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Turni (n.Voti/n.Sfide): 1° = 3/6 (50%); 2° = 7/14 (50%); 3° = 11/26 (42%); 4° = no;
da: http://www.turismojesoloeraclea.it/dynalay.asp?PAGINA=1006
La Prima Guerra Mondiale, nell’autunno del ‘17, in pochi giorni distrusse quasi completamente il notevole patrimonio artistico di Noventa di Piave.
Alle furiose e tristemente note battaglie lungo il Piave non sopravvissero le numerose tele della Pieve di San Mauro, dal portale sansovineo, e nulla è rimasto del vecchio tempio. Nella nuova chiesa ricostruita sono rimasti alcuni preziosi tesori come la statua mutila della Vergine in marmo di Giovan Battista Marchiori (1696-1776).
La Chiesa Parrocchiale custodisce inoltre una preziosa icona bizantina risalente al XV secolo, di pregevolissima fattura; trattasi di dipinto su tavola in legno di cedro raffigurante la Vergine e Gesù, nota come la Madonna nera. La tavola è rivestita da una sottile lamina argentea che lascia scoperti i volti e le mani.
L’icona è sopravvissuta ai secoli ed alle varie vicende belliche ed è amatissima dalla popolazione.
Il nome le deriva dalla colorazione olivastra del volto della Madonna. Di ridotte dimensioni (65 x 50 cm) l’icona, perfetta nelle sue proporzioni, richiama la scuola belliniana (XV sec.) e rassomiglia molto alla Madonna chiamata Costantinopolitana custodita nella chiesa di Santa Giustina a Padova.
Nella Chiesa è pure custodita una stupenda Croce astile, unica nel suo genere, anch’essa risparmiata dal primo conflitto mondiale.
Risale certamente alla fine del XIV sec., poichè sono evidenti i richiami al periodo di transizione tra lo stile bizantino e quello gotico.
La Croce che appartiene dunque all’arte orafa trecentesca è uno dei tesori d’arte di maggiore pregio artistico del Veneto.
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