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La chiesa è un importante punto di riferimento Rinascimentale e storico di Napoli; all’interno si trovano i resti del poeta napoletano Jacopo Sannazaro, autore del poema in latino “De partu Virginis” (il parto della Vergine) da cui prende nome il luogo di culto. La chiesa fu fatta costruire dallo stesso Sannazaro su un terreno donatogli nel 1497 dal re Federico d’Aragona. La tomba, che si trova dietro l’altare, fu realizzata dagli scultori Ammannati, Ferrucci e Montorsolo, i quali la completarono nel 1537, sette anni dopo la morte del poeta. Si tratta di una complessa scultura che si ispira all’ambiente dell’Arcadia attraverso le figure di Apollo e Minerva e con raffigurazioni anche di Ninfe, di Nettuno, Pan e Marsia. Altre opere sono le statue di San Iacopo e San Nazaro, un Presepe di Giovanni da Nola, alcune lastre sepolcrali e una figura attribuita a Leonardo da Pistoia.
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