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La chiesa della SS. Annunziata racconta la storia della cittadina di Trocchia, come si evince anche dal testo del conte Ambrogino Caracciolo “Sull’origine di Pollena Trocchia…” in cui si racconta come le lave di fango abbiano più volte investito la costruzione. Gli scavi, anche quelli più recenti, hanno messo in luce le mura antiche della chiesa, poste ad una profondità di almeno 6 m sotto l’attuale livello di calpestio, ed altri quattro livelli intermedi. Questi innalzamenti erano causati proprio dalle alluvioni susseguitesi ripetutamente nella zona. L’eruzione del 1631 causò la distruzione della chiesa che fu ricostruita nella seconda metà del 700. Ancora alla fine dell’800 un restauro determinò il rifacimento del soffitto.
Ricostruita nella seconda metà del Settecento dopo la terribile eruzione del 1631, la chiesa presenta una semplice facciata arrichita solo dal portale in piperno L’interno è costituito da una navata unica con un cassettonato ligneo, in sostituzione degli affreschi, che secondo il conte Caracciolo, erano opera del pittore Giuseppe Russo. All’ingresso un’acquasantiera di origine romana, costituita dalla base di una colonna finemente scolpita e posta su un sostegno marmoreo del XVI secolo. In alto è collocata la cantoria in legno. L’altare maggiore, in marmo policromo, risale al tardo XVIII secolo e reca alle spalle un dipinto del 500 raffigurante la Vergine, probabile opera di Cesare da Sesto. Il presbiterio è voltato a botte. I locali della Congrega della SS. Annunziata ospitano un antico altare con alle spalle una copia della Madonna della Purità conservata nella chiesa di San Paolo a Napoli.
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1 commento a “Chiesa della SS. Annunziata”
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quanta storia dietro quel semplice campanile! Lo scorcio è proprio bello e le informazioni forniteci lo arricchiscono