa e il primo contributo fu certo del principe Francesco V Statella (1654-1710), protettore della Chiesa, al quale si deve in gran parte la ricostruzione del paese e delle altre chiese. Secondo una tradizione orale, la nobile famiglia Modica-Boj, per grazia ricevuta, fece costruire a proprie spese le mura esterne della Chiesa fino all’ altezza di 3 metri. Si narra, infatti, che in un giorno di festa il figlioletto, vestito con un mantello rosso, si trovava lungo la strada “Carceri” quando improvvisamente un torello alla vista del manto rosso, incornò il bambino e cominciò a girare per le strade dellacittà, fermandosi solamente davanti alla costruzione della basilica. Il bambino rimase illeso, e i genitori fecero costruire a proprie spese la parete sud della chiesa, e come ricordo tra le muratura fecero incastrare la testa di un torello appositamente scolpita su una pietra di calcare tenero. Da due atti del 1713, risulta inoltre che il barone Bufardeci donò all’ Arciconfraternita un quadro dell’ Annunziata (forse perduto) e tutto il suo grande patrimonio. Generosissime furono anche le offerte dei Confrati e dei fedeli, come testimonia il Vicario del tempo Sac.F.Franzò.Perl il terremoto del 4-6 gennaio 1727, si divaricò l’arcata maggiore che venne “informata”, perche fosse demolita e quindi rifatta, evitando il crollo “del restante della nuova fabbrica”. Nel 1779, su invito della Confraternita, il notinese Paolo Labisi, regio architetto, dottissimo nella sua arte e autore della chiesa e Casa dei Crociferi e del palazzo Villadorata di Noto, presenta i disegni conservati in archivio, delle decorazione in ornatissimo stile rococò: “riforma dello stucco” nei pilastri e pareti della navata centrale; nuovi stucchi nel cappellone e nelle cappelle delle navate laterali; cancellata in ferro battutto nell’ altare maggiore; nuovi satlli in legno lavorato, con sedia del celebrante e disco del coro; tutta la sacrestia, con porta di ingresso, portico inferiore, stucchi alle pareti, magnifico “cassereccio e lavatoio” in legno. Purtroppo, verosimilmente per gli alti costi, non fu realizzato nulla.Alle ore 11,15 del 23 marzo 1869, martedì santo, cadde il prospetto della Chiesa, non a causa di un terremoto, ma per fatiscienza o per imprudenti lavori di restauro. Lo stesso anno il ” murifabbro” Orazio Amore presentò il progetto di una facciata, e un altro venne in seguito fatto nel 1874, dall’ ingegnere avolese Salvatore Rizza, il quale, vent’ anni dopo, con poche varianti, lo realizò nella nuova facciata della chiesa di S.Giovanni a Modica Alta. Ma la costruzione fu affidata al capomastro scalpellino Carlo Di Gregorio (Modica 1836-Ispica 1899). I lavori durarono circa otto anni e fu anche costruito il campanile, a ponente, dietro la chiesa. Nel 1881 il falegname E. Avola costruiva il grande portone in noce massiccia. Nel 1886 Gaspare Rimmaudo rifaceva le cupolette laterali, secondo la tecnica allora in uso, con gesso e scaglie di calcare. Nel 1889 fu fatto l’ oragno a canne e nel 1894 i fratelli Rimmaudo mettevano in opera il paviemto in marmo. nel 1952 è stato rifatto l’ altare maggiore su progetto, modificato, dall’ architetto A. Cerruto.

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2 commenti a “Basilica della SS. Annunziata di Ispica (Rg)”

  1. Ornella Locatelli scrive:

    Ciao, bella immagine di un edificio maestoso. Peccato penda un po’ a destra. - + 1 -

  2. Kicca scrive:

    wow…bella descrizione! molto bella questa basilica…1 voto! :D

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