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Inizio febbraio 1945 – La chiesa di Alfonsine cadde minata da 30 bombe di mezzo quintale l’una, appostate lungo la navata e le colonne da alfonsinesi costretti dai tedeschi. Poi toccò alla canonica, all’asilo e via via gran parte del paese venne distrutto. Per qualche anno nell’immediato dopoguerra l’arciprete Don Liverani officiò la santa Messa con i cappellani Don Domenico Parmeggiani e, dal 1953, Don Dionisio Vittorietti, utilizzando la piccola canonica che era stata rapidamente edificata.
Con la decisione della nuova amministrazione comunale di ricostruire il paese nuovo alla sinistra del fiume Senio si pose il problema se ricostruirvi anche la nuova chiesa Santa Maria. L’arciprete don Liverani partecipò a questa decisione e decise che anche la nuova chiesa arcipretale sarebbe stata ricostruita nel nuovo centro. Così fu, se pur tra varie opposizioni che alla fine si scagliarono contro don Liverani stesso, per aver favorito tale soluzione.
Si iniziò così la costruzione della chiesa parrocchiale Santa Maria, mentre nel paese vecchio sarebbe sorta la nuova chiesa parrocchiale del Sacro Cuore, sulle macerie della vecchia chiesa.
A metà degli anni ‘50 fu inaugurata la nuova chiesa Santa Maria nel paese nuovo a sinistra del fiume Senio, che ebbe come arciprete Don Liverani stesso, mentre Don Vittorietti divenne parroco della nuova parrocchia del Sacro Cuore.
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2 commenti a “La chiesa del paese nuovo.”
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Sinceramente: una foto scura, sfocata, storta e con un campanile decapitato può essere presentata a un concorso fotografico?
vedo tra l’altro che le altre tue foto sono decisamente migliori. Perchè questa? non mi dire che è per il runner