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La facciata della chiesa presenta un ordine scandito da lesene con capitelli ionici, in dissonanza cromatica con la cortina muraria.
Al centro si apre l’unico portale sormontato dall’iscrizione dedicatoria ( D.O.M. / IN HONOREM B. PAULI APOST. PRINCEPS / PARIETIBUS ANTIQUIORIS AEDIS / SOLO AEQUATIS / POPULUS PISONIANENSIS/ A FUNDAMENTIS EREXIT / ANNO MACULARI M.C.M.) e, ai lati, due nicchie. Nella parte superiore, divisa da quella inferiore da un alto cornicione lievemente modanato, si erge un coronamento a timpano mistilineo con rosone centrale ribadito dall’alzata evidente del corpo retrostante.
Lo schema è quindi a capanna composita con marcatura della parte centrale.
Chiesa di San PaoloL’interno, a tre navate, presenta una successione di archi scanditi da lesene dipinte a finto marmo; il soffitto è a cassettoni e la cornice marcapiano presenta diversi motivi decorativi in stucco bianco e dorato. Nell’abside, coperta da un catino riccamente decorato, grandeggia la pala d’altare dedicata al Santo patrono. Sugli altari laterali sono presenti tre tele e una statua lignea di S. Vittoria.
Il fonte battesimale, coevo alla chiesa, è disposto sul lato sinistro.
Fin da epoca remota la chiesa di Pisoniano era dedicata a S. Paolo, forse, come ipotizza il Piazza, perché questi iniziò qui la sua predicazione della religione cristiana. La vecchia costruzione aveva quattro altari, dedicati a S. Paolo (il maggiore), a S. Vittoria, alla Madonna del Rosario e alla Madonna del Monte.
Tutti i cittadini contribuirono con le loro opere ad erigere il nuovo tempio. I lavori di stuccatura furono condotti da artisti provenienti da Roma e guidati da Augusto Alfieri. Il marchese Theodoli donò pure il legname per il cassettonato.
Nel 1907 era già provvista di bussola e cantoria e nel 1910 di un organo antico, poi andato distrutto. I marmi che decorano l’altare maggiore provengono dalla distrutta chiesa romana di S. Maria Liberatrice al Foro. Il campanile, andato in rovina, era già stato ricostruito nel 1877; esso possedeva dal 1810 una grande campana proveniente dal Santuario della Mentorella.
La costruzione è improntata ad uno stile accademico, freddo nonostante il ricorso ad elementi decorativi di tipo vegetomorfo sia bianco che oro e ad un alternarsi di partiti ora piatti ora a rilievo.
Dal 1931 al 1934, a causa del cattivo stato di conservazione dell’edificio, furono condotti nuovi lavori di restauro sia della facciata che dell’interno. In tale occasione venne commissionata la nuova pala d’altare e altre decorazioni pittoriche dell’interno. Alcune delle tele sistemate sugli altari già appartenevano alla più antica decorazione, mentre la originaria pala d’altare raffigurante S. Paolo, ricordata dal Terenzi come di buon pennello, andò distrutta durante i lavori di rifacimento dell’edificio e nel 1934 fu sostituita con quella attuale.
Vi esisteva poi l’affresco della Madonna del Monte,che secondo la leggenda era apparsa ad un uomo imprigionato nel castello e che ora è ricordata solo da una festa religiosa. La tela di S. Vittoria che vi si venerava è quella attualmente conservata sull’altare della chiesetta omonima.
info tratte da http://www.romaepiu.it/index.php/Chiese-e-Cappelle/Chiesa-di-San-Paolo-Pisoniano.html
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