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La chiesa di San Martino di Pedenosso è ricordata negli statuti di Bormio del 1334. Nel 1453 veniva concesso ai vicini di Pedenosso, Isolaccia e Semogo della Valdidentro di avere un cappellano residente a Pedenosso (Xeres, Antonioli 1996; Visita Archinti 1614-1615, note; Sosio 1994). Tale concessione venne confermata nel 1571 dal vescovo di Como Gianantonio Volpi (Storia di Livigno 1995), all’epoca della segregazione di San Martino dalla matrice di Bormio (Visita Ninguarda 1589-1593, note). Nell’elenco del clero allegato agli atti del sinodo comense convocato nel 1565 dal vescovo Gianantonio Volpi la chiesa di San Martino di Pedenosso è attestata nella pieve di Bormio, subordinata a un rettore (Sinodo Volpi 1565).
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